venerdì, Aprile 16

Montezemolo, il Veronica di Marchionne field_506ffb1d3dbe2

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Suvvìa, è pure invidia la nostra, per Luchino di Montezemolo (Susanna Agnelli lo chiamava Montezuma, ma quello vero fece una ben brutta fine), con quel profilo da sparviero uscito dal cavallino per mettere le ali, con l’Alitalia che diventa il suo Pegaso, tanto per accoppiare il prima e il dopo.

Alla conferenza stampa di passaggio di consegne, fianco a fianco col suo sgambettatore, San Marchionne da Maglioncino, i due ostentavano la stessa artificiosa indifferenza che richiamava il fotogramma topico, piuttosto recente, della fatidica ‘consegna del campanello Letta – Renzi’, ricordate questa scena cult dello scorso febbraio?

Qualche talpa bene informata ora ci verrà a dire che, dal Twitter di Sergio il boia di Detroit, è partito il messaggio ‘#luchinostasereno’ con la faccina di Hannibal Cannibal…

Il solito livoroso ha fatto i conti in tasca al campione dei trasporti italiano (si divideva fra auto e treni; ora, dopo questa piroetta, ce lo ritroveremo in treno e in aereo: ma in Italia, dove vai, se il conflitto d’interessi non ce l’hai?) e ha catoneggiato contro la liquidazione da 27 milioni di euro accordatagli.

Ha preso la calcolatrice ed ha ricevuto la strabiliante risposta che ad un impiegato, neanche tanto ultima ruota del carro (con uno stipendio di 28mila euro, che non è quello medio circolante per la maggior parte degli italiani…), occorrerebbero 953 anni di vita lavorativa per raggranellare una simile cifra.

Ovvero, calcolando che, per convenzione, essa comincerebbe a 25 anni d’età e finirebbe a 65, protraendosi almeno per altri 15, il suddetto personaggio mitico, chiamiamolo il Cipputi longevo, dovrebbe campare 993 anni, cioè 24 anni più di Matusalemme, che le antiche Scritture attestano sia morto a 969 anni, sette giorni prima dell’inizio del Diluvio Universale.

Così abbiamo anche scoperto il vero autore della frase: ‘Apres moi, le deluge’.

Che, maligneggio, dev’essere esattamente la stessa frase che, se avessimo avuto l’intercettatore di pensiero, era scritta a caratteri cubitali nella mente di Montezemolo, al momento del suo addio alla Ferrari.

Perché Marchionne non è che brilli per performance vincenti, nella sua carriera di plenipotenziario Fiat! Anzi, FCA… ed ha fatto bene a portarsela in America, perché, se fosse rimasto in Italia, quella sigla avrebbe generato un’inarrestabile ilarità perpetua.

C’è sempre un Pasquino che serpeggia in molti di noi …

Lui le macchine le vende poco e ne fa proprio di brutte, rispolverando dalla naftalina, ogni tanto, un modello che ai tempi suoi ebbe un proprio perché. La solita talpa sussurra che stia meditando di rieditare la Duna, visto che gliene saranno rimaste in fabbrica a tonnellate …

Ora, tornando a bomba, anzi a liquidazione, la cifra abnorme, corrisposta a Luchino nasino da moscardo da caccia, va vista in maniera meno traumatica: perché circa 13 milioni di euro rappresentano il pegno transitorio anticoncorrenza che l’azienda gli assegna affinché non se ne vada in Mercedes a far vedere ancora di più i sorci blu alla Ferrari (e questo ad operai e impiegati non tocca, perché raramente hanno un ruolo determinante rispetto alla loro struttura); gli altri circa 14 milioni di euro gli saranno corrisposti su base ventennale, ovvero 700mila euro l’anno: e ci chiediamo se tale somma sia pre o post prelievo fiscale.
In fondo, il vero affare lo fa il fisco, che tifa per un dinamismo esasperato dei cambi di vertice (con liquidazioni milionarie annesse) più frenetico del mercato calcistico. Per ognuno, ne ricava una bella libbra di carne…

Poi ci sono i piccoli benefit accordati al Presidente, che a noi paiono quasi beffardi: sconti sulle FCA che volesse acquistare  -molti anni fa l’ho incontrato che faceva il ganzo in Panda…. Al massimo, lo immaginiamo a comprar Ferrari per i due figli, Matteo e Clementina, entrambi sposati e rampollati; gli altri tre, nati dal matrimonio con l’inespressiva Ludovica Andreoni, non hanno l’età della patente, ma non si sa mai…

Altro bonus attribuitogli è quella di un’auto di servizio perpetua  –come per molti politici, alcuni dei quali manco lo immaginiamo, ma, nel suo caso, almeno a spese della Ferrari-  ed un servizio di security, alias bodyguard a sua tutela.
Il che, pensando al suo veloce trapasso alla Presidenza dell’Alitalia, che certamente gli assicurerà tali privilegi di carica, costerà pochi spiccioli all’azienda d’uscita, giusto il ‘buco’ temporale fra la fine dell’incarico a Maranello e l’inizio di quello nella Compagnia di bandiera (sic!, più sbrindellata d’un vessillo sottoposto ad intemperie estreme…).

Anzi, ricoprendo anche la carica di vicepresidente di Unicredit SpA, per assumere la quale ha lasciato, nell’ottobre 2012, quella di Presidente di Italo (NTV – Nuovo Trasporto Viaggiatori), di macchine con autista a disposizione dovrebbe averne un bel po’…. Mica si possono surgelarle, chauffeur compreso, in attesa delle vacche magre!

Parallelamente all’addio alla Ferrari da parte di Luca Cordero di Montezemolo un’altra maxi prebenda ritorna a far parlare di sé: gli alimenti corrisposti da Mr B. all’ex moglie, Miriam Raffaella Bartolini, in arte Veronica Lario.

Tutta ‘sta questione del vil denaro è stata un po’ un tormentone, perché in prima definizione, nel periodo-ponte di tre anni fra la sentenza di separazione e il calcolo dell’assegno da corrispondere definitivamente alla ex consorte, il giudice aveva riconosciuto alla già coniuge dell’ex premier (è tutto un ex…) 3 milioni al mese, per un ammontare complessivo di 108 milioni di euro.

La sentenza della Corte d’Appello di Milano, appena emanata, per quel triennio gliene riconosce due, ovvero 72, cosicché ritorneranno nelle tasche del nonno di Dudù 36 milioni di euro, sputateci sopra!

Per raccattarne suppergiù la metà, il mio Innominato ha venduto al Liverpool Mario Balotelli, ma credo che molti tifosi del Milan sarebbero stati loro disposti a pagare perché il capriccioso ‘Fenomeno’ deponesse la maglia del Diavolo…

Non si gloriasse troppo presto, però; perché questi soldi da un lato gli rientrano e, dall’altro, sia pure rateizzati… ma per tutta la vita, gli ri-scivolano via. Perché l’assegno mensile di divorzio è pur sempre di 1,4 milioni al mese: anche quelli, mica hai detto cotica!

D’altronde, i giudici hanno accolto la tesi degli avvocati dell’ex marito, secondo la quale questo bel malloppino mensile serve giusto per la routine della Signora Bartolini-Lario: i suoi tre figli da tempo non convivono e, oltretutto, né lei ne’ gli eredi risiedono più nella villa di Macherio, una vera idrovora per il personale e il mantenimento.

Chissà se, per questa spending review, Veronica non abbia consultato la nota esperta Francesca Pascale, da Rione Traiano, virtuosa del risparmio sul fagiolino.

 

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