mercoledì, Settembre 22

Minoranza PD: cane che abbaia non morde Politica estera, rinnovo vertici Forze Armate e Servizi sono i veri problemi del Premier

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Alla fine, però, queste polemiche, sono poca cosa, rispetto ai veri problemi che Renzi si trova sul tavolo. Appariscenti, se si vuole; fanno discutere e scrivere gli specialisti dei retroscena veri o presunti. Ma la carne delle questioni reali è altre. Per esempio, la Libia. Il rapporto con Paesi alleati come Stati Uniti, Francia, Regno Unito, al di là dei sorrisi di prammatica, è quanto mai problematico. Americani, francesi e inglesi sono già operativi sul territorio libico; e chiedono che l’Italia si assuma la sua quota di responsabilità. Quell’Italia che proprio con Renzi rivendica un ruolo da protagonista, da ‘ruolo-guida’, addirittura il comando delle operazioni. Londra, Parigi, Washington, rispondono: ‘Prego, Roma si accomodi pure’. John Phillips, Ambasciatore americano a Roma, a Renzi lo chiede senza troppi giri di parole: «Quando mandate i primi cinquemila vostri uomini in Libia?». Ovvio che Renzi faccia orecchie da mercante. Ci sono gli eserciti ‘privati’ e i contractor dell’ENI, ci sono gli uomini dei servizi segreti; ma altro conto è mandare truppe d’occupazione. Non solo: in ballo ci sono una quantità di interessi sotto forma di materie energetiche. C’è il serio rischio che quella che era una volta la Libia si frammenti in almeno tre grandi aree: la Cirenaica, la Tripolitania, il Fezzan. Un’ipotesi che andrebbe benissimo a Francia e Regno Unito: le loro compagnie petrolifere, Total e BP avrebbero tutto da guadagnarci. Andrebbe bene anche all’Egitto, voglioso di mettere le mani sulla Cirenaica, alla Russia di Vladimir Putin; e perfino agli Stati Uniti, la cui politica estera negli ultimi anni è comunque un misto di velleità, impotenza, incomprensione dei fenomeni. Gli unici che hanno di che rimetterci? L’Italia. Una Libia spaccata in due o in tre taglierebbe fuori l’ENI, tuttora operante con le piattaforme in mare a Bahr Essalam. E si correrebbero seri rischi per il giacimento di Wafa, al confine con l’Algeria.

Una difficile gatta da pelare; e non la sola. Palazzo Chigi dovrà esaminare nelle prossime settimane numerosi dossier. Alla Farnesina c’è da sostituire il dimissionario Michele Valensise, fino a ieri potente Segretario Generale; e sono in scadenza i vertici della Polizia, della Guardia di Finanza, della Marina, dell’Aeronautica, dei servizi di sicurezza … Ecco: ora pensate davvero che Renzi si preoccupi più di tanto delle polemiche accese da D’Alema, Bersani e compagnia protestante?

 

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