martedì, Settembre 21

Mozzarella di bufala, l’oro bianco è made in Campania: difendiamolo field_506ffbaa4a8d4

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Che il grande interesse all’estero per la mozzarella imponga una maggiore vigilanza è anche l’opinione di Leo Bertozzi, segretario di Aigc che spiega: “Il Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana è stato uno dei fondatori di Aicig dieci anni fa, nonché membro del primo Cda dell’Associazione. Nel corso di questo decennio di vita, Aicig ha sviluppato una serie di azioni tese ad accrescere identità, riconoscibilità e autorevolezza del sistema italiano dei Consorzi di tutela i quali, stante l’importanza delle Ig nel nostro paese e sul mercato internazionale, hanno la responsabilità di indicare le tematiche più attuali per rendere il sistema delle Ig sempre più rispondente alla rapida evoluzione della filiera produttiva e degli aspetti normativi”.

Si perché il comparto della mozzarella comprende una filiera bufalina da non sottovalutare con numeri di tutto rispetto: circa 15mila addetti, nei caseifici associati oltre 3mila dipendenti, la maggior parte di giovane età: il 34% degli occupati ha meno di 32 anni, l’86% è under 50. Il ricambio ha poi riguardato tutte le categorie dagli allevatori ai responsabili marketing, dai laboratori di analisi agli export manager il tutto attirando anche professionalità da fuori dell’area produttiva. Insomma un presente solido per andare incontro a un futuro che oggi appare sempre più legato alla ricerca, all’incremento dei livelli qualitativi per competere sui mercati globali e allo sviluppo dei mercati più recettivi.

Proprio con questo obiettivo nasce nel 2015 l’Associazione Filiera Bufalina presieduta da Renato Rocco che spiega: “L’Associazione raccoglie 120 soci tra allevatori, caseifici, produttori agroalimentari, distributori, ristoratori, pizzerie, bracerie, pasticcerie, gelaterie, nonché professionisti e consulenti a vario titolo. L’Associazione, i cui soci sviluppano un fatturato di 500 milioni all’anno quasi due terzi rappresentati dai caseifici, vuole essere l’anello di congiunzione tra i produttori ed il mondo della ristorazione sia in termine di sviluppo commerciale sia di sviluppo e ricerca di nuovi prodotti e mira a creare le condizioni per la valorizzazione dell’intera filiera. Per farlo parte dalla promozione di due prodotti diversissimi tra loro sia per caratteristiche organolettiche che per sviluppo commerciale, che però contribuiscono ad identificare la Campania del buono e del sicuro: la mozzarella di bufala campana, conosciuta in tutto il mondo, e la carne bufalina, poco conosciuta e con proprietà nutrizionali eccezionali. Prossimo obiettivo lavorare sui formaggi di bufala che sono molto apprezzati e che trovano più produttori al Nord che non in Campania”.

 

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