venerdì, Settembre 17

Montecatini: il Festival sceglie i ragazzi

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Il mondo virtuale nel quale siamo immersi oggi rischia di farci perdere il contatto con il mondo reale e, quindi, anche la nostra identità, le nostre radici. È un problema questo che sento moltissimo, essendo padre di tre figli di cui uno piccolo, di 8 anni, che cresce circondato, quasi assediato dalla realtà virtuale, che incontra a scuola, in casa e anche nel gioco. Un giorno, quando sarà più grande e si chiederà quali erano le sue radici, i suoi giochi d’infanzia, il mondo che lo circondava, cosa risponderà? Cosa pescherà nella sua memoria? Mi preoccupa e mi atterrisce l’idea che anche i suoi ricordi potrebbero essere ‘virtuali’, fatti di niente. Per questo, uno dei progetti a cui ho lavorato intensamente, direi giorno e notte, dal momento che ho assunto la Presidenza di questo Festival, è quello dell’identità e dei ‘Valori e dell‘eredità di una Comunità in Europa‘, che è al centro anche della prossima edizione -la 66° del MISFF, ovvero il Montecatini International Short Film Festival, che si svolge sotto l’egida della Fedic- che si tiene dal 18 al 25 ottobre in quella che è una delle più famose città termali del mondo, frequentata anche da Giuseppe Verdi e patria del Liberty”.

Marcello Zeppi, Presidente del MISFF, entra subito nel vivo del problema che gli ho posto: parlare della sua esperienza alla guida di un festival del corto che ha ormai più di mezzo secolo di vita. Con Marcello ci conosciamo da anni, conosco le sue capacità imprenditoriali, nonché di persona attenta ai fenomeni che riguardano la cultura, l’educazione e i giovani, essendo uno degli animatori di Campus Italia (Educational program), ed essendo stato anche produttore di un interessante programma TV da lui ideato, ‘Toscana mon amour‘. Ma di questo suo recente impegno ben poco conoscevo. Un motivo di più per incalzarlo con le domande.

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Da quanto tempo sei alla guida di questo Festival del corto che negli anni ha avuto alti e bassi? E com’è che ti sei ritrovato a gestire un Festival che solitamente porta più oneri che onori? Una bella sfida, no?

Sì, una bella sfida e una grande avventura nella quale mi ci sono imbattuto casualmente. È accaduto quattro anni fa (dicembre 2011), quando l’amico Fabrizio Guarducci, Presidente della Società ‘Lorenzo de’ Medici‘ a Firenze, con il quale collaboravo da tempo anche per alcune attività cinematografiche, mi chiese di accompagnarlo a Montecatini, poiché l’avevano contattato per affidargli la Presidenza del Festival che ancora si chiamava ‘Filmvideo‘.

Ma, approfondendo i problemi di ordine finanziario che rischiavano di portare al collasso la manifestazione dopo i tagli del Ministero, si resero conto che la figura di cui avevano urgente bisogno era quella di un manager; del resto Fabrizio non avrebbe potuto dedicarvi il tempo necessario, accettò la Presidenza onoraria soprattutto come gesto di affettuosa amicizia e riconoscenza verso l’allora Presidente Nazionale della FEDIC Massimo Maisetti. È così che la scelta è caduta sulla mia persona. Accettai perché al di là dei bilanci, che pure vanno gestiti con rigore, l’attività di organizzatore culturale mi vedeva da tempo impegnato, e l’idea di tentare il salvataggio e possibilmente il rilancio di un Festival così glorioso non mi lasciò insensibile, anche se sapevo di andare incontro a un impegno costante, dispendioso, assorbente e collaterale alle mie attività professionali. Già sapevo, in cuor mio, che mi sarebbe costato tante energie, che dovevo sottrarre ad altro, alle attività professionali e alla famiglia. Ciò che non potevo immaginare era il mio attuale, pressoché totale impegno culturale, svolto in ambito internazionale.

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