venerdì, Maggio 7

Minori non accompagnati, ecco la legge

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In merito alle misure dell’accoglienza in senso stretto (Art. 4), in deroga al citato Decreto del 2015, si riducono i tempi nelle strutture deputate alla prima accoglienza da 60 a 30 giorni, con un termine (che attualmente è indeterminato) non superiore a 10 giorni per l’ identificazione del minore mediante un’unica procedura: colloquio con personale specialistico e qualificato garantito dall’ente locale, eventuali esami sanitari previo consenso e con le procedure possibilmente meno invasive, presunzione della minore età nel caso persistano dubbi anche successivamente all’accertamento (Art. 5).
La logica di quest’ultima norma previene, nei fatti, gli effetti traumatici dell’ abbandono istituzionale, che comporta l’ingresso (dichiarato o conseguito) nella maggiore età, predisponendo l’accoglienza a un accompagnamento nella fase transitoria che non vanifichi le basi di un reale percorso di cittadinanza.  In funzione delle misure da adottare, le strutture saranno meglio definite secondo un principio di specificità. Il documento di attribuzione dell’età (altra novità di questa legge) sarà notificato al minore e al suo tutore provvisorio, con possibilità di presentare ricorso. I tutori volontari dovranno figurare in un elenco istituito da ogni tribunale per i minorenni nel termine di tre mesi dall’entrata in vigore della legge.

Oltre all’istituzione di un Sistema informativo presso il Ministero dell’Interno, ossia una banca dati che raccoglie le «cartelle sociali» per ogni singolo caso registrato in fase di prima accoglienza, la nuova normativa prevede una sorta di ‘inversione funzionale’, estendendo il sistema SPRAR a tutti i msna presenti sul territorio nazionale indipendentemente dal numero, al quale lo stesso Sistema dovrà adattarsi (Art. 12).

Legalmente assistiti mediante gratuito patrocinio, i msna saranno titolari del diritto all’ascolto, garantito da un’assistenza «assicurata, in ogni stato e grado del procedimento» – amministrativo o giudiziario – «dalla presenza di persone idonee indicate dal minore» e di realtà associative «di comprovata esperienza» nel settore (Art. 15), che potranno ricorrere contro atti della P.A. ritenuti  lesivi dei loro diritti.  Al fine di evitare scogli burocratici, il diritto alla salute del minore è tutelato dalla possibilità di iscriversi al SSN anche prima che sia nominato il tutore. La stessa logica facilita l’accesso ad altri diritti primari come quello all’istruzione (con convenzioni di apprendistato e completamento degli studi anche in mancanza di permesso di soggiorno, per sopraggiunta maggiore età) e lo stesso ottenimento del permesso di soggiorno per minore età e motivi familiari, richiedibile dal minore privo di tutore alla questura competente.
Sono così riassorbiti ed eliminati i permessi ‘atipici’ «per affidamento» o «per integrazione» (relativi a casi in cui il minore è sottoposto a tutela o affidato a persone, famiglie, comunità o altre strutture, con l’aggiunta – nel secondo caso – di un progetto di inserimento sociale di almeno 2 anni).

Misure speciali sono, infine, significativamente destinate ai minori stranieri ritenuti particolarmente vulnerabili in quanto vittime della tratta di persone, con programmi specifici di «assistenza psico-sociale, sanitaria e legale, prevedendo soluzioni di lungo periodo, anche oltre il compimento della maggiore età» (Art. 17). Per tali misure, e per il diritto all’assistenza legale, è previsto ogni anno uno stanziamento complessivo di 925 550 euro, a decorrere dal 2017.

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