mercoledì, Dicembre 1

Momento difficile per Tsipras L'accettazione di un terzo accordo di austerità sotto la pressione di un possibile Grexit divide Syriza

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Rimpasto di governo, nuove elezioni in autunno

Il dissenso nel partito di governo mette il premier Tsipras nella delicata posizione di far passare l’accordo in Parlamento con l’aiuto dei partiti di opposizione, che sostengono con veemenza la permanenza della Grecia nell’Eurozona. Questo paradosso però non può durare a lungo. Il presidente del Consiglio ha inviato un messaggio ai suoi colleghi di partito che non c’è altra via d’uscita che le elezioni se continueranno sulla stessa linea. Ha detto che lui non può mettere in pericolo il processo di accordo, che non è ancora giunto al termine. Ha aperto dunque ad un rimpasto di governo per eliminare gli oppositori  e andare poi in autunno a nuove elezioni.

Gli avversari dell’accordo fanno una distinzione tra questo e il governo. Questi non si oppongono al governo e non vogliono porre alcun problema di fiducia. Hanno espresso il loro disappunto e la loro opposizione all’accordo e chiedono al primo ministro di ritirare la sua firma e di tornare indietro a quella che è considerata da loro la ‘giusta politica’ contro l’austerità. La scissione nel partito è grande ed è molto probabile, dopo le nuove elezioni, che si possa avere un secondo partito Syriza. Il vantaggio di Alexis Tsipras è che può condurre le nuove elezioni sulla base di un elenco di candidati che può bastare a se stesso. In questo modo ha la possibilità di fare un partito più omogeneo di quello attuale, che è costituito da 11 correnti.

Fortunatamente per Tsipras non ci sono problemi simili con l’altro partito di governo, ANEL. Il Presidente Panos Kammenos è riuscito a imporre una certa disciplina ai propri deputati, nonostante il clamore per il nuovo accordo. E ha commentato questo accordo come il frutto di un puro ricatto e che non c’era alcuna reale alternativa. La rottura di governo avrebbe aperto di nuovo la porta al ritorno di quei partiti responsabili per l’attuale situazione catastrofica.

Nel frattempo, la chiusura delle banche, che ha inferto un colpo terribile per il governo, sembra giunta al termine a seguito della decisione della Banca Centrale Europea di aumentare la ELA e sostenere la liquidità delle banche greche. L’aumento delle dichiarazioni dei leader stranieri in merito alla necessità di limitare l’onere del debito greco come presupposto per una soluzione praticabile è un fatto che ad Atene è seguito con molta attenzione e con una certa speranza.

A questo proposito va notato il comportamento attendista del FMI, le pressioni esercitate da parte americana e in particolare dal ministro delle finanze americano Jack Liou, che è venuto in Europa, e anche di quello di molti leader europei, che riconoscono che non c’è speranza per la Grecia con il nuovo programma di salvataggio se non sarà prevista in anticipo la riduzione del debito che non è, ovviamente, praticabile.

Traduzione di Daniele Petroselli

 

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