venerdì, Ottobre 22

Montecatini: il Festival sceglie i ragazzi

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Hai indicato un taglio ben preciso che hai dato al Festival, ma non mi sembra siano assenti i vari generi che l’hanno caratterizzato.

No, abbiamo mantenuto tutte le sezioni storiche: fiction, animazione, documentari. Abbiamo solo aggiunto altri interessi determinati dalla evoluzione tecnologica: sperimentale, laboratori, workshop, fotografia. Ma ripeto, i contenuti prevalenti sono quelli già indicati.

 

A un Festival si partecipa per avere una vetrina, degli sbocchi, farsi un nome: fra i nomi delle passate edizioni ricordo Lorenzo Guarnieri, uno cui poi sono andati vari premi; ma quali filmaker da voi presentati hanno fatto un salto di qualità?

Quello di Lorenzo è un caso a parte, lui aveva già iniziato un proprio percorso come assistente di importanti registi. Al MISFF presentò ‘La storia di Sonia‘, ambientata durante gli anni di piombo, pluripremiato in vari Festival. Ora mi viene in mente il nome del film che vinse al MISFF nel 2012…. ‘Blood‘, della regista ucraina Irina Pravilo, una leggenda ambientata in Georgia che narra un legame, appunto di sangue, tra un nipote e il proprio nonno che cerca di educare, con amore, il nipote alla vita. Fra gli altri giovani autori posso citare Alessandro Grande con ‘Margerita‘ (musiche del pistoiese Gianluca Sibaldi), i Fratelli Alessio e Claudio Focardi, che abbiamo presentato in Russia a Ekateriburg, a Mosca, a Rostov-On-Don, dove sono stati proiettati i loro corti (con la loro naturale eleganza italiana) sul primo canale nazionale russo; o come Niccolò Scavo, presentato a Edinburgo e Londra; o ancora, sempre in ambito internazionale, il casoBalanca‘, dell’autore Portoghese Rui Falcao, che grazie a noi ha fatto il giro dei più importanti Festival americani.

 

Alla vigilia della 66ma edizione del Festival di Montecatini quale bilancio puoi fare di questi 4 anni?

Permettimi di valutare positivamente il percorso compiuto: in tre anni abbiamo fatto il record europeo di adesioni: 9.208 partendo da 200. Ma i nostri obbiettivi sono più ambiziosi, non in termini di ‘lustrini & paillettes’, non voglio rincorrere i grandi Festival che possono contare su molte risorse, bensì contribuire più efficacemente a dare un senso di vita reale al Festival e alle ricadute che la sua efficacia può produrre sul territorio. Per raggiungere i quali ho puntato sul rapporto con le scuole (in Italia, a Montecatini e nel mondo), con le università (siamo in relazione con 312 università di cinema), puntando su identità e senso di appartenenza, senza rincorrere le mode, ma con un occhio all’attualità. Quest’anno affrontiamo anche il tema della violenza sulle donne e delle ‘migrazioni reverse’, ovvero dall’Europa all’Africa (c’è un bel film-progetto prodotto da alcune scuole del Kenia che presentiamo al Cinema Lux a Pistoia). Ai tradizionali incontri reali e virtuali con università, biblioteche, caffè storico-letterari, teatri, cinema, associazioni si è andato aggiungendo un nuovo strumento: il ‘Global Movie Village’, partito da Montecatini ma senza confini reali , che si muove come una nuvola, oramai nota come ‘Cloud’, che con i contenuti creati a Montecatini si sposta nel mondo, contaminando, io spero, i tanti giovani che vorranno con entusiasmo aderire ai temi centrali del MISFF. Il 29 agosto a Milano, nell’ambito di Expo 2015, abbiamo presentato una vasta rassegna sul tema ‘Values and heritage of a Community in Europe’, presentando corti internazionali, italiani, americani, portoghesi, spagnoli, francesi, tutti caratterizzati da questi valori. Aggiungo che nel nutrito cartellone del MISFF66, dal 18 al 25 ottobre prossimi, a Montecatini, ci saranno anche documentari rari e inediti sul Risorgimento, la nascita della Croce Rossa, un omaggio a Mario Monicelli e uno dedicato al grande cartellonista vivente ‘Nano’ Campeggi.

 

Mi colpisce il boom delle presenze dei filmakers registrate al concorso: come è stato possibile?

In parte con il tam tam del passaparola, ma in larga parte attraverso la diffusione sui social, principalmente su ben cinque piattaforme, che ci hanno consentito di fare il salto. Il problema sarà ora quello di gestire e selezionare tale partecipazione con adeguati strumenti.

 

Si conclude qui la nostra conversazione con il Presidente del Montecatini International Short Film Festival, Marcello Zeppi, che approfondisce, attraverso la sua specifica esperienza, la carrellata sul cortometraggio dopo l’articolo de ‘L’Indro‘, Un tuffo nel mondo dei corti, che lo stesso Zeppi ha letto con vivo interesse.

 

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