lunedì, Settembre 27

Moscovici e i timori della UE sul voto in Italia Corea: Cina pronta a lavorare con gli Usa per un accordo appropriato sulla questione nucleare. Ma il Pentagono pensa a nuovi missili nucleari

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Ci sarebbe stato anche il Big Ben tra i potenziali obiettivi di attentato attribuiti a un giovane musulmano britannico, presunto simpatizzante dell’Isis e arrestato assieme a tre sospetti fiancheggiatori. Secondo il procuratore Mark Heywood, l’uomo aveva l’intenzione di compiere uno o più attacchi violenti e avrebbe ‘identificato metodi e obiettivi’ fra cui, oltre a Big Ben, Heathrow, trasporti urbani, una moschea sciita, centri commerciali, il Parlamento di Westminster, la City, banche, ambasciate straniere, media.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk riferendo alla plenaria a Strasburgo sulla ha annunciato: «A meno che non ci sia un cambiamento di cuore tra i nostri amici britannici, la Brexit diventerà una realtà – con tutte le sue conseguenze negative – a marzo del prossimo anno. Noi, qui nel continente, non abbiamo cambiato idea. I nostri cuori sono ancora aperti per voi». «Il presidente Tusk ha detto che le nostre porte restano aperte, spero che queste cose siano intese chiaramente a Londra», ha poi aggiunto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.

In Repubblica Ceca, il governo monocolore di minoranza formato dall’imprenditore populista euroscettico Andrej Babis non ha ottenuto la fiducia in Parlamento.  Ora sarà costretto a dimettersi ma governerà fino alla nomina di un esecutivo nuovo. Il presidente ceco, Milos Zeman, ha promesso a Babis, il vincitore delle elezioni di ottobre scorso, di reincaricarlo del secondo tentativo di formare un governo, a condizione di ottenere prima da lui i nomi di 101 deputati disposti a sostenerlo. Intanto però il Comitato delle immunità parlamentari ha raccomandato al Parlamento di consegnare Babis e il suo vice Jaroslav Faltynek alla giustizia penale per l’affare dell’abuso dei contributi Ue nella costruzione di un agriturismo.

Passiamo al Kosovo, perché Oliver Ivanovic, noto leader politico dei serbi, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Kosovska Mitrovica. L’agguato è avvenuto mentre Ivanovic stava entrando nel suo ufficio. Il governo di Belgrado ha deciso di ritiraresubito la propria delegazione impegnata da oggi a Bruxelles in una nuova sessione di negoziati a livello tecnico con rappresentanti del Kosovo. Il capo delegazione Marko Djuric parla di «un atto terroristico e criminale diretto a destabilizzare la situazione in Kosovo, un attacco all’intero popolo serbo. Lo scopo è di scatenare il caos e di spingere i serbi del Kosovo e l’intera Serbia nell’inferno di nuovi scontri».

L’Austria mantiene ferma la sua posizione sul doppio passaporto per gli altoatesini di lingua tedesca e ladina. A confermarlo la ministra degli Esteri, Karin Kneissl, che ha voluto introdurre attivamente il tema nell’incontro con Angelino Alfano. «È una parte dell’accordo di governo», ha affermato, sottolineando di nuovo che la misura potrà esser presa solo «in dialogo fra Vienna, Roma e Bolzano». «Ho molto apprezzato le parole del premier Sebastian Kurz e della collega Kneissl sul fatto che siamo Paesi che discutono, ma che non prendono iniziative unilaterali», la replica di Alfano. «La posizione italiana sulla doppia cittadinanza è quella storica: il pieno riconoscimento dell’accordo De Gasperi-Gruber, un accordo di successo».

Un accordo per il rimpatrio dei rifugiati Rohingya entro due anni è stato finalizzato dai governi di Birmania e Bangladesh. L’accordo prevede la creazione di cinque campi di transito dal lato bengalese e due centri di accoglimento dalla parte birmana. Ancora però non è stata comunicata una data di inizio di queste operazioni.

Chiudiamo con lo Yemen, perché secondo Save The Children ben otto milioni di persone sono a rischio di morire di fame. L’organizzazione, insieme ad altre 16 organizzazioni umanitarie operanti in territorio yemenita, chiedono urgentemente la riapertura completa e incondizionata del porto di Hudaydah per consentire l’ingresso ininterrotto di cibo e carburante nel Paese.

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