lunedì, Settembre 20

‘Movimento per l’estinzione umana volontaria’ field_506ffbaa4a8d4

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«May we live long and die out», «Si possa noi vivere a lungo e poi estinguerci» sostengono esultanti gli incauti membri del ‘Movimento per l’estinzione umana volontaria’, convinti che l’uomo faccia tanti di quei danni al pianeta ed agli altri essere viventi che prima toglie il disturbo meglio è. La scoperta, o riscoperta, di questo allegro branco di sciroccati causa una indebita, insolita allegria. Il constatare che c’è ancora qualcuno finalizzato su un vaste programme, per quanto delirante, spalanca orizzonti di ampia portata. Siamo così circondati da ‘mattocchi’ che questi non sono neppure i peggiori, soprattutto considerandone il non eccessivo seguito. La questione diventa più complessa, e inquietante, quando si affrontano i metodi proposti per raggiungere l’ambizioso obiettivo, sperabilmente (ma non tutti nella audace combriccola concordano) leggermente diversi da quelli del leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, un altro che pure in quanto a programmi di vasta portata non scherza affatto.

In tutto il generale impazzimento in corso la questione è però che in molti sembrano prioritariamente impegnati a dare ragioni ai picchiatelli dell’estinzione umana volontaria. Dall’odio dell’uomo contro l’uomo alla semipoliteistica creazione di ‘dei’ in nome dei quali distruggere se stessi e gli altri, sino alla cruciale ignoranza di quanto avviene al di là del nostro naso ed alla diminuzione dei livelli di trasparenza del mercato finanziario e della democrazia. O viceversa, dato che non c’è grande differenza considerato come le cose siano in realtà intrecciate. Quanto ad identità e fini delle donne e degli uomini del ‘VHEMT’, così l’acronimo inglese dell’organizzazione degli aspiranti ‘estintori’ del ‘Voluntary Human Extinction Movement’, vediamo tesi e pratiche di questo movimento internazionale che sostiene l’estinzione della nostra specie a partire dall’antinatalismo. Necessaria dunque l’estinzione volontaria e pacifica della specie umana come soluzione alla distruzione irreversibile dell’ecosistema terrestre. Così «l’alternativa all’estinzione di milioni di specie vegetali ed animali è l’estinzione volontaria di una sola specie: l’homo sapiens, la nostra estinzione». Misantropia, cinismo, sadismo… Puranche in versione ‘light’, moderata: «Non siamo necessariamente a favore dell’estinzione umana, ma concordiamo sul fatto che nessun altro dovrebbe essere al mondo in questo momento». Giusto per tranquillizzarci un po’.

Ché ci sono sostanzialmente, per l’appunto, due approcci. Rinunciare ad avere figli, o non averne più altri se già genitore, in ogni caso riconoscendo l’irresponsabilità di generare nell’attuale periodo storico. In questo caso non si prevede come obbligatoriamente immediatamente operativa l’estinzione della specie umana. Però poi ci sono sempre i più ‘radicali’ che vorrebbero la sterilizzazione obbligatoria. In quest’altro caso, lo dice il ragionamento stesso, molto poco volontariamente visto il necessario uso della forza per raggiungere il risultato dell’affrancamento della e dalla specie attraverso un comportamento di agenetica, cioè totale assenza di generazione. Stante la convinzione che qualunque ‘generazione’ umana sia contraria tanto agli esseri umani stessi quanto all’equilibrio ecologico naturale, così che la privazione del diritto a riprodursi sia preferibile alla ‘condanna’ di un nuovo essere umano al giogo dell’esistenza, con conseguente sfruttamento, sofferenza e morte. Il tutto raggiungibile solo attraverso un controllo politico generalizzato come garanzia di un tasso di natalità inferiore al tasso di mortalità. Insomma alla finfine una rigorosa imposizione sulla maggior parte della popolazione mondiale, con una sterilizzazione globale dalle immaginabili prospettive gestita da una inevitabile megadittatura globale e violenta.

Raccontata anche questa ci si può pure produrre in un divertente, si fa per dire, esercizio. Quello di personalmente compilare i motivi che potrebbero dare ragione agli insostenibili attivisti dell’estinzione umana volontaria. Magari purtroppo accorgendosi che c’è un sacco di gente, ovunque ed a tutti i livelli, che sembra alacremente ‘lavorare’ con lo scopo di permettere di arrivare davvero a pensare e propagandare certe enormità. Di cui, poi, non possiamo neanche troppo lamentarci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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