sabato, Maggio 15

Mongolia ed Emirati Arabi per la tutela del falco sacro

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Il falco sacro, un uccello pregiato che vive in Medio Oriente, noto per la sua velocità nel catturare le prede nel deserto, rischia l’estinzione. Da qui il programma adottato da Emirati Arabi e Mongolia: 5.000 nidi artificiali eretti lungo la steppa, per mettere in pratica un accurato piano di allevamento.

Dal 1993, la Mongolia commercia i falchi sacri, apprezzati dai cacciatori beduini, destinandoli al rischio di estinzione. In totale, sono stati esportati 3.141 falchi sacri, la maggior parte illegalmente, tra il 1997 e l’anno scorso; il 99 per cento di questi è stato destinato alla Siria. Il progetto,ora, vuole sostenere un commercio più cosciente, non più cieco: «Il nostro progetto vuole davvero produrre la conservazione attraverso il commercio sostenibile», ha spiegato Purev-Ochir, responsabile del progetto della squadra mongola. Il commercio seguirà le regole della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche (CITES). In pratica, l’uccello potrà essere scambiato a patto che non vi sia alcun effetto sulla popolazione selvatica. Per garantire il rispetto delle norme, essenziale il microchip su nidi e pulcini, impossibile da togliere senza danneggiare le piume. Difficile, a questo punto, la vendita illegale e il contrabbando, che costituiscono il rischio più grande per la specie in questione.

(Video tratto dal canale Youtube: Al Jazeera)

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