lunedì, Ottobre 18

Mondo scientifico dubbioso sul vaccino Merck: non sconfiggerà Ebola

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Il 24 maggio 2014 Rebecca Grais, direttrice del centro di ricerche e formazione di MSF Francia, è intervenuta sull’argomento sul quotidiano francese ‘La Depeche‘. «Il vaccino contro l’Ebola sviluppato dai laboratori Merck non beneficia ancora di una approvazione ufficiale. I testi clinici attuati in Guinea sin dalla fine dell’epidemia in Africa Occidentale dichiarata nel 2014 hanno dato buoni risultati di efficacia e tolleranza», afferma Grais. Nell’intervento Grais sembra seguire la linea generale di MSF che attribuisce lo sviluppo del vaccino ai laboratori Merck. La verità è ben altra. Il vaccino è stato sviluppato dal National Microbiology Laboratory in Winnipeg (Canada), sotto il controllo dell’Agenzia Canadese per la Salute Pubblica, che ha successivamente venduto il brevetto alla Merck, acquistata dalla Bill & Melinda Gates Fondation nel 2012.

Quali le ragioni che spingono MSF a coprire il nome di Bill Gates? La Gates Fondation è tra i principali donatori privati di MSF, in cambio di una collaborazione nella sperimentazione e promozioni di vaccini e di un marketing (apparentemente causale) sul sito web ufficiale di MSF. Il rapporto di interessi dura dal 2010, quando la famosa Ong medica francese ha iniziato a sostenere il piano di vaccinazioni mondiali ‘Global Vaccines Action Plan‘ promosso da OMS e sostenuto da Bill Gates. MSF ha anche aderito alla strategia globale di diffusione dei vaccini promossa dalla Bill & Melinda Fondation, ‘Decade of Vaccines‘. Varie le critiche sollevate da riviste specializzate internazionali, tra le quali ‘Humanosphere e ‘Nature News.  Secondo quanto affermato dal giornalista e fondatore di ‘Humanosphere‘, Tom Paulson, MSF nei suoi rapporti sanitari evita di criticate l’approccio sui vaccini adottato dalla Gates Fondation, come evita di rispondere a domande e dubbi sul suo rapporto con l’ex magnate di Microsoft.

Dinnanzi alle prime crepe nell’alleanza con la Gates Fondation proprio sul ‘miracoloso’ vaccino contro Ebola,  OMS rimane fermo nella difesa ad oltranza del rVSV-ZEBOV. «Non abbiamo mai preso l’Ebola alla leggera», afferma il Direttore Esecutivo dei Programmi di Urgenza Sanitaria del OMS, Peter Salama. Un’affermazione tesa a rassicurare il pubblico che nasconde recenti critiche sul vaccino esposte pubblicamente da autorità sanitarie all’interno dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità.

Lo scorso 5 gennaio Marie-Pierre Preziosi, ufficiale medico del Dipartimento OMS per le Ricerche sui Vaccini, ha dichiarato che, nonostante i promettenti testi clinici sviluppati per 15 anni, il vaccino rVSV-ZEBOV non sarà una soluzione per sconfiggere Ebola. La Preziosi si spinge ad affermare che il vaccino di Bill Gates non riuscirà a fermare lo scoppio di nuovi focolai di Ebola, e non sarà immediatamente a disposizione per le persone più vulnerabili al virus, cioè le persone appartenenti alle classi più deboli e povere. Nell’intervista rilasciata all’autorevole rivista medico scientifica ‘MIT Technology Review‘, la Preziosi chiarisce che il  rVSV-ZEBOV non sarà somministrato su larga scala come i vaccini contro la polio, perché non ci sono sufficienti dati sulla durata della copertura vaccinale. Il vaccino è studiato solo per indebolire il virus, non per neutralizzarlo. L’intervista rilasciata è stata ripresa sulla ancora più autorevole rivista medico scientifica ‘Bioethics Research Library‘,  curata dal Istituto Etico Kennedy.

