lunedì, Ottobre 18

Mondo scientifico dubbioso sul vaccino Merck: non sconfiggerà Ebola

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Il presunto acquisto delle 300.000 dosi stoccate nei depositi della Merck è stato preceduto da un investimento di Bill Gates effettuato nel marzo 2016 di 1 miliardo di dollari per l’acquisto di vaccini venduti da Glazo Smith Kline  e Pfizer da stoccare per eventuali epidemie. L’acquisto è stato effettuato da GAVI Alliance  ex Alleanza Mondiale per i Vaccini e Immunizzazione. Una partnership di soggetti pubblici e privati con lo scopo di migliorare l’accesso all’immunizzazione per la popolazione umana in Paesi poveri.

L’associazione, controllata dalla Bill & Melinda Gates Fondation, raccoglie governi di Paesi in via di sviluppo e Paesi donatori, l’OMS, l’UNICEF, Banca Mondiale, MSF, l’industria di vaccini in Paesi industriali e in via di sviluppo e vari gruppi internazionali della società civile. Tra i vaccini comprati e stoccati vi era anche il rVSV-ZEBOV, stranamente non prodotto dalla Merck, ma comprato dalla GlazoSmithKline. L’operazione gettò dubbi sulla esclusività del brevetto e della fabbricazione del vaccino fino ad ora attribuite alla Merck.
Leggendo attentamente le dichiarazioni ufficiali, l’OMS sostiene di non aver comprato, ma chiesto alla Merck di mettere a disposizione le 300.000 dosi di vaccino per un eventuale utilizzo in Congo. La domanda da porsi è semplice: una multinazionale farmaceutica specializzata in sperimentazioni di nuovi farmaci e mutazioni genetiche produrrebbe e immagazzinerebbe 300.000 dosi di rVSV-ZEBOV solo sulla base di una promessa d’acquisto futuro fatta dal OMS? Se seguiamo le logiche del libero mercato la risposta è no.

Le 300.000 dosi di vaccino sono giustificate per l’attuale emergenza Ebola in Congo? Parrebbe di no se al momentoi casi comprovati sarebbero 11 (17 secondo il OMS). Il dizionario italiano Garzanti offre una precisa descrizione del termine epidemia: «Epidemia dal greco Epi – diffuso –  e Demos – territorio, popolo. L’epidemia indica la diffusione di una malattia infettiva su un territorio più  o meno vasto, con un grande numero di individui colpiti che si propaga rapidamente o che si manifesti con molta frequenza». 11 o 17 casi di Ebola comparsi in una remota zona del Congo, non corrisponde con la definizione ‘epidemia’ del dizionario Garzanti. Eppure i media occidentali non hanno esitato ad utilizzare il termine in modo improprio. ‘Ebola: nuova epidemia in Congo: pronte 300.000 dosi di vaccino‘ titola ‘la Repubblica‘ del 16 maggio scorso.

L’area di Likati è tra le più remote del Congo, distante 1.400 km dalla capitale e 350 km dalla città più vicina: Kishangani. Likati è tecnicamente isolata e priva di strade asfaltate. L’isolamento geografico e la mortalità del virus Ebola rendono facili le operazioni di contenimento che evitano il diffondersi della malattia. Molto probabilmente l’epidemia Ebola non si verificherà in Congo, come testimonia la storia del virus nel Paese.
Proprio perché il ceppo Zairese dell’Ebola è il più letale,  i vari casi registrati in Congo non hanno creato nessuna epidemia nonostante il sistema sanitario pubblico sia allo sfacelo e che le autorità congolesi non siano minimamente attrezzate per affrontare una epidemia nazionale. L’Ultimo caso di Ebola fu dichiarato nell’agosto 2014 a Boende, altra località isolata nella provincia dell’Equatore. Nessun caso è stato mai registrato nei principali insediamenti urbani del Paese. Tutti i focolai sono apparsi in zone remote, prive di assistenza sanitaria, e non hanno mai raggiunto i principali centri urbani. Il virus dell’Ebola in Congo si è sempre estinto in poche settimane, con la morte dell’ultimo corpo ospitante.

La stessa ricercatrice di MSF Rebecca Grais dichiara: «Potrebbe verificarsi che non sia necessario utilizzare il vaccino nella Repubblica Democratica del Congo poiché i casi fino ad ora confermati sono ancora pochi». Se i casi di Ebola in Congo non rappresentano il rischio di epidemia, come giustificare il presunto acquisto di 300.000 dosi dalla Merck?

