venerdì, Luglio 30

Mosul, avanza l’offensiva anti-Isis fra nuovi orrori

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Continua a ritmo serrato la battaglia per la liberazione di Mosul, lanciata dalle forze irachene lo scorso 19 ottobre contro l’Isis. Dopo aver riconquistato a gennaio tutta la parte Est, le truppe di Baghdad hanno ripreso l’iniziativa lo scorso 19 febbraio, lanciando un vasto attacco per riprendere la parte occidentale della città. Le maggiori difficoltà si incontrano nei quartieri storici molto stretti.

Dopo aver liberato 25 dei 48 quartieri, ora le forze irachene combattono dentro la vecchia città dove sorge la Grande Moschea al Nouri, dove nell’estate 2014 il ‘Califfo’ Abu Bakr al Baghdadi proclamò la nascita dello Stato Islamico. Al momento i combattimenti si sono concentrati in cinque quartieri: Al Urubah, al Abar, Nablus, al Thawra e al Zanjali. SI tratta di una manovra a tenaglia per circondare i jihadisti, che negli ultimi giorni hanno fatto un massiccio uso di autobombe, segno che la difesa si fa disperata.

Secondo le ultime informazioni, le forze anti-Isis si trovano a meno di 600 metri dal minareto di Mosul. E la popolazione ovviamente soffre le pene dell’inferno. Secondo gli ultimi dati, sono 439 i civili finora morti, di cui 299 a causa dei bombardamenti della Coalizione internazionale a guida americana.

Ma non è tutto: i soldati hanno trovato proprio a Mosul una fossa comune dove erano stati gettati i corpi di 24 persone, per lo più bambini. Pochi giorni fa ne era stata scoperta un’altra a ovest di Mosul, con circa 500 cadaveri di prigionieri civili che erano stati incarcerati e uccisi nella prigione di Badush. E la gente scappa: secondo il ministero iracheno delle Migrazioni, 152.857 persone hanno lasciato la zona ovest di Mosul, mentre ‘Organizzazione internazionale per le migrazioni parla di circa 100mila sfollati, di cui oltre 98mila vivono ora nei campi, mentre più di 54mila sono in zone che l’esercito iracheno ha strappato all’Isis.

(video tratto dal canale Youtube di RT)

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