domenica, Settembre 19

Montenegro, là dove il vigneto è una risorsa sociale

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Per quanto riguarda, invece, l’ambito sociale, in che modo questa grande azienda ha influito o influisce sulle aree circostanti? Quali sono stati i cambiamenti?

Questa azienda sicuramente è un fiore all’occhiello sia per Podgorica che per l’intero Montenegro. Ha dei percorsi innovativi in crescita, dei fenomeni in evoluzione per esempio quello di creare villaggi enoturistici e quindi la possibilità di costruire intorno al vino delle vere e proprie forme di turismo. Il turista viene accolto, può visitare questi grandissimi vigneti, può vedere come viene prodotto il vino, può gustarlo e quindi effettivamente c’è tutta una capacità di trasformare la produzione del vino in un fenomeno turistico, e questa è una grande innovazione che fa la Plantaze e che poi è di vantaggio proprio per lo sviluppo sociale delle aree interne del Montenegro, che sono oggi delle aree con grandi potenzialità, ma che hanno bisogno di esempi di questo genere.

 

Queste aree interne sono aree rurali, sono poco popolate rispetto ai centri urbani, alla capitale.

Si , in effetti si vede anche questo. Se si va a guardare oggi la popolazione montenegrina la troviamo maggiormente sulla costa, perché il turismo costiero non solo è noto in Croazia ma anche in Montenegro, e nelle città, come appunto nella capitale Podgorica che ha avuto una forte affluenza. Abbiamo invece un abbandono e un degrado delle zone interne e rurali, quindi, ovviamente, lo sviluppo porterebbe anche un riequilibrio della distribuzione della popolazione. Tenga conto che i documenti ministeriali se ne occupano molto. Il Governo montenegrino vorrebbe rivalorizzare queste aree interne e riportare qui la popolazione perché altrimenti, un po’ come accade in altre aree geografiche, ci sarebbero dei grossi flussi nelle città e dei grossi vuoti nelle aree interne o rurali. Sicuramente la Plantaze dà un ottimo esempio perché se c’è questo sviluppo anche turistico ovviamente occorrono impiegati, funzionari, lavoratori e quindi questo significa riportare persone che lavorano nelle aree interne.

 

 Quindi il fatto che abbiano puntato sul settore enologico è una risposta, una reazione a tali problematiche demografiche?

La produzione vinicola dei Balcani in generale e la produzione del Montenegro è ottima. Chiaramente non compete ancora, ma sta provando a competere, con i vini italiani e con i vini francesi, ormai assistiamo a delle  fiere europee nelle quali i vini prodotti nei Balcani hanno un certo successo. Quindi, sicuramente è una strada che per loro è molto produttiva, anche se la loro intenzione è non solo puntare sulla quantità ma sulla qualità. Ecco perché montenegrini e anche altri produttori dei Balcani si confrontano con italiani, spagnoli, francesi. Vogliono migliorare la qualità del loro vino. Chiaramente migliorando la qualità possono diventare competitivi in Europa. Hanno poi colto quest’altra opportunità, il vino non solo come produzione, ma anche come turismo. In Montenegro altre strade vincenti sono la produzione del latte, dei derivati del latte, la produzione delle carni, ma non abbiamo ancora grandi aziende come quelle della Plantaze. Vi sono anche altre aziende di vini, non così importanti ma vi sono. La strada sarebbe questa, creare aziende capaci di avere funzioni diversificate.

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