martedì, Aprile 20

Mosca nella morsa del traffico field_506ffbaa4a8d4

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Alla fine ha perso le staffe anche uno svizzero, e per di più diplomatico. Vittima, nel suo caso indiretta, del traffico non ingiustamente famigerato nella capitale russa. È accaduto pochi giorni fa, quando l’anonimo personaggio, colpevole di avere parcheggiato la sua macchina su una pista ciclabile, è venuto ai ferri corti  con un gruppo di giovani, membri dell’organizzazione Fermate i maleducati‘, impegnata da alcuni anni sulle strade di Mosca a registrare e pubblicare poi su Youtube le trasgressioni degli automobilisti, nonché correggere su due piedi, quando possibile, i loro comportamenti scorretti.

Il trasgressore in questione ha cercato invano di trincerarsi dietro i privilegi della sua categoria, anzi peggiorando presumibilmente la situazione perché essi sono visti per lo più di malocchio da una popolazione esasperata. E quando ha tentato di strappare ai giovani la loro videocamera la discussione ha rischiato di degenerare in rissa. Lo ha evitato solo l’intervento della polizia con conseguente chiusura dell’incidente senza ulteriori strascichi, per quanto se ne sappia. Da tenere presente che la Confederazione elvetica, benché neutrale, partecipa alle sanzioni occidentali per la crisi ucraina e subisce quindi le relative ritorsioni russe.

Le principali vittime della situazione del traffico a Mosca sono comunque quelle dirette, ossia i cittadini della capitale russa in generale. I quali, del resto, soffrono anche quando escono per qualsiasi motivo dalla metropoli, perché viaggi e trasporti di ogni tipo si svolgono in condizioni infrastrutturali tali da rendere dura la vita in ogni parte del Paese. Con conseguenze eloquenti: sulle strade russe periscono in media 27 mila persone all’anno, con un tasso di decessi, in rapporto al numero di autovetture circolanti, superiore di 12 volte ai corrispettivi di Gran Bretagna e Svezia e di 9 volte di Germania e Giappone.

Ma quanto avviene nella capitale non ha riscontri altrove. Il traffico automobilistico è progressivamente aumentato negli anni fino ad assegnare a Mosca nel 2013 un non invidiabile primato mondiale davanti a Rio de Janeiro e Istanbul. Lunghe code e ingorghi sono all’ordine del giorno, e più di un’ora di viaggio è spesso necessaria per percorrere pochi chilometri, con o senza arresti interminabili.

Il tutto aggravato, per il comune cittadino, dalla prepotenza delle vetture a disposizione delle autorità e degli alti funzionari, a Mosca ovviamente innumerevoli, un vero e proprio incubo metropolitano per i loro lampeggianti con cui si fanno imperiosamente strada dovunque e a tutte le ore, di punta o meno. Per non parlare poi dei ‘gajciki‘, gli agenti del traffico, una delle categorie più corrotte e perciò più impopolari, la cui venalità sembra essere stata solo un po’ ridotta da recenti miglioramenti retributivi.

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