La Bill & Melinda Gates Fondation ha affrontato un pesante investimento acquistando vaccini (tra cui il rVSV-ZEBOV) per un miliardo di dollari si affermò nel 2016, è stato detto. Niente affatto! Bill Gates non ha speso un dollaro. L’investimento è stato pagato dagli ignari clienti della Microsoft «Dal 2009 chiunque compra un prodotto Microsoft, finanzia a sua insaputa l’agenda globale di vaccinazione di Bill Gates. Nel 2009 la Microsoft destina il 1,04% dei profitti di vendita per sostenere le attività di ricerca, fabbricazione, acquisto e stoccaggio dei vaccini tramite un accordo quadro con le principali case farmaceutiche integrato nel pacchetto Microsoft Amalga Life Sciences. In cambio Microsoft garantisce gratuitamente a ditte farmaceutiche, laboratori di ricerca e università mediche il Rosetta Software un sistema ideato dalla ditta Health Solutions Group per gestire la ricerca genetica di farmaci e vaccini», spiega ‘Scienceblogs’ in un suo articolo datato febbraio 2012.

Concludendo, la sperimentazione del vaccino rVSV-ZEBOV è stata fatta in Paesi africani politicamente deboli e dall’economia disastrata (quindi privi di reale sovranità e indipendenza dai finanziatori internazionali) eludendo tutte le regole e restrizioni etiche grazie alla complicità dell’OMS. I casi registrati in Congo probabilmente non rappresenteranno una minaccia nemmeno provinciale eppure il OMS ha prenotato (?) acquistato (?) 300.000 dosi dalla Merck. Il nome di Bill Gates compare in tutte le transizioni commerciali e nelle fasi di sperimentazione (assai dubbie) del vaccino, riaffermando il suo incomprensibile interesse economico e filantropico per la vaccinazione mondiale. Un interesse che potrebbe nascondere molti lati oscuri, come la promozione, tentata in Africa dalla Bill & Melinda Gates Fondation – che finanzia la Monsanto – degli organismi geneticamente modificati (OGM) che stanno distruggendo la biodiversità naturale dell’agricoltura e causando seri problemi di salute mondiale. Emblematico fu il caso della banana geneticamente modificata con introduzione della vitamina A definita negli ambienti scientifici: ‘la polpetta avvelenata‘.

L’interesse per i vaccini di Bill Gates potrebbe non essere solo commerciale. Rimangono indelebili le dichiarazioni di Bill Gates a favore di un controllo della popolazione mondiale attraverso una diminuzione della popolazione dal 10% al 20% promuovendo i vaccini. Il Governo americano al momento esita aprire serie indagini sulle reali intenzioni del magnate dell’informatica che, se accertate a livello giudiziario, riterrebbero nei crimini di tentato genocidio. L’attuale posizione del Governo americano è considerare i sospetti nutriti dalla comunità scientifica internazionale e giornalisti indipendenti come ‘teorie del complotto’.

Lo scorso gennaio il Centro americano per il Controllo e la Prevenzione della Malattie (CDC),  ha approvato il vaccino Zostavax della Merck da somministrare nelle persone sopra i cinquant’anni. Un vaccino contenente il virus vivo della varicella. Nell’ottobre 2006 il CDC si era limitato all’approvazione  del vaccino solo per gli adulti sopra i sessant’anni. Eppure il Zostavax della Merck ha causato uno sandalo internazionale legato alla morte di migliaia di persone nel Terzo Mondo e il vaccino è indicato come dannoso da molti studi locali che stanno tentando di portare in tribunale la Merck per i danni subiti dai loro clienti. I primi avvertimenti del mondo scientifico sulla nocività del Zostavax provengono da FiercePharma e sono datati maggio 2008. Il vaccino è stato approvato nel maggio 2006 dalla Agenzia Europea dei Farmaci.

La sua commercializzazione in Italia è stata approvata dal Ministero della Salute nell’ottobre 2013.  L’India nel febbraio 2016 ha iniziato le azioni legali per bloccare la sua diffusione in considerazione del elevato numero di soggetti morti a causa degli effetti collaterali e nell’agosto 2016 il prestigioso Istituto di Ricerca della Sicurezza Sanitaria Infantile ha chiaramente dimostrato gli effetti negativi del vaccino sugli umani. Non è inoltre chiaro se il Zostavax sia stato approvato o meno da OMS.  Non si comprende se il Zostavax è stato inserito nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 del Governo italiano.

Come si può notare i lati oscuri dei vaccini Merck e Bill Gates non riguardano solo lontani Paesi africani o trame del serial TV ‘12 Monkies‘ ma un argomento che tocca da vicino anche la salute dei cittadini italiani.
Conseguenza di queste speculazioni finanziarie attuate grazie a ricerche e sperimentazioni che tendono ad eludere i codici etici e giuridici e alla complicità di organismi internazionali quali il OMS, si è diffusa l’idea che occorre rifiutare in toto i programmi di vaccinazione. Idea gravida di conseguenze nefaste diffusa sia nel Terzo Mondo che in Occidente.

***

Gli altri servizi dello speciale ‘Vaccino rVSV-ZEBOV e Bill & Melinda Gates Fondation‘ sono:

Merck e Gates Fondation: tra vaccini killer e sterilizzazioni di massa’ pubblicato il 1° giugno 2017
Dietro le quinte del vaccino contro Ebola di Bill Gates‘ pubblicato il 30 maggio 2017

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