sabato, Settembre 25

Mistero Marino

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Non che il dilemma sia epocale, ma scontati i nuovi arrivi al Governo e registrato anche l’avvenuto ingresso di Denis Verdini e della sua ALA in attesa di ricompense posposte, elucubrato un po’ sulle responsabilità di voragini bancarie, licenziamenti Rai avvenuti o richiesti, nudi nascosti ed altre vergogne esposte, un interrogativo rimane a turbare veglie ed inquietare sonni. Si fa per dire, ma insomma resta da chiedersi cosa farà Marino, l’Ignazio furioso defenestrato da Sindaco di Roma per una ridicola questione di scontrini che aspetta solo di farla pagare ai suoi persecutori del Partito Democratico.

Il candidato princeps alla primarie del PD, Roberto Giachetti, lo invita a confrontarsi nel voto, Stefano Fassina ribatte che no, meglio una conta a ‘sinistrasinistra’ e poi tutti contro Matteo Renzi, sin gli avversari politici del Movimento Cinque Stelle e gli antichi persecutori mediatici guardano con rispetto a come vorrà giostrare la residuale, ma non indifferente, forza elettorale che potrebbe spostare.

Ma lui continua ad alimentare il ‘Mistero Marino’. Scrive una lettera a ‘La Repubblica’, “L’ipocrisia delle primarie del PD“, e annuncia che, figuriamoci, lì non ci sarà proprio. Lascia in sostanziale standby la sinistra, ma intanto inanella riunioni su riunioni con i suoi, peraltro pochissimi, fidati collaboratori. Ché con tanti attori in gioco per conquistare il Comune a primavera, tra centrosinistra a ‘volto’ renzianradicale, centrodestra a probabile guida salvinianmeloniana, Movimento Cinque Stelle orfano della devastante candidatura di Alessandro Di Battista ma comunque con concrete possibilità di arrivare al ballottaggio, Alfio Marchini che come la romanissima Sora Cecilia tutti lo vogliono e nessuno lo piglia così alla fine sarà costretto a correre da solo rimediando un’altra onorevole sconfitta, insomma in tutto questo scenario il ruolo giocato, in un senso o nell’altro, dell’’ex reietto’ potrebbe avere non indifferente peso.

Intanto dalle pagine del suo sito, fa intravvedere del bel movimento e lascia che gli altri si inquietino. Si indigna sulle opere d’arte inscatolate dei suoi Musei Capitolini «Che errore quelle statue coperte. Che tristezza deturpare così il Campidoglio!». Relaziona sulla propria continua presenza nella periferia romana: «Sono andato nel quartiere di Villa Verde, a Torre Gaia, a dare una mano alla famiglia Troianelli, che sta raccogliendo fondi per la realizzazione di un parco accessibile a tutti i bambini, dedicato alla loro bimba, Aurora, morta lo scorso dicembre, a neanche otto mesi, per una malattia rara. Una bella mattina di sole, fra la gente del quartiere, che mi ha accolto con grande affetto e mi ha incoraggiato ad andare avanti».

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