sabato, Aprile 17

Milizie Yazidi Chenal: nascita e futuro

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Di Saif Tawfiq Nusrat Ahermazi (Beirut Center for Middle East Studies) – Abbiamo parlato in precedenza della nascita della milizia cristiana Duikh Nusha sotto il controllo dell’organizzazione Daesh (Isis) su Mossul e del relativo sviluppo. In questa fase le minoranze più colpite sono state quelle che non professano la religione islamica o le sette che non accettano la dottrina adottata dall’organizzazione. Ma questo non è l’argomento del nostro articolo e l’obiettivo di questo incipit è cercare di capire le idee adottate dall’organizzazione e la loro influenza sulla formazione dei gruppi delle minoranze etniche e razziali in particolare nella periferia di Mosul – pianura di Ninive caratterizzata da una grande diversità.

Tra gli abitanti originari della pianura vi sono gli Yazidi che vivono a Sinjar. Ci chiediamo: Chi sono gli Yazidi e che religione professano?

Vi sono analisi contrastanti sull’origine e sulla religione di questa minoranza, siamo propensi a scegliere quella più verosimile allontanandoci dal dibattito sui dati discordanti. Essi appartengono etnicamente all’origine curda; per quanto riguarda la religione sono una parte restante della religione del mitraismo, che professa un ritorno a Dio (Mitra), a cui sono devoti i popoli (indo- iraniano, o indo-europeo), Dio della luce – Sole e protettore della verità e nemico della bugia e del peccato e descritto anche come il rappresentate del Sole. Essi vivono nella regione tra il fiume Dajla e la catena dei monti Zakrus, e il loro libro sacro ha un denominazione che tradotta dalla lingua curda significa nero. È una religione mistica e i fedeli considerano ‘al-Malak Taus’ (l’angelo pavone) il loro Dio e fanno reverenza alla statua in rame di Taus sotto forma di un pavone dalle dimensioni di un pugno; portano in giro questa statua per i villaggi per raccogliere fondi. Hanno un tempio nella valle Alhvi Sinjar chiamato tempio Lalash ed è l’unico tempio della religione degli Yazidi: è un luogo sacro situato tra alte montagne chiamate Petadhira, ricoperto di alberi di quercia e di noci.

Adi Bin Musafer è considerato il rinnovatore di questa religione, contemporaneo dello Stato degli Abbasidi. Gli Yazidi sono inoltre una setta circoscritta in Iraq e in Siria e con alcune rimanenze sparse in Turchia, Iran e Russia. Non vi sono statistiche precise sulla dimensione di questa popolazione e alcuni rapporti stimano che essa non supera le 800.000 anime, di cui 500.000 sono in Iraq e vivono a Sinjar, a Shaykhan e a Ba’shiqah e più di trentamila in Siria.

Dopo questa premessa sulla religione degli Yazidi e sulle loro origini è importante soffermarci sulle ragioni della nascita delle ‘forze di protezione di Chenkal’ e sul fine dell’istituzione di questa milizia. La denominazione delle forze di protezione – Chenkal deriva dalla città di Senjar situata ad ovest di Ninive ed è la traduzione letterale della parola curda (Shah Nakar Aw Shankal), parola formata da due parti: Shah Nik che significa oro e Al che significa la parte (la parte d’oro) così come si trova nei testi degli assiri ed è una prova della fertilità e della ricchezza della città di Sinjar.

Studi dimostrano che gli Yazidi hanno subito 72 stermini e degli ulteriori nel secondo decennio del XXI secolo, quando l’organizzazione Daesh ha preso il controllo su Mosul, su gran parte di Anbar, su Salah al-Din, Kirkuk e Diyala. Dopo che la minoranza ha annunciato la separazione da Daesh, quest’ultima ha sferrato un attacco sulla pianura di Ninive, caratterizzata da una grande diversità religiosa e etnica (Yazidi, cristiani e musulmani), fino a che numerosi Yazidi sono stati presi dall’organizzazione, donne e bambini imprigionati e molti uomini uccisi: il loro numero ammonta a più di 2000 Yazidi, caduti nelle zone che sono sotto il controllo di Daesh tra l’Iraq e la Siria.

A livello politico, gli Yazidi hanno un’unica deputata ossia Fian Dakhil che si è fatta sentire a livello internazionale e regionale nel suo invito a proteggere la sua setta dal genocidio da parte dell’organizzazione Daesh; quest’ultima ha dato origine al mercato della schiavitù per vendere le donne come degli idolatri a Dio. Per tale ragione si è investito nell’istituzione delle forze di protezione Chankal costituite dai figli di Sinjar e in particolare della religione Yazida.

E sono in addestramento le forze di protezione Shankal, le forze Peshmerga e le forze delle unità di protezione del popolo YPG conosciute localmente come Alabuggih o Bakkh, forze popolari curde specializzate nella protezione dei civili curdi di diverse sette in Siria.

Il numero delle forze di protezione Shankal ammonta a più di 2000 combattenti di cui più di 250 sono minorenni. Vengono guidati spiritualmente dallo sheikh Dawood Halu e militarmente da Haydar Cho e Qasim Cho.

Per quanto riguarda la loro dottrina nel combattere e i loro scopi, essi mirano a:

riprendere le loro donne rese prigioniere dall’organizzazione;

riprendersi la loro terra a Sinjar in cui si trova il più importante tempio (Lalsh) e che costituisce un grande simbolo  della loro religione;

all’autosufficienza nella protezione del loro popolo quale parte della regione del Kurdistan.

Infatti numerose forze di protezione Chankal hanno concluso il loro periodo di addestramento e hanno iniziato a combattere nella pianura di Ninive guadagnando terreno in molti villaggi. Coloro che fanno parte del settore amministrativo sono seguaci delle forze Peshmerga e in futuro saranno sulla stessa linea di quest’ultime come forza militare e di protezione dopo aver liberato Sinjar e dopo aver annunciato che la piana di Sinjar è una regione che appartiene alle minoranze col nome di regione Saraya, così come ha affermato il responsabile dell’intelligence americana che si trova nella regione del Kurdistan e che supervisiona le attività militari e offre sostegno all’intelligence delle forze curde.

 

Traduzione di Patrizia Stellato

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