mercoledì, Settembre 22

Mozambico: omicidio di Stato per un giornalista?

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Venerdì 28 agosto il giornalista Paulo Machava viene abbattuto a colpi di pistola da aggressori non ancora identificati. L’omicidio è avvenuto alle sei del mattino presso l’incrocio tra i viali di Agostinho Neto e Vladimir Lenin a Maputo, capitale del Mozambico mentre stava facendo la sua consueta corsa mattutina. L’opinione pubblica e i media mozambicani sono rimasti sbalorditi dall’avvenimento. L’ex colonia portoghese è uno dei paesi al mondo meno pericolosi per i giornalisti. Dal 1992 un solo giornalista è stato assassinato. Nel novembre del 2000 Carlos Cardoso fu ucciso davanti agli uffici del Metical, il quotidiano di cui era redattore capo. Cardoso stava indagando su un caso di corruzione presso una importante istituto finanziario statale.

Paulo Machava era un giornalista molto popolare ed apprezzato. Iniziò la sua carriera presso la Radio Mocambique negli anni Ottanta come presentatore del radio show Onda Matinal (L’ondata mattutina) una trasmissione di informazione specializzata nella criminalità urbana. Dopo l’apertura al multipartitismo Machava collaborò con il settimanale di opposizione Savana dove ebbe modo di indagare sullo scandalo relativo alla privatizzazione della banca statale Banco Comercial de Mocambique.  Successivamente collaborò con il settimanale Zambeze e con la casa editrice Ericino de Salema, fino a quando non fondò il quotidiano Diario de Noticias divenuto uno tra i giornali più seguiti nel paese e dalla diaspora mozambicana.

Come riportato dallo stesso ‘Diario de Noticias‘, le autorità giudiziarie e la polizia hanno immediatamente aperto un’indagine e tenuto una conferenza stampa nel tardo pomeriggio dello stesso giorno della morte del giornalista. Il portavoce della polizia: Arnaldo Chefo ha ammesso di avere poche informazioni sull’identità dell’assassino, eventuali mandanti e sul movente. «Non appena siamo venuti a conoscenza di questo atto raccapricciante è stato attivato un team di investigatori per far luce sul delitto. Da una soffiata anonima siamo stati informati di quanto accaduto e subito abbiamo iniziato le indagini del caso. Non sappiamo se l’assassino abbia agito da solo o con l’aiuto di complici. Dalla ricostruzione dei fatti l’omicidio è premeditato. L’assassino o gli assassini conoscevano le abitudini della vittima e dopo un probabile periodo di studio e pedinamenti lo hanno atteso in un preciso posto lungo il percorso della sua corsa mattutina per abbatterlo. Siamo stati informati che Paulo Machava nelle settimane precedenti alla tragedia aveva ricevuto delle minacce di morte da parte di anonimi. Purtroppo non abbiamo tracce di queste minacce. Probabilmente sono state fatte per telefono. Stiamo controllando il traffico delle sue linee fisse e mobili. Invitiamo tutti i cittadini a fornire ogni informazione utile ad individuare i colpevoli» ha dichiarato Arnaldo Chefo durante la conferenza stampa.

Sulla buona fede della polizia e sulla determinazione di individuare i responsabili sembrano non esserci dubbi. Già nel caso dell’omicidio del giornalista Cardoso la polizia riuscì ad individuare il colpevole (Anibal dos Santos Junior) nonostante che fosse protetto indirettamente dal Consiglio di Amministrazione dell’istituto finanziario statale oggetto dell’inchiesta di Cardoso. L’assassino è stato condannato a 30 anni di reclusione. Durante il processo l’accusa non è riuscita a trarre in giustizia gli eventuali mandanti non per omertà o connivenze della polizia ma a causa di probabili interferenze del governo tese a proteggere gli ambienti finanziari del paese.

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