sabato, Settembre 18

Mosul, tra guerra all’Isis e nuove speranze

0

Il premier Paolo Gentiloni lo ha detto qualche giorno fa: «La sconfitta dell’Isis a Mosul tra qualche mese è possibile». La battaglia infatti va avanti ma ancora in realtà non si vede una fine. «Mosul è stata distrutta. Più ci avvicinavamo al centro e più vedevamo distruzione. E cumuli di macerie e spazzatura tramutati in un parco giochi per bambini», dicono gli operatori umanitari della Caritas della Repubblica Ceca presenti sul posto. Per questo motivo è stato aperto un ufficio direttamente a Mosul per offrire una più efficace assistenza alla popolazione locale.

«Durante la nostra ultima visita siamo riusciti ad aiutare circa trecento famiglie, ma molte altre persone sono rimaste a mani vuote nonostante ci stessero solo chiedendo una bottiglia d’acqua da bere o un esame medico», ha detto all’agenzia ‘Sir‘ Helena Kotkova, coordinatrice degli aiuti umanitari presso Caritas Repubblica Ceca.

Dall’inizio delle operazioni di riconquista di Mosul nell’ottobre 2016 i profughi sono oltre 330mila e secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite quasi l’83% delle famiglie che hanno lasciato i campi progettano di ritornare nella zona est, liberata a gennaio dopo oltre due anni di dominio jihadista. E proprio da questa parte di Mosul arrivano buone notizie: exploit di matrimoni, visto anche che la situazione sta tornando, in questa parte, alla normalità.

Dall’inizio delle operazioni di riconquista di Mosul nell’ottobre 2016 i profughi sono oltre 330mila e secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite quasi l’83% delle famiglie che hanno lasciato i campi progettano di ritornare nella zona est, anche approfittando dell’accoglienza di amici e parenti.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->