sabato, Settembre 25

Morire di ‘Non Covid’ La vicenda di un'anziana signora privata di tutte le terapie per 24 ore in un noto ospedale emiliano potrebbe scoperchiare un nuovo vaso di Pandora, se Magistratura e media si sforzassero un po'

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La settimana scorsa mi è capitato di leggere su alcuni quotidiani, sia nazionali che locali, della vicenda di un’anziana signora che, ricoverata in un ospedale emiliano, era stata dimessa con unica diagnosi di stato di grave agitazione, e per tale stato -come dichiarato a mezzo stampa dalla Direzione Sanitaria- nelle 24 ore precedenti alla dimissione le erano state interrotte tutte le terapie (compresa la somministrazione dell’ossigeno) ed era stata posta su di un materasso steso a terra su di un lenzuolo per evitare che la paziente stessa potesse cadere dal letto nel caso si fosse verificato un nuovo episodio di agitazione, il tutto facendo riferimento da parte della Direzione stessa ad unprotocolloin essere presso tale ospedale, al fine di proteggere l’incolumità della paziente stessa.

Stando sempre a quanto riportato a mezzo stampa, i parenti dell’anziana paziente, inorriditi alla vista delle foto scattate da un ambulanziere, altrettanto scosso dalla condizione nella quale aveva rinvenuto la paziente, e dopo una breve sosta in casa, si erano resi conto delle gravissimi condizioni nelle quali versava la paziente e a due ore dalla dimissione, la stessa veniva nuovamente ricoverata d’urgenza in un altro ospedale distante circa 30 km, ove all’ingresso nel nosocomio, e sempre secondo quanto riferito a stampa, alla paziente veniva riscontrato un edema polmonare bilaterale massivo con desaturazione di ossigeno,una polmonite lobare, un grave scompenso cardiaco e, ovviamente, uno stato di evidente agitazione in parte dovuto alla condizione di carenza di ossigeno ed in parte ad un danno ischemico cerebrale occorso un paio di settimane addietro.

A parte la valutazione clinica e medico-legale di un ‘protocollo’ che preveda di accomodare su di un materasso posto a terra una/un paziente agitata/o al fine di salvaguardarne l’intergrità fisica, resta comunque il fatto inspiegabile di interrompere le terapie per 24 ore per poi procedere con una dimissione riferibile esclusivamente ad uno stato di agitazione, tanto inspiegabile che la famiglia dell’anziana paziente ha sporto querela nei confronti dell’ospedale e allo stato sarebbero in corso delle indagini.

Per meglio comprendere la situazione che mi ha onestamente sconcertato, ho riletto gli articoli a stampa ed ho preso contatto con l’avvocata Mariapaola Marro che veniva citata essere la Legale della famiglia, che, con molta gentilezza e tristezza, mi ha comunicato che nella notte di oggi, 26 marzo, la paziente era spirata senza più essersi ripresa, malgrado le cure tecnicamente ineccepibili ed amorevolmente profuse dai sanitari del secondo ospedale ove era stata ricoverata.
Nel corso della conversazione ho avuto modo di chiedere all’avvocata Marro la ragione per cui dopo i primi giorni di informazioni comparse sulla stampa tutto fosse scomparso e la stessa non è stata in grado di darmi una spiegazione compiuta
Ora è vero che -come diceva il mai abbastanza compianto Presidente Giulio Andreotti- ‘a pensare male si commette peccato ma spesso si trova la vera spiegazione delle cose’, ma in questo caso vi sono troppe incongruenze, sia di tipo sanitario che di tipo legale, a cominciare dal fatto che -sempre a stampa, senza che alcuno avesse avanzato una qualsiasi accusa e sempre riportando le dichiarazione del portavoce della ASL in oggetto- viene comunicato che se qualcuno avesse avuto qualche cosa da nascondere (nella cartella della dimissione) avrebbe potuto farlo sfruttando la situazione temporale, ma si era preferito evitare di farlo per rispetto verso la paziente e ritenendo che non fosse nulla da nascondere …
Un’affermazione che tradotta in altro modo si potrebbe anche leggere come ammissione di averlo già fatto in passato e di non aver avuto il tempo di farlo in questo frangente, dato che la Procura era stata già informata dei fatti con una querela circostanziata.
E resta da capire come mai un fatto di cronaca, circoscritto ma importante, potrebbe essere invece così critico e potenzialmente esplosivo dall’averlo subito voluto dimenticare.

Certo che c’è ( e non ‘ci sarebbe’) molto da capire e su questo fatto la Procura e gli organi di informazione potrebbero fare uno sforzo in più, magari rischiando di scoperchiare un nuovo vaso di Pandora, che, visti i tempi, andrebbe ad aggiungersi ai molti altri vasi di Pandora da scoperchiare. Ad esempio e a incominciare dai numeri dei pazienti ricoverati in ospedale per COVID che inspiegabilmente lievitano, malgrado la diminuzione dei casi riscontrati, ma in perfetta sintonia con un decreto ministeriale dei mesi scorsi che pare assegni agli ospedali doppi rimborsi per il ricovero di malati COVID, tant’è che in molti ospedali di tutta la penisola è realmente e provatamente in atto una corsa sotterranea a dimettere i pazientiNon Covidper far posto ai pazientiCOVID‘.
Certo che in futuro qualcuno dovrà anche spiegare a noi, gente comune, come poter fare a farci curare se non siamo ammalati di COVID, visto che le date di accoglimento per visite, ricoveri, etc. etc. sono oramai ad oltre un anno dalla richiesta, e che recentemente ed in condizioni di assoluta emergenza, una Regione italiana si è vista obbligata a bloccare tutte le attività sanitarie destinate ai pazientiNon Covid‘, compresi gli accessi al Pronto Soccorso.

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