martedì, Maggio 18

Mosul si infiamma contro Daesh field_506ffbaa4a8d4

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Nel corso della scorsa settimana il Mondo sembra essere stato scosso da una serie di eventi particolarmente violenti ed influenti nella politica internazionale: dal tentato golpe in Turchia all’attentato che ha colpito Nizza, fino ad arrivare all’escalation dei conflitti interni agli Stati Uniti d’America.

Nel caso dell’attentato a Nizza, nella fattispecie, ha gettato sgomento nell’opinione pubblica il fatto che già per la terza volta il sangue è stato sparso sul territorio francese e per la terza volta le forze jihadiste hanno rivendicato l’azione deliberata contro i civili europei. La ancora discussa rivendicazione del sedicente Stato Islamico di Daesh ha ancora una volta lanciato un segnale alle potenze occidentali: il Jihad continua.

La dichiarazione degli esponenti di Daesh, resa discutibile anche dal relativo ritardo della sua diramazione, rende l’attacco di Nizza di marchio IS: non ha importanza, in tale contesto, se l’attentatore avesse davvero agito inquadrato sotto la bandiera califfale o sia appartenuto ad una cellula isolata o affiliata ad altri enti terroristici. Se Daesh rivendica un attacco senza subire smentite, quello verificatosi riveste a tutti gli effetti il peso di un attacco degli uomini di Al-Baghdadi. La strage francese è avvenuta in un momento nel quale lo Stato Islamico ha un disperato bisogno di vittorie, incalzato in Iraq dalle forze governative e accerchiato in Siria da quella strana coalizione russo-occidentale che ha respinto gli attacchi jihadisti a Palmira e sta colpendo con bombardamenti aerei le difese di Daesh.

Un ulteriore colpo al potere califfale in Medio Oriente è stato inferto da alcune milizie islamiche a Sud di Mosul, le quali, da quello che riferiscono i media iracheni, hanno iniziato a rivoltarsi contro i capi dello Stato Islamico. La ribellione al potere di Al-Baghdadi sembra sia stata inaugurata dalla popolazione locale già da due settimane, a causa del malcontento che le sconfitte di Daesh stanno diffondendo in un popolo che si sente sempre maggiormente coinvolto nell’assedio al Califfato.

La notizia diffusa dalle autorità irachene di una prossima offensiva contro l’area del Tigri a Sud di Mosul, roccaforte di Daesh in Mesopotamia, ha scosso e ridato coraggio a quella frangia di popolazione contraria al regime salafita, la quale ha impugnato le armi e ha cacciato le milizie islamiche da alcuni villaggi.

Lo scorso 14 luglio, ad Hammam al Alil, a 30 chilometri a Sud di Mosul, sembra che milizie armate abbiano lanciato attacchi contro alcune posizioni di Daesh, innalzando la bandiera irachena sugli edifici occupati. Queste notizie, seppur non verificabili se non dalle fonti ufficiali irachene, le quali comunque coltivano un certo interesse nel sottolineare la ribellione popolare contro la tirannia califfale, denotano una grande e probabile instabilità in una organizzazione parastatale che non ha mai brillato in solidità: il Califfato di IS.

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