giovedì, Settembre 16

Misericordia, il nome di Dio per Francesco Dell’immagine che Francesco ha dell’uomo e della Chiesa abbiamo chiesto un'opinione ad Andrea Tornielli

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Il Papa afferma che bisogna entrare nel buio dell’altro, senza lasciarsi coinvolgere, per instaurare un legame intimo con l’uomo; contrappone questo slancio all’adesione formale alle regole, ai famosi sepolcri imbiancati. Francesco ha spesso insistito su questo punto, rimarcando in più di un’occasione l’esistenza di una connessione concreta tra gli uomini, tra gli uomini e le cose, tra lo spazio e il tempo: è questa la rinnovata e più consapevole immagine di Dio che il Papa propone al mondo di oggi?

L’immagine di Dio che il Papa propone al mondo di oggi consiste in quella di un padre amorevole che si china con tenerezza verso tutti i suoi figli e che cerca veramente tutte le strade per incontrarci, per donarci la sua misericordia. Questo padre non lascia nulla d’intentato, sfruttando in questo senso, ogni tipo di occasione. Credo che questa sia la caratteristica che emerge con maggiore forza dalle pagine del libro.

Quale episodio personale di Papa Francesco l’ha colpita in modo particolare?

In verità sono diversi, ma c’è un episodio da cui risulta chiara tutta la delicatezza del Pontefice: una donna per alcuni mesi all’anno si prostituiva per poter sopravvivere e dare da mangiare ai propri figli. Era stata abbandonata dal marito. Veniva aiutata dalla parrocchia e dalla Caritas. Un giorno, in occasione delle festività natalizie, va da padre Bergoglio, il quale pensava che la donna fosse lì per dimostrargli la sua riconoscenza per l’assistenza che continuava a ricevere. Invece era lì per ringraziare Bergoglio di non aver mai smesso di chiamarla signora. Grazie a questo tipo di dolcezza, che percorre molti degli episodi che Papa Francesco mi ha raccontato, si comprende ciò che anche oggi la Chiesa è chiamata a compiere: condannare il peccato ed essere sempre pronta ad abbracciare il peccatore.

 

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