venerdì, Maggio 14

Mille radio sul web vogliono crescere Intervista a Fabrizio Mondo, studioso di mass media online

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Non esiste ancora una stima ufficiale che quantifichi le radio italiane online, ma sulla base di alcuni dati incrociati, attraverso aggregatori mondiali, si può dire che ne esistano senza dubbio più di mille.

Gli aggregatori, come Tune-in, Streema o Zeptle, e le directory dei server, come Shoutcast o Icecast, sono infatti i ‘luoghi’ dov’è possibile addentrarsi nell’ambiente delle web radio.

Fabrizio Mondo è un ingegnere informatico trentenne di Palermo. Appassionato di media online, negli ultimi dieci anni li ha studiati sotto il profilo dell’evoluzione tecnologica e strutturale. Con una particolare attenzione verso le web radio, ha scritto il libro ‘Creare e gestire una web radio professionale’ (Dario Flaccovio Editore, Palermo). Si tratta di guida ragionata che aiuta le radio e le web radio a migliorare il loro rendimento su Internet. Mondo, inoltre, ha ideato e fondato Zeptle, un aggregatore numerico per catalogare radio e web radio.

 

Fabrizio Mondo, le radio sul web si stanno sviluppando?

Le web radio esistono da molto tempo. La loro nascita è quasi parallela alla stessa nascita della Rete, ma il loro momento arriverà in modo quasi inavvertito, tramite una loro sempre maggiore integrazione nella vita dell’ascoltatore radiofonico tradizionale. Oggi sicuramente viviamo un periodo in cui il miglioramento della connettività mobile e, in generale, il potenziamento di Internet crea alle web radio una pista molto più agevole per decollare.

 

Grandi, piccole, strutturate o soltanto amatoriali, con capacità di programmazione professionale o carenti di tutto questo. Com’è fatto in Italia il sistema delle radio online?

Il settore della web radiofonia italiana è talmente vasto e liquido che è veramente complicato creare un’istantanea attendibile. Esistono varie categorie di web radio: quelle create con mezzi gratuiti da persone con scarse competenze tecniche e di conduzione, che sono fatte principalmente per diletto, spesso non in linea con le regolamentazioni di settore, che accolgono un pubblico molto vicino spazialmente e sentimentalmente al creatore della web radio. Esistono anche realtà maggiormente complesse e non necessariamente amatoriali, composte da persone che conoscono i trucchi della radiofonia tradizionale e li hanno traslati alla radiofonia su Internet. I loro prodotti editoriali non hanno nulla da invidiare a moltissime radio locali in modulazione di frequenza. Il settore della web radio è anche costituito dalle stesse radio classiche, che hanno tutte una loro trasposizione su Internet.

 

Ci sono delle norme oppure ognuno si fa la webradio che vuole?

Esistono tante regolamentazioni che possono riguardare la fiscalità, il diritto d’autore e la moralità pubblica. Chi trasmette musica coperta da diritto d’autore è tenuto a regolamentarsi con gli enti di tutela, in primis la SIAE, ma nel mondo delle web radio questo è un argomento particolarmente controverso. Per il resto valgono le regole fiscali proprie di qualsiasi attività economica. Bisogna ricordare anche che il fatto di avere un pubblico limitato non giustifica in nessun modo la trasmissione di contenuti immorali o offensivi verso gli altri.

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