giovedì, Settembre 16

Mura che cadono, muri che si alzano

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Mura (di sedi storiche-simbolo) che cadono a pezzi, muri  (che blindano confini e separano popoli) che si alzano, di continuo. Da Londra a Washington, da Berlino a Gerusalemme. L’immagine dei giorni nostri?

La sede centrale dell’Fbi sta andando in rovina, l’allarme lo ha lanciato -ma se ne parla da dieci anni- il ‘Washington post’; la torre londinese del Big Ben ha bisogno urgente di un restauro, il rischio di cedimenti strutturali è del ‘Sunday Times’. Intanto, un Sindacato di Polizia tedesco ha avanzato l’idea di una recinzione al confine per controllare il flusso d’ingresso dei migranti; mentre a Gerusalemme un nuovo muro di cemento è stato eretto ieri per tentare di far fronte alla nuova ‘Intifada’ tra un quartiere arabo ed ebraico.

La sede centrale  dell’Fbi, ha denunciato il ‘Washington post, sta andando in rovina: una  delle rampe d’accesso del garage è stata chiusa perchè cadevano  calcinacci dal soffitto, sulla facciata sono state apposte reti per  evitare che pezzi di intonaco feriscano i passanti e alle ultime  esercitazioni antincendio, lo scorso luglio, metà degli allarmi erano  guasti.
E’ da dieci anni ormai che il Federal Bureau of Investigation lancia  l’allarme sullo stato del suo quartier generale, un grande palazzo  sulla Pennsylvania Avenue di Washington, definito da alcuni critici  ‘l’edificio più brutto del mondo’. Ma il tempo passa e non viene presa nessuna decisione, lasciando il palazzo in una sorta di limbo senza  riparazioni o decisioni sul suo futuro. La fortezza simbolo di forza per gli Stati Uniti è divenuta un esempio della mancata azione de Governo. L’edificio, secondo il quotidiano americano, sarebbe talmente inefficiente che ha iniziato a mettere in pericolo la missione dell’Fbi, ovvero la lotta al terrorismo internazionale e ai cyber attacchi. Il J. Edgar Hoover Building sarebbe a rischio di attacchi. Il Governo ha avviato negli anni scorsi la ricerca di una nuova area per una nuova sede dell’Fbi. Una ricerca che è ancora in corso e che, con le elezioni, potrebbe slittare fino a dopo il voto. L’edificio, affermano i critici, è il simbolo della mancata azione del Congresso nel risolvere problemi di real estate, quali spostare le agenzie governative in spazi più efficienti. Ma anche dei limiti alle spese pubbliche, che impediscono all’Fbi si firmare un contratto rapidamente.

Dopo 156 anni di gloriosa storia il Big Ben inizia a sentire il trascorrere del tempo. La torre dell’orologio, punto di riferimento per gli abitanti di Londra e immortalata da milioni di turisti, ha bisogno di quello che viene definito dal ‘Sunday Times’ come un drastico restauro per evitare che un giorno non molto lontano si verifichino cedimenti strutturali irreparabili. La campagna potrebbe dover restare muta per tre anni, per permettere i lavori di restauro e messa in sicurezza.
Secondo fonti di Westminster, il programma di restauro (almeno 40 milioni di sterline, pari a 55 milioni di euro) prenderà un tempo piuttosto lungo e deve iniziare al più presto, perchè‚ la torre non ha solo problemi strutturali -il tetto perde, l’abitacolo dell’orologio è gravemente corroso e ci sono grandi crepe nella muratura- ma anche difetti alle lancette e al meccanismo interno, quindi potrebbe all’improvviso smettere di scandire i suoi famosi rintocchi. Come se non bastasse, di recente è emerso che il Big Ben perde i proverbiali colpi ed è diventato, come lo hanno definito i tecnici di Westminster che lavorano alla sua manutenzione e sono pronti ad intervenire giorno e notte, moltocapriccioso‘.  Ad agosto si è scoperto infatti che i rintocchi andavano avanti di sei secondi rispetto al normale, causando non pochi problemi ad esempio a ‘Bbc’ Radio, con un suo notiziario che è stato interrotto dalla campana fuori tempo.

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