Perché il parere della Preziosi sembra essere stato ignorato dal OMS? Come nel caso di Medici Senza Frontiere anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità riceve ingenti fondi dalla Gates Fondation. Attraverso queste donazioni Bill Gates è diventato il quarto finanziatore privato più importante per l’OMS che aderisce alla campagna di vaccinazione mondiale della Gates Fondation con evidenti ritorni economici, come testimonia il caso del vaccino contro Ebola. Ha inoltre finanziato varie ricerche e sostenuto la candidatura del neo eletto direttore generale del OMS, Tedros Adhanon Ghebreyesus, esperto in malaria e ex Ministro etiope della sanità.

Nel maggio 2016 OMS ha siglato un accordo quadro con ONG, investitori privati, fondazioni filantropiche e istituzioni accademiche. L’accordo, denominato Framework of Engagement with Non State Actors – FENSA, prevede strette collaborazioni tra questi finanziatori e l’OMS per ottenere benefici comuni. Un gruppo di medici e Ong europei, americani, africani e asiatici ha indirizzato al OMS una lettera aperta dove vengono evidenziati i conflitti di interesse con alcuni donatori privati (tra cui la Gates Fondation) e si richiede nel caso specifico di: «rivedere la decisione di accettare la Gates Fondation come finanziatore inserendola nella lista FENSA». La richiesta è stata avanzata in quanto i firmatari ritengono che una collaborazione OMS – Bill Gates sia possibile solo su conflitti di interesse che distruggerebbero l’indipendenza dell’Organizzazione Sanitaria.

In tale scenario comparirebbe il rischio di trasformare il OMS  in un cavallo di troia per gli interessi su medicinali e vaccini di ditte collegate alla Gates Fondation. La lettera aperta, datata gennaio 2017, è stata largamente diffusa in riviste specializzate come ‘Intelectual Property Watch‘ ma ignorata dai media occidentali e dallo stesso OMS, che non si è degnato di rispondere.

In sostegno dei dubbi sorti all’interno di MSF (Rebecca Grais) e di OMS (Marie-Pierre Preziosi), vi sono quelli di Jesse Goodman, direttore e fondatore del Centro di Controllo sul Accesso, Sicurezza e Gestione dei Farmaci presso l’Università di Georgetwon negli Stati Uniti. «Gli esiti della sperimentazione del vaccino rVSV-ZEBOV sono impressionanti, ma non si conoscono ancora molti aspetti del vaccino, sopratutto se amministrato a donne incinta, persone HIV positive, anziani e bambini. Maggior studi al riguardo sono auspicabili prima della sua commercializzazione», avverte Goodman.

L’invito alla prudenza di Goodman sembra essere caduto nel vuoto. L’occasione di commercializzare il vaccino rVSV-ZEBOV (nonostante non abbia ancora ricevuto tutte le approvazioni internazionali) è giunta dal Congo, dove nel marzo 2017 sono stati segnalati casi di Ebola nella zona di Likati. Al momento si parla di 11 casi di cui 3 decessi. OMS sta aiutando il disastrato Ministero della Sanità congolese a contenere l’epidemia. Per raggiungere l’obiettivo ha siglato un accordo con la Merck per l’acquisto di 300.000 dosi di vaccino da utilizzare in caso di epidemia.

Le 300.000 dosi sono pronte per il Congo in caso di necessità secondo le dichiarazioni del OMS. Nonostante i dubbi sollevati, anche la direttrice del centro di ricerche e formazione di MSF Francia, Rebecca Grais, avvalla l’uso del vaccino privo di tutte le autorizzazioni internazionali. «Potrebbe essere necessario l’utilizzo del vaccino nella Repubblica Democratica del Congo ma la vaccinazione sarà mirata ed eseguita in un cotesto clinico ben definito e riguardante unicamente le persone esposte al virus», dichiara Gais.

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