domenica, Agosto 1

Misericordia, il nome di Dio per Francesco Dell’immagine che Francesco ha dell’uomo e della Chiesa abbiamo chiesto un'opinione ad Andrea Tornielli

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Il dialogo è schietto; salito al soglio pontificio, Papa Francesco ha instaurato fin dal primo momento con il proprio gregge un rapporto diretto, che continua a scavare nelle coscienze nuovi sentieri di amore e perdono. Lungo i nove capitoli del libro-intervista ‘Il nome di Dio è Misericordiauna conversazione con Andrea Tornielli’, il Pontefice, rispondendo con semplicità e passione alle domande del vaticanista del quotidiano ‘La Stampa’, riflette sulle fragilità dei tempi in cui viviamo: dalla corruzione, che invece di essere riconosciuta come un peccato, viene elevata ormai a sistema, all’incapacità di affrontare i propri sbagli, considerando ogni macchia, ogni peccato come qualcosa di imperdonabile.

Per Francesco questo è il momento della misericordia, in cui la Chiesa mostra ad un’umanità ferita il proprio volto materno. «La misericordia», evidenzia il Pontefice, «è vera, è il primo attributo di Dio. Poi si possono fare delle riflessioni teologiche su dottrine e misericordia, ma senza dimenticare che la misericordia è dottrina. Sappiamo che Gesù», aggiunge Francesco, «dice che bisogna perdonare settanta volte sette: l’importante è tornare spesso alle fonti della misericordia e della grazia». Vincere i pregiudizi come fecero gli apostoli agli albori della Chiesa, per scoprire un nuovo orizzonte, per comprendere, come indica Papa Bergoglio nel capitolo ‘Pastori, non dottori della Legge’, che alla logica dei sepolcri imbiancati si contrappone quella di chi desidera, prima di ogni cosa, salvare i perduti, quelli che stanno fuori dal recinto, i peccatori.

Quando nel settimo capitolo si affronta il tema del peccato e della corruzione, il Pontefice afferma di aver usato una croce pastorale di legno d’ulivo, realizzata da un laboratorio di falegnameria che fa parte di un progetto d’inserimento di detenuti ed ex tossicodipendenti. E prosegue:«La misericordia divina contagia l’umanità. Gesù era Dio ma era anche uomo, e nella sua persona troviamo anche la misericordia umana. Con la misericordia la giustizia è più giusta, realizza davvero se stessa». Avvertire la condanna tramutarsi in salvezza è l’essenza dell’incontro con Dio: dell’immagine che Francesco ha dell’uomo e della Chiesa abbiamo chiesto un opinione all’autore del libro, Andrea Tornielli.

Papa Francesco afferma con forza che Gesù non è venuto per i sani, che non hanno bisogno del medico, ma per gli ammalati: che idea ha il Pontefice dell’uomo di oggi, delle sue miserie, delle sue fragilità?

Papa Francesco è stato molto chiaro su questo punto: il dolore, le miserie, le fragilità, il peccato, la sofferenza in genere, rappresentano quegli spazi di incontro privilegiato, dove è possibile accostarsi a Dio, alla sua pace, alla sua capacità di risollevarci.

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