venerdì, Maggio 14

Movimenti (M5S) e Partiti (PD) uguali sono: uno (il capo) vale tutti L’idea di democrazia di Casaleggio e Grillo: loro decidono, quattro gatti votano, i parlamentari (che valgono meno del due di briscola) eseguono

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Oggi i ‘giornaloni’ sentenziano: ‘crollo verticale’, ‘debacle’, ecc… insomma il Movimento 5 Stelle le ha prese, e decisamente sonore, in Sardegna. Ovviamente dal Movimento si minimizza, anzi, si esulta, perché prima M5S non ‘sedeva’ al Consiglio Regionale, da domani invece si. Hanno ‘tenuto’, rispetto al 2018, 1 elettore su 5, ma contenti loro …. Da domani, suppongo, si tornerà a versare fiumi di inchiostro sul ‘cambiamento’ del Movimento che dice di cambiare l’Italia. Qui a furia di cambiamenti va finire che nessuno riconoscerà più nessuno, ma va bene così.

«Il pranzo con Beppe Grillo e Luigi Di Maio? È andato bene. Abbiamo parlato a tutto tondo del Movimento, il Movimento rimane sempre il Movimento», parola del signor Davide Casaleggio: buon appetito! Fateci caso, ‘abbiamo’ parlato, chi? Luigi Di Maio, Beppe Grillo e Davide Casaleggio; Luigi Di Battista (Dibba) era stato lasciato fuori della porta, non so se con le orecchie basse o in agguato.

Ma insomma, di chi cavolo è ‘sto Movimento? che c’entrano Grillo e la Casaleggio & associati?
Ma poi, di nuovo scusate se non capisco: si fanno le ‘votazioni’ sulla mitica piattaforma Rousseau, perché il Movimento è democratico e consulta gli iscritti (50.000, questo è tutto? una oligarchia, dunque), peraltro ignoti, con un software ignoto, controllato da una sola persona (chi ci garantisce che veramente il 59% ha votato in un certo modo?) che riceve, pare, 90.000 euro al mese dai parlamentari stellini (ma poi, sollecitato aspramente, Casaleggio manda i resoconti, bontà sua), si fanno le votazioni ma i votanti non ‘hanno le carte’ (mah!) e i parlamentari votano secondo il risultato della votazione.
Ma i parlamentari sono eletti dal popolo, milioni di persone li hanno votati, e quelli eseguono gli ordini di cinquantamila persone? Capirei, sia chiaro, se queste votazioni fossero state indette dopo un dibattito pubblico e se i risultati, a loro volta, fossero stati discussi pubblicamente, ma così è un fatto meccanico e incomprensibile. O meglio una cosa è chiara: il parlamentare eletto conta come il due di briscola. È l’idea di democrazia di Casaleggio e Grillo: loro decidono, quattro gatti votano, e i parlamentari eseguono. Capisco che qualcuno se ne scappi. Sardegna docet?

Tornando al pranzo: mostra esattamente come funzionano le regole, a riprova che non le invento io. Quei tre si riuniscono davanti a una bistecca e decidono di cambiareil Movimento … «che però resta sempre il Movimento». Scusate ma che diamine significa, cos’è un gioco di parole? cosa differenzia un partito da un Movimento? a parte il fatto che questo Movimento ha un capo politico e dei decisori fuori dal partito e, infine, all’occasione, dei votanti misteriosi.

E l’inizio della decisione del cambiamento … avviene in teatro! Dove gente pagante assiste (immagino interdetta) ad una sceneggiata di un comico, che ha appena detto che lui col Movimento non c’entra nulla, ascoltato in religioso raccoglimento da alcuni ‘personaggi’ di spicco, non so se paganti o meno, come non so se concentrati in parte della sala delimitata da un cordone rosso, come nelle indimenticabili assemblee del PD: Foa, Freccero, Trenta, eccetera.
Il comico, comicheggia e critica e approva il Movimento, poi chiama qualcuno del pubblico (pagante?) a salire sul palco a criticare e … nessuno sale. E allora, evviva, avete visto sono tutti d’accordo, e quindi il Movimento cambia, siete voi giornalisti deigiornaloni’, al solito, che avete inventato la critica alle nostre decisioni (ma il comico non aveva detto che lui col Movimento non c’entra?), compresa la mia, dice il comico, avete, al solito, travisato le mie frasi, non avete capito e così via.
A me gira la testa, ma lasciamo correre, sono troppo vecchio, forse.

Ma il movimento cambia, lo ordina Grillo dal palco, da ora in poi niente più ‘e allora il PD’? Ottima cosa, ma allora c’è un problema grave di comunicazione, perché hanno dimenticato di avvertire sia Marco Travaglio (e va bene, lui non era a pranzo, magro com’è, mangia una volta alla settimana) sia Alfonso Bonafede, che, stentoreo indossando la divisa della Polizia carceraria, dichiara di volere abolire tutte le cose fatte da Renzi, definite “soglie di impunità”: che mi sembra, bisogna riconoscerlo, un programma politico nonché lucido lungimirante.

