lunedì, Luglio 26

Ministero della transizione ecologica: attenzione alle trappole Ad un successore del Superministro potrebbe venire in mente di dare più peso ad una delle altre due componenti a scapito di quella ambientale, e cioè a quella infrastrutturale o energetica e quindi alla fine l’ambiente potrebbe essere ingurgitato

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Il nuovo super Ministero della Transizione Ecologica nasce sotto i più grandi auspici e per lui sono previste magnifiche sorti e progressive, ma… C’è unmache riguarda il futuro.

Infatti il super Ministero accorpa parti di ambiente, infrastrutture e sviluppo economico. Sulla carta dovrebbe guidare la transizione verso una economia pulita, libera dal carbone e dal petrolio, cioè ‘decarburizzata’.

Bisogna fare attenzione perché ad un successore del Superministro potrebbe venire in mente di dare più peso ad una delle altre due componenti a scapito di quella ambientale, e cioè a quella infrastrutturale o energetica e quindi alla fine l’ambiente potrebbe essere ingurgitato.

Nessuno si è posto la domanda se stiamo in realtà aprendo quella che in informatica si chiama backdoor, cioè una porta d’entrata nascosta che diverrebbe poi il punto debole da cui entrare?

La cosa è già successa, ad esempio, in Francia dove è stato fatto il superministero e poi il ministro ambientalista se ne è dovuto andare.

L’unica possibilità di resistere ad un cambio di direzione sarebbe quello di fare della green economy la stella polare economica, come in effetti è il volere della UE, ma è difficile poi convincere chi ha investito miliardi negli idrocarburi a mollare.

Spesso l’eterogenesi dei fini è un agguato e prende il sopravvento col risultato che ci si ritrova dalla parte opposta di dove, sulla carta, si vorrebbe andare.

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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