martedì, Aprile 20

Ministre e Cardinali nel Paese della Geometria

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Accosto alcuni eventi apparentemente scollegati tra loro ma in realtà parte della stessa regione oscura che risucchia e diseduca il Paese.

Il primo, per distacco, è il tristissimo romanzo del superattico abitato dal cardinale Tarcisio Bertone. Non vale neppure la pena di raccontare la trama, soprattutto dopo che i vertici dell’ospedale Bambin Gesù si sono premurati di far sapere all’opinione pubblica di avere investito 400 mila euro nella ristrutturazione dell’enorme appartamento e di averne informato per tempo il cardinale. Costui, platealmente smentito, invece di sprofondare dalla vergogna, precisa che ci sono almeno 30 cardinali in condizioni migliori delle sue e ripete che non mollerà l’osso. Chissà cosa direbbe il suo principale, quello nato in un tugurio duemila anni fa.

La piazza d’onore spetta ad una porcheria passata quasi sotto silenzio. Si tratta della nomina del figlio del Sottosegretario Tonino Gentile, Andrea Gentile, nel Cda dell’Istituto Nazionale dei Tumori, da parte di Beatrice Lorenzin. Si avete capito bene, la stessa Ministra che vorrebbe istituire la pena di morte, solo se fosse possibile, per chi fa ricorso all’utero in affitto. Persona sensibile, questa signora, ad argomenti alterni naturalmente.

Sul gradino più basso del podio la storiaccia che ha generato le dimissioni, tristi pure loro, della Ministra Federica Guidi. Il trionfo della contiguità, e soprattutto tanta naturalezza, come se favorire il fidanzato fosse la cosa più normale del mondo.

La medaglia di legno va, invece, al sindacalista campano della Uil Trasporti, che incassa una mazzetta da un imprenditore offrendo in cambio pace sindacale. Per le cifre in gioco questo caso risulta persino patetico, quasi come non pagare il canone della Rai, ecco perché il sindacalista cade fuori dal podio, sebbene per un’inezia.

Intendiamoci, non si tratta di eccezioni, e soprattutto, proprio questo è l’aspetto tragico, nessuno di noi è forse in grado di stabilire una cesura netta tra il proprio comportamento e quello dei protagonisti appena presentati, perché ognuno subisce il contagio dell’ambiente in cui si muove e, a sua volta, contribuisce a inquinarlo.

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