domenica, Maggio 16

MONUSCO: traffico di divise militari

0

Monusco

Kampala – Il 26 novembre scorso presso l’aeroporto di Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu sono stati arrestati undici piloti di elicottero ucraini appartenenti alla missione di pace ONU in Congo: MONUSCO. I piloti avrebbero avuto tra i loro effetti personali sei divise militari e sei pistole automatiche in dotazione all’esercito congolese. Ad aggravare la situazione è stato che le divise appartenevano alla Guardia Repubblicana, addetta alla difesa del Presidente e alle operazioni di Commando speciali. Questo corpo di élite, l’unico veramente efficiente all’interno del indisciplinato e corrotto esercito congolese, è stato recentemente rafforzato dal Presidente Joseph Kabila sia in effettivi che in armamenti con lo scopo di creare una Guardia Pretoriana, un esercito al servizio non della Repubblica e della Costituzione ma della Famiglia Kabila, impegnata nel colossale business del traffico illegale delle risorse naturali all’est del Congo.

Al momento della scoperta delle divise si è creata una pericolosissima tensione. Si è sfiorato lo scontro armato tra i piloti ucraini e le forze dell’ordine congolesi predisposte alla sorveglianza del aeroporto regionale. Il personale militare ONU ha il permesso di circolare armato. Lo scontro è stato evitato in quanto i militari ucraini hanno constatato che i soldati congolesi, sovrastanti in numero, si erano immediatamente posizionati per un fuoco incrociato, tenendo sotto tiro i caschi blu. Un tentativo di opporre resistenza avrebbe significato la sicura morte dei piloti ucraini, secondo testimonianze dirette presenti al momento dell’incidente. Le modalità dell’avvenuto intercettamento delle divise fanno pensare che le autorità militari del Nord Kivu e il Governatore Julien Paluku fossero a conoscenza del traffico probabilmente grazie ad una informazione proveniente dallo staff congolese di supporto alla missione di pace MONUSCO.

Gli undici piloti ucraini sono stati arrestati e le loro foto in manette hanno fatto il giro del web sui network e blog sociali congolesi scatenando una ondata di proteste contro la contestata missione di pace ONU in Congo. “È molto strano che dei militari MONUSCO stavano per far uscire dal paese  delle divise della Guardia Repubblicana, uno dei nostri corpi d’élite”, commenta il porta voce del governo congolese: Lambert Mende. Più diretto il commento di Jean-Marie Kassamba, un consigliere del presidente Kabila, che accusa la MONUSCO di partecipare ad un complotto regionale teso a screditare le forze armate del Congo tramite il traffico di divise militari probabilmente destinate ai vari gruppi armati che spadroneggiano all’est del paese. Il comandante supremo della MONUSCO, il Generale Santos Cruz si è recato al quartiere generale della Trentaquattresima Divisione di Fanteria delle Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC) intrattenendosi a porte chiuse con il Generale Emmanuel Lombe, numero due della difesa congolese all’est del paese.

Dichiarandosi disponibile a collaborare nelle inchieste contro i piloti ucraini, il Generale Santos Cruz si è riservato di trarre conclusioni affrettate prima di aver a disposizione tutti gli elementi necessari per far luce su questo grave incidente diplomatico. “È  doveroso ricordare che la MONUSCO ha compiuto varie volte dei servizi di trasporto di divise e armamenti per conto della FARDC” spiega il generale. Seppur vero quanto affermato, le divise della Guardia Repubblicana sembrano essere state destinate ad uscire dal paese. I piloti ucraini si stavano dirigendo presso l’aeroporto di Entebbe (Uganda) dove è ubicato il quartiere logistico operativo delle Nazioni Unite in supporto alle varie missioni di pace della regione: (Burundi, Congo, Darfur, Repubblica Centro Africana, Sud Sudan). Una volta arrivati ad Entebbe i soldati ONU avrebbero preso linee aeree civili per giungere la loro madre patria.

Secondo osservatori regionali è evidente che l’incidente avvenuto all’aeroporto di Goma, che ha sfiorato lo scontro armato, è stato premeditato e voluto dalle autorità congolesi che avevano a disposizione precise informazioni sul momento esatto del tentativo di far uscire dal paese le uniformi militari. Si avanza l’ipotesi che i militari ucraini abbiano agito di iniziativa personale a scopo di lucro e che le uniformi della Guardia Presidenziale fossero state commissionate dall’esercito ugandese e destinate ai guerriglieri del Movimento 23 Marzo (M23) autore della ribellione Banyarwanda del 2012 nell’est del paese, protetto in Uganda dal presidente Yoweri Museveni. Il M23 dall’inizio dell’anno si sta riorganizzando e riarmando per lanciare una seconda ribellione in Congo con l’aiuto degli eserciti e dei servizi segreti di Uganda e Rwanda. Possedere divise del corpo d’élite della FARDC faciliterebbe i ribelli nella infiltrazione nei posti chiavi della difesa congolese all’est del paese.

Questo spiegherebbe la decisa reazione del governo congolese che non ha esitato ad ordinare ai militari posti in difesa dell’aeroporto di Goma di abbattere i caschi blu dell’ONU in caso di loro resistenza armata. Una seconda versione dell’accaduto vede il ritrovamento delle divise militari congolesi non tra i bagagli dei soldati ucraini ma nel furgone MONUSCO che li aveva accompagnati all’aeroporto. Immediatamente dopo il ritrovamento delle uniformi nel veicolo sarebbe scattato l’ordine di arrestare i piloti MONUSCO che si stavano imbarcando per Entebbe. Se questa versione venisse confermata è lecito ipotizzare una manovra orchestrata dal governo di Kinshasa ai danni della MONUSCO con il chiaro tentativo di metterla in difficoltà ed ostacolare l’inizio delle operazioni militari contro il gruppo terroristico ruandese FLDR autore del genocidio in Rwanda del 1994. Operazioni sempre più volute dagli Stati Uniti e ritardate dalla MONUSCO e dalla Francia. Al momento attuale non si possiede nessun elemento che confermi quale delle due versione del grave incidente corrisponda alla realtà.

