giovedì, Aprile 22

Molise e Governo: ora tutto è più chiaro, cioè più confuso ‘Segnale’ forte e di peso. E domenica prossima tocca al Friuli-Venezia Giulia

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In Molise vince  Salvini, che ha così in pugno Berlusconi dopo aver ‘spezzato le renia Luigi Di Maio ed al Movimento Cinquestelle. E adesso la partita per il Governo nazionale diventa molto più chiara, cioè ancor più confusa.

Il Centrodestra recupera i quindici punti percentuali di svantaggio che aveva incassato dal M5S alle politiche del 4 marzo. Ora lo raggiunge, lo supera, lo lascia a distanza, sostanzialmente lo surclassa. Forte delle dinamiche locali, particolarmente rilevanti in queste terre, e dei locali ‘insediamenti’ e potentati, come dimostrano gli eccellenti risultati delle liste territoriali presentatesi, o ripresentatesi, per l’occasione. Ma forte anche di un trend positivo che il voto rende evidente essersi sviluppato nel Paese durante i cinquanta giorni appena trascorsi. All’interno del Centrodestra ecco Silvio Berlusconi, e Forza Italia, che cede altri punti percentuali, mentre Giorgia Meloni con Fratelli d’Italia incassa un avanzamento politicamente significativo. Così la tenutaattorno all’otto per cento da parte del leader leghista, e nonostante appunto il crescere delle liste panmolisane della stessa coalizione, sancisce una dinamica di affermazione momentaneamente irreversibile, ed una carta pesante da giocarsi subito sul tavolo dell’iter per la formazione del nuovo Governo.

Problemi per i Cinquestelle, a questo punto. Sia esterni che interni, anche se quelli interni non ‘escono’ e non usciranno, avendo trovato almeno sinora una efficace sintesi. Ma il preventivabilissimosecondo incarico’ del Capo dello Stato al Presidente delle Camera pentastellato, Roberto Fico, tiene il quadro in forte fluidità. Il PD esce ancor più ridimensionato dal Molise, dove alle politiche aveva incassato un già insoddisfacente quindici per cento, ora quasi dimezzato. Con enormi conseguenze immediate sul dibattito interno che rischia di trasformarsi in rissa ancor più di quanto già non sia in atto, in questo tempo condannandolo praticamente all’irrilevanza.

Anche perché il voto del Molise, numericamente ridotto dal punto di vista demografico, in realtà rappresenta attendibilmente molto di più. Non qualche centinaio di migliaia di persone, ma nove milioni di abitanti e sei di elettori. Il 15% dell’Italia. Infatti, come scrivevamo in ‘Molise e Governo: scontro finale’ su ‘L’Indro’ di venerdì 20 aprile, immediata vigilia del voto, bisogna considerare anche l’area delle regioni attigue, in cui alle politiche i risultati sono stati molto simili (naturalmente riferito all’’universo dei votanti’ per la Camera dei Deputati, il più ampio e sostanzialmente identico). Cinquestelle, Centrodestra e Centrosinistra avevano ottenuto risultati analoghi in Abruzzo, Puglia, Basilicata e Campania. In quest’ultima, ad avvaloramento di questa tesi, in maniera più sovrapponibile nella zona limitrofa, e sino a Napoli, discostandosene man mano che si scende a sud. E dunque ecco che il ‘testdel 22 aprile assume un valore ancor più rilevante.

Poi domenica prossima, il 29, si vota in Friuli-Venezia Giulia, dove il Centrodestra è arrivato molto avanti rispetto al Movimento di Beppe Grillo alle ultime politiche. Oltre diciotto punti di vantaggio (con Lega al 25 per cento e Forza Italia al 10). Aggiungiamoci ora un candidato forte come il leghista Massimiliano Fedriga già capogruppo alla Camera, una campagna elettorale in loco molto forte ed il risultato molisano. Successo annunciato, dunque, al nord, probabilmente di dimensioni rilevantissime. Dopo si comincia a giocare sul serio la partita del Governo nazionale, per cui tutte le soluzioni rimangono aperte, ma con in più il peso dell’esito di questo doppio voto. Con un Salvini sempre più forte ed un Movimento Cinque Stelle che tiene sul tavolo il proprio imponente pacchetto di parlamentari che deve decidere come meglio giocarsi.      

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