Travaglio, per parte sua, digiuno del tutto, racconta diffusamente di un incontro di David Ermini (CSM) visto a «confabulare con gli ayatollah di Renzi» sulla questione dei genitori …; era presente? E, ammesso pure che sia vero (sono serenamente propenso a crederlo, che pensate che sia tanto ingenuo io?), perché Ermini non può confabulare e invece Foa e Freccero sì? e non parlo di Paolo Savona e di chi sa quanti altri. Capirei se tutti i titolari di Uffici pubblici venissero costantemente seguiti per vedere con chi ‘confabulano’, ma così, uno a caso … non vale!

Il Movimento, dunque, cambia, ma il capo resta il capo. Però ora, il capo, organizzerà delle ‘delegazioni’ o non so cosa territoriali, però, resta Movimento, mai partito. Mah!

E Casaleggio & Associati, conferma. Tutto bene, ottimo Luigi e anche Alessandro (loro parlano così), il Governo va benissimo che meglio non si può; il tutto in una lunga intervista su ‘Il Fatto’, il giorno delle elezioni in Sardegna … ah già, Casaleggio non è un politico, lo dice lui stesso che non entrerà mai in politica. Giusto, bravo, ma tanto a che gli servirebbe entrare in politica? visto che è lui che possiede il partito … scusate, Movimento. Però quell’intervista potevano pubblicarla il Lunedì, no?

E intanto il PD è in piena frenesia renziana, anzi, come scrive Travaglio, in piena ‘rirenziazione’, con gli aspiranti segretari in fila adorante sotto il palco dove il vate parla e straparla, riportato in auge e in santità dall’arresto dei genitori. Pensateci, è davvero incredibile ma è così, questo è il nostro paese: Renzi ha i genitori agli arresti domiciliari e riceve boati di ammirazione e disolidarietà’; solo Zingaretti a onor del vero, gelido, dichiara di avergli mandato un messaggio di solidarietà (solidarietà di che, chiamiamola col suo nome ‘condoglianza’) ma di non essere andato a vederlo al teatro a presentare, davanti ad un pubblico entusiasta, inclusi Martina e Giachetti e non so chi altri, il suo nuovo libro, un successo editoriale garantito, che si chiama ‘Idee per l’Italia del domani’: ottimo, ma perché non le ha dette e realizzate prima quelle idee? Ah già, lui è vittima della incomprensione e del ‘fuoco amico’: si fa un segretario e dopo dieci minuti gli si spara addosso, dice sempre. Sbaglierò, ma a me sembra normale: se non sei d’accordo non voti le cose che lui propone, o no? Si tratta di un partito politico o di una caserma?

Ma anche qui, ci sono dei punti di contatto tra i politicanti oggi su piazza che sono davvero preoccupanti. L’idea di partito di Renzi è identica a quella di Di Maio, che sbraita ‘chi vota contro lo caccio’. Oddio, è vero, la disciplina di partito deve pure avere un senso, è giusto, ma se le scelte sono imposte da un uomo solo al comando o da una consultazione imperscrutabile, che un parlamentare esiti a me sembra normale. Ci vorrebbe un dibattito pubblico, una discussione vera, trasparente. Ma ciò non accade nel 5S o nel PD: comanda uno nel primo caso, comandava uno nel secondo, ma al di là dei verbi la logica è la stessa.

Ma intanto, per non perdere tempo, Martina & co. firmano entusiasti l’ennesima proposta di legge per la divisione delle carriere dei magistrati, una cosa che evidentemente ridurrebbe enormemente le garanzie sia per i singoli cittadini che per la collettività: le indagini sarebbero fatte dal PM-parte, cioè solo ‘contro’, a meno di avere tanti soldi da potersi permettere il mitico Paul Drake del grande Perry Mason, e per di più le indagini non sarebbero più obbligatorie, basterebbe questo ad essere contrari. Ma su ciò, temo, torneremo.
Certo Zingaretti sembra almeno provarci, coinvolgendo Pisapia, non che sia il toccasana di pasticci, e grandi, ne ha fatti anche lui, ma almeno pare ci sia un po’ di aria, in parte perfino nuova. Vedremo, ma certo una formazione che vada da Calenda a Pisapia … Mah!

In questo panorama davvero devastante e triste, non poteva mancare l’ennesima sceneggiata di Matteo Salvini, Ministro degli Interni (notate bene: Ministro degli Interni) che va a solidarizzare con un tale in carcere, condannato con sentenza definitiva, per avereeccedutonella legittima difesa, sparando a un ladro, non entro nel merito, la storia è su tutti i giornali. Ma un Ministro dell’Interno chesolidarizza’ con un delinquente, francamente non mi pare la cosa più normale del mondo.

La solidarietà anche qui, la solidarietà diventa uno strumento della politica, attraverso cui si colpiscono indirettamente gli avversari o si fa propaganda o si lanciano messaggi trasversali, il tutto in maniera ‘innocente’: chi se la sente di criticare uno che solidarizza sul piano umano? Nessuno, come ovvio, però, il delinquente o presunto tale passa dalla condanna alla santificazione, a tutto danno di chi lo ha condannato o delle leggi per le quali è stato condannato.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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