È doveroso ricordare che la MONUSCO ha una lunga serie di incidenti in Congo tra i quali l’eccidio di civili a Goma avvenuto durante una protesta contro la forza di pace ONU  tenutasi il 26 agosto 2013  Un eccidio coperto dal governo di Kinshasa, dal Palazzo di Vetro a New York e dalla maggioranza  delle Cancellerie e dei media occidentali. Da diverso tempo la MONUSCO è accusata di facilitare il traffico delle divise congolesi a favore del gruppo terroristico FDLR. Durante i due tentativi di invasione del Rwanda respinti dall’esercito di Kigali nel settembre 2013 e nel marzo aprile 2014 i terroristi abbattuti indossavano uniformi dell’esercito regolare congolese. Ultimamente l’operazione di trasferire la maggior parte degli effettivi delle FLDR dal Congo al Burundi per tentare l’invasione del Rwanda dal paese gemello, è avvenuta sotto gli occhi della MONUSCO senza che essa intervenisse. I terroristi indossavano per l’occasione uniformi regolari dell’esercito burundese. L’ONU è stato implicato in altri gravissimi episodi nella regione quale quello di aver protetto e favorito la fuga del ex Vice Presidente sud sudanese Riek Machar al momento del tentativo di arrestarlo il 15 dicembre 2013.

Agli inizi di quest’anno l’esercito ugandese stazionato in Sud Sudan in difesa del governo di Juba e del presidente Salva Kiir, aveva intercettato un convoglio umanitario ONU che trasportava armi  pesanti e munizioni destinate ai guerriglieri della ribellione di Machar. L’incidente avvenuto a Goma e quelli precedentemente avvenuti in Sud Sudan gettano pesanti dubbi sul rispetto del mandato delle missioni ONU in Africa: una mandato che vieta di prendere posizione a favore delle parti belligeranti, concentrato unicamente sulla difesa dei civili e sul rafforzamento della pace. In Congo la MONUSCO è nota per essere soggetta ad una lotta intestina tra due principali correnti: quella pro americana e di conseguenza a favore di Uganda e Rwanda, e quella pro francese a favore del governo di Kabila e dei terroristi ruandesi delle FDLR. Nell’avvenuta presa di Goma da parte del M23 nel novembre 2012 le truppe ONU stazionate nel capoluogo di provincia del Nord Kivu non solo non avevano posto resistenza ma avevano facilitato l’entrare dei ribelli trasportati anche su camion dell’ONU.

All’epoca all’interno della MONUSCO sembrava prevalere la fazione pro americana. Dal 2013 è la fazione pro francese della missione di pace ONU in Congo a prevalere. Attualmente è chiaro che i caschi blu dell’ONU hanno l’ordine di proteggere e facilitare la preparazione dell’invasione militare del Rwanda da parte dei terroristi FDLR. Il Capo della MONUSCO: Martin Kobler sta ancora tentando di ritardare il più possibile l’obbligo di intervenire militarmente contro i terroristi ruandesi che di fatto non hanno accettato il disarmo imposto dalla Comunità Internazionale. Nel vicino Sud Sudan, fin dall’inizio della guerra civile (dicembre 2012) il contingente di pace ONU: UNMISS si è schierato a favore della ribellione di Riek Machar seguendo direttive degli Stati Uniti per poi riallinearsi con il governo di Juba solo quando l’offensiva diplomatica e militare della Cina, attuata in collaborazione con l’Uganda, ha obbligato l’Amministrazione Obama ad abbandonare la ribellione sud sudanese per appoggiare il presidente Salva Kiir.

L’incidente di Goma ha costretto la MONUSCO a celebrare molto discretamente il quindicesimo anniversario della sua presenza in Congo. Celebrazioni avvenute domenica 30 novembre. La decisione è stata presa per evitare una violenta reazione della popolazione congolese all’est che nutre odio e disprezzo nei confronti dei caschi blu maggiori di quelli nutriti contro il presidente cleptomane Joseph Kabila. Un odio giustificato dai recenti avvenimenti. Nel distretto di Beni da due mesi sono contemporaneamente in atto una offensiva del gruppo islamico ugandese Alleanza delle Forze Democratiche e una guerra tra vari gruppi armati congolesi per il controllo delle risorse minerarie della zona. Questa situazione sta creando un eccidio senza precedente di civili (oltre 200 morti secondo cifre approssimative) e un esodo di centinaia di migliaia di persone senza che i militari della MONUSCO intervengano per proteggere la popolazione. La MONUSCO è accusata anche di favorire la prostituzione (compresa quella minorile), traffico di armi e di essere direttamente implicata nell’esportazione illegale di oro e coltan nel est del Congo.

Nonostante numerose prove siano a disposizione nessuna inchiesta interna ONU o internazionale è stata fino ad ora aperta per verificare la linea di condotta, i vari episodi di violazione del mandato e le attività criminali che vedono coinvolti sia soldati che alti generali della missione di pace in Congo che in quindi anni ha fatto spendere alla Comunità Internazionale 22,5 miliardi di dollari diventando la missione più lunga e costosa nella storia delle Nazioni Unite.

 

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->