Mozambico: omicidio di Stato per un giornalista?

Il governo del Mozambico fa molta attenzione a non reprimere la libertà di stampa e a non perseguitare i giornalisti, nonostante che Maputo e il Paese in generale stiano conoscendo un allarmante aumento della criminalità sopratutto legata a rapimenti di imprenditori stranieri e al nascente network mafioso mozambicano legato alle industrie del carbone e del gas naturale.  Anche gli omicidi politici sono rari escluso l’esecuzione  avvenuta lo scorso gennaio  di un esponente di spicco dell’opposizione l’avvocato Gilles Cistac, favorevole alla decentralizzazione delle province del sud ricche di gas naturale. I media nazionali sospettano che si tratti di un omicidio di Stato.

Una delle rare persecuzioni rivolte ai media riguarda il caso del giornalista esperto di economia Carlos Nuno Castel-Branco e del suo editore: Fermando Mbanze,  entrambi sotto processo per aver criticato nel 2013  l’ex presidente Armando Emilio Guebuza tramite numerosi interventi pubblicati su Facebook.  L’accusa rivolta è di abuso della libertà di stampa ed oltraggio alla reputazione personale di Guebuza. Il caso giudiziario è seguito da Amnesty International e dalla Unione Nazionale dei Giornalisti del Mozambico che ha chiesto al governo e al ex presidente di ritirare le accuse e liberare i due giornalisti. Un terzo loro collega si sarebbe rifugiato in Portogallo portandosi con sé prove molto compromettenti ma non ancora rese pubbliche. Probabilmente da lui utilizzate come garanzia per la sua incolumità. L’identità del terzo giornalista non è stata mai rivelata dal governo, magistratura, media e da Amnesty International.

Le critiche rivolte al ex presidente erano inserite in una indagine giornalista condotta dagli imputati riguardo loschi affari di Armando Guebuza nel settore gas naturale nelle province del sud. Affari che lo scorso gennaio sarebbero stati all’origine del presunto omicidio di Stato dell’avvocato Cistac. Il giornalista Paolo Machava era attivamente coinvolto nella campagna a favore dei due giornalisti perseguitati dalla magistratura per aver criticato l’ex presidente. Questi potrebbe puntare l’attenzione delle indagini sui legami tra il suo assassinio e le attività illegali del ex presidente mozambicano, complicando la soluzione del caso se la polizia si dovesse scontrare su piste di natura politica.

Armando Emilio Guebuza, nato il 20 gennaio 1943 a Murrupula nella provincia di Nampula, si unì al Fronte di Liberazione Mozambicano (FRELIMO) all’età di venti anni partecipando attivamente alla guerra di liberazione contro il Portogallo e diventando uno tra i più importanti e potenti politici del governo dopo la vittoria ottenuta nel 1975. Dopo la morte del Presidente Samora Machel  nel 1986 Guebuza rappresentò la FRELIMO ai negoziati di pace con la guerriglia fascista della RENAMO . Negoziati che portarono alla firma della pace firmata a Roma il 4 ottobre 1992 grazie alla mediazione della Comunità di Sant’Egidio.

Durante il periodo di transizione al multipartitismo e alle prime elezioni democratiche Guebuza rappresentò il Governo e collaborò con la Commissioni di Monitoraggio e Supervisione degli Accordi Generali di Pace di Roma. Guebuza fu nominato candidato del FRELIMO nelle elezioni presidenziali del dicembre 2004 vincendole con il 63,7% dei voti. Diventò il primo presidente Mozambicano del FRELIMO a non portare avanti i programmi politici ed economici marxisti leninisti.