domenica, Maggio 16

Montenegro invitato nella Nato, Russia protesta Russia: prove del coinvolgimento turco nel traffico di petrolio dell'Is

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«Sappiamo che Daesh è presente nella zona di Sirte: noi operiamo in Tripolitania quindi seguiamo attentamente l’evoluzione dei questo fenomeno in Libia. Tuttavia l’antiterrorismo non è nel mandato di Sophia». Lo afferma l’Ammiraglio Enrico Credendino, comandante dell’operazione Sophia anti-scafisti, del European Union Naval Force Mediterrean (EunforMed). Esiste in prospettiva l’ipotesi che questa missioni operi anche nelle acque territoriali libiche, quando esisterà un governo di unità nazionale. A quel punto c’è chi si chiede se la presenza di Isis possa creare qualche problema. Tuttavia, l’Ammiraglio sottolinea di non essere preoccupato da questo scenario: «Abbiamo certamente regole d’ingaggio molto robuste che consentono di tutelare i nostri equipaggi che peraltro sono molto ben addestrati per rispondere a qualsiasi tipo di minaccia». Sempre a Sirte i miliziani si stanno addestrando a pilotare aerei. È quanto hanno rivelato fonti militari libiche al quotidiano londinese ‘Al-Sharq al-Awsat’, secondo cui i jihadisti sono in possesso di «almeno un simulatore di volo». Non è chiaro chi abbia fornito il simulatore all’Is, ma gli inquirenti libici ritengono che l’organizzazione potrebbe aver rubato il sofisticato apparecchio dai centri di addestramento delle basi aeree dell’ex presidente deposto Muammar Gheddafi. Tuttavia, le fonti hanno sottolineato che «l’apparecchio è moderno, il che significa che proviene dall’estero». Stando a un leader dell’esercito libico, il simulatore in questione, destinato ad uso civile, è nelle mani dell’Is da ottobre e nelle ultime due settimane le autorità di sicurezza hanno raccolto nuove informazioni da Sirte secondo cui i miliziani avrebbero ricevuto un secondo simulatore, questa volta per l’addestramento all’utilizzo dei caccia. Un altro responsabile di sicurezza basato al Cairo e che segue le attività dell’Is ha confermato l’esistenza di informazioni secondo cui i jihadisti si stanno addestrando a pilotare aerei civili, sottolineando che l’aviazione militare libica ha tentato più volte il mese scorso di colpire una base di addestramento, ma senza esito.

Sempre in Libia, si apprende che il colonnello Ali Al Thamen, comandante della ‘Operazione dignità’ è stato ucciso questa mattina a Bengasi. Lo conferma il portavoce della sala operativa dei militari Naser Al Hasi ai media locali. L’Operazione dignità era stata lanciata nel 2014 dal generale Khalifa Haftar – comandante delle forze armate libiche sotto Tobruk – per cacciare i jihadisti da Bengasi e arginare gli islamisti nel Paese. In più, a novembre «27 soldati libici sono stati uccisi ed altri 36 sono rimasti feriti in scontri con i miliziani del Consiglio della Shura dei rivoluzionari e Ansar al Sharia». Lo rivela alla Mena il colonnello Mayloud al Zawi, portavoce della forze armate libiche. Gli scontri si sono verificati nei «quartieri di Al-Lithi, Bou Hadima, Bou Atni, Al-Muhashehash e Si Faraj». Intanto, l’inviato speciale Onu per la Libia, Martin Kobler, ha annunciato che «nei prossimi giorni presenterà una tabella di marcia per accelerare il processo politico e la firma dell’accordo» che prevede la formazione di un governo di unità nazionale.

Per arrestare la minaccia jihadista, Bruxelles dichiara guerra al traffico illegale di armi ed esplosivi e in un piano d’azione propone cyber-pattuglie contro le vendite online. Il ruolo di Europol diventa sempre più importante, mentre si valutano i rischi legati all’innovazione tecnologica, come le stampanti 3D. Sul fronte della lotta al traffico illecito delle armi e degli esplosivi, l‘obiettivo è accrescere la cooperazione tra Paesi partner e Stati Terzi, con una rete di ‘focal point’ interconnessi per sviluppare expertise, analisi e rafforzare la cooperazione, anche con lo scambio di informazioni di intelligence. Bruxelles invita gli Stati membri ad organizzare cyber-pattuglie per il monitoraggio del web contro la vendita online. Europol, dal canto suo, rafforzerà le sue azioni sul web, attraverso il nucleo di monitoraggio EU IRU. Commissione Ue e Onu metteranno insieme una mappatura delle rotte globali dei traffici, e si cercherà di valutare i rischi legati all’innovazione tecnologica, come ad esempio le stampanti tridimensionali. Il piano d’azione fa parte, assieme ad un progetto di direttiva in cui si definisce il concetto di foreign fighter e si definiscono pene di almeno 15 anni per i reati più gravi, di un pacchetto di sicurezza adottato oggi dal collegio dei commissari. «La Commissione Ue è determinata a fare tutto il possibile per aiutare gli Stati membri ad aiutare e sconfiggere la minaccia terroristica», afferma il primo vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans. «Oggi diamo seguito alla nostra promessa di essere fermi sul terrorismo. L’Europa deve agire unita, in modo determinato e veloce per combattere il terrorismo e migliorare la nostra sicurezza», spiega il commissario Ue agli Interni Dimitris Avramopoulos.

Sempre a Bruxelles, nuove perquisizioni legate agli attentati di Parigi si sono svolte a Molenbeek-Saint-Jean, lo conferma la procura federale. Al momento non si hanno notizie di nuovi fermi. Secondo notizie di Vrt le perquisizioni hanno lo scopo di ottenere informazioni sul nascondiglio del super-ricercato Salah Abdeslam. Secondo quanto scrive lo Standaard le perquisizioni sono state condotte nell’entourage di Mohamed Abrini (anch’egli colpito da un mandato d’arresto internazionale), in cinque luoghi diversi del quartiere. Per condurre l’operazione non sarebbero state tuttavia mobilitate le forze speciali.

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