venerdì, Maggio 7

Multinazionali del cibo nel mirino Il Governo e l’opposizione rivedono insieme la Legge sui cibi dopo recenti casi di frodi alimentari

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Bangkok – Nell’Unione Europea spesso ci si lamenta per le eccessive procedure di controllo sulla sicurezza alimentare e le si ritengono persino asfissianti. Ma il fine ultimo è quello di proteggere il bene prezioso della salute dei consumatori. Non si può certo dire che questo accada anche in Asia dove gli standard di riferimento molto probabilmente non passerebbero il vaglio delle autorità del settore nel mercato UE. Ora anche in Asia ci si accorge dell’importanza della cosa in modo ineludibile, l’ultimo esempio in ordine di tempo è quello di Taiwan.

Il Presidente della Fondazione dei Consumatori di Taiwan, Lu Yun ha affermato che mentre si procede alla modifica dell’Atto che regolamenta la Sicurezza del Cibo e l’Igiene, il Governo dovrebbe assistere i consumatori nel chiedere forme compensatorie e citare le multinazionali alimentari per illeciti profitti.

Durante una conferenza stampa tenutasi all’esterno del Palazzo di Giustizia, Lu ha chiesto ai legislatori di essere più giudiziosi e accurati nell’emendare ed apportare modifiche all’atto sulla sicurezza alimentare al fine di poter porre sotto controllo quanto più possibile le società alimentari prive di scrupoli. Lu Yun ha poi aggiunto che il Governo dovrebbe stilare una Carta Bianca sulla sicurezza alimentare ogni anno, per analizzare e raccogliere informazioni sui problemi connessi alla sicurezza alimentare e per creare politiche di sicurezza alimentare e condurre così il contesto attuale sotto pieno controllo.

Lu Yun ha sottolineato che sebbene sia i partiti di Governo sia quelli di opposizione siano d’accordo con la Fondazione dei Consumatori di Taiwan e le sue proposte sull’atto di sicurezza alimentare, tale documento ha già passato il vaglio di una sua prima lettura, il che però rende più difficilmente modificare l’atto nuovamente. Durante le future negoziazioni, entrambi gli schieramenti politici dovrebbero seguire i consigli della Fondazione dei Consumatori di Taiwan nella fase di correzione dei contenuti.

Tra i suggerimenti proposti dalla Fondazione –dopo che le modifiche saranno apportate- vi è quello di destinare i fondi che dovessero derivare dalla applicazione delle sanzioni nei confronti delle aziende alimentari trovate colpevoli di illeciti profitti come fondo di garanzia e sicurezza dei consumatori oppure per la definizione delle forme compensatorie a favore dei consumatori stessi. Con la legge attuale, fino a quando i consumatori non possano dimostrare alcun  danno derivante dal consumo di cibi contaminati o guasti, possono essere ricompensati con cifre tra 500 e 30.000 dollari locali  (circa 16-980 Dollari USA). Secondo le proposte dei movimenti dei consumatori, il Governo dovrebbe accrescere il livello delle compensazioni pecuniarie di almeno dieci volte rispetto all’ammontare previsto attuale e chiedere alle compagnie alimentari di provare esse che i loro prodotti non sono dannosi per la salute del consumatore.

I legislatori provenienti sia dal fronte governativo sia da quello dell’opposizione hanno negoziato entrambi i vari emendamenti e modifiche da apportare all’Atto di Governo sulla Sicurezza Alimentare, ma non sono riusciti a trovare il consenso sulle clausole riguardanti una violazione risultante in un’unica punizione, sia essa di termini carcerari o in termini pecuniari. E così i legislatori hanno dichiarato pubblicamente che procederanno ad altri incontri per addivenire ad una soluzione condivisa sul tema.

 

 

 

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