sabato, Settembre 25

Milizie genocidarie nelle missioni di pace ONU Responsabilità delle Nazioni Unite o dei singoli governi?

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United Nations Opearation in Burundi Disarms Rebel Forces

Il rapporto consegnato il 29 aprile scorso  al Segretario Generale delle Nazioni Unite dal Movimento Nationale Burundese AbiguruBurundi riguardante i soldati burundesi che partecipano alle missioni di pace ONU nella Repubblica Centroafricana e in Somalia ha creato un vero e proprio terremoto politico a distanza di 26  giorni dalla denuncia fatta il 3 aprile 2014 dall’ufficio delle Nazioni Unite in Burundi della distribuzione di armi alle milizie Imbonerakure attuata dal Governo in preparazione di un genocidio nel paese. La notizia è stata per la prima volta diffusa dal sito di informazione dell’opposizione burundese Burundi24.

Il Movimento Nazionale Burundese è un network internazionale di cittadini burundesi creato il 5 settembre 2010 da Richard-Delvaux Ciramunda con l’obiettivo di partecipare al rafforzamento delle istituzioni democratiche ed interetniche in Burundi.

Il rapporto, frutto di dettagliate inchieste svolte nella Repubblica Centroafricana e Somalia presso i contingenti militari burundesi, rivela la massiccia presenza di miliziani Imbonerakure all’interno dei caschi blu. Vari ufficiali burundesi impegnati nelle missioni di pace in Centroafrica e Somalia e  intervistati dal Movimento Nazionale Burundese,  denunciano che il 45% dei soldati inviati dal governo burundese non appartengono alle Forze Armate ma alle milizie genocidarie Imbonerakure. Gli ufficiali intervistati hanno informato di essere controllati da commissari politici del partito al potere, il CNDD-FDD, che hanno il compito di impedire ogni fuga di notizie sulla composizione del contingente burundese nei due paesi africani.

L’inchiesta è stata svolta anche nella vicina Repubblica Democratica del Congo dove si sono scoperti dei campi di addestramento per le milizie Imbonerakure nella piana della Ruzizi e in altre località del Sud Kivu. I miliziani sono addestrati dall’esercito regolare congolese (FARDC) e dai veterani del gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR). Parte di questi miliziani addestrati in Congo sarebbero successivamente inseriti clandestinamente nelle forze di pace ONU facendoli passare per soldati regolari. L’inchiesta però non ha raccolto prove sufficienti a confermare le denunce ricevute della presenza di consiglieri militari francesi in questi campi di addestramento clandestini. La loro presenza è solo confermata nella capitale della Provincia del Nord Kivu, Goma.

Il rapporto conclude denunciando una frode finanziaria relativa al compenso elargito dalle Nazioni Unite ai soldati burundesi che partecipano alle missioni di pace (1.200 dollari mensili). Questi compensi sarebbero per la maggior parte incanalati in conti privati dei dirigenti del CNDD-FDD. I soldati burundesi riceverebbero meno di 300 dollari.

Le Nazioni Unite al momento stanno analizzando il rapporto, scegliendo un prudente silenzio.

Al rapporto del Movimento Nazionale Burundese è seguita la denuncia di Isidore Nibizi uno dei responsabili del gruppo armato d’opposizione burundese Fronte Nazionale di Liberazione (FNL) che sta contrastando militarmente l’attuale governo burundese dalle sue basi ad est del Congo. Isidore Nibizi afferma che la maggioranza dei miliziani Imbonerakure addestrati ad est del Congo verrebbero rimpatriati in Burundi e concentrati a Ndubura, nella foresta di Kibira, e nelle province di Kayanza e Muramvya dove vengono trasformati in disertori del FNL.

Questi presunti disertori del FNL si arrenderebbero alle autorità a gruppi di 50 persone diventando beneficiari del programma delle Nazioni Unite di disarmo e reinserimento delle milizie. Durante tutto il mese di marzo i media governativi hanno a più riprese annunciato la resa di disertori FNL.

«Il governo intende convincere l’opinione pubblica nazionale e quella internazionale della sua intenzione di favorire le negoziazioni politiche con il FNL in esilio per riportare la pace in Burundi. In realtà si stanno servendo delle istituzioni ONU per integrare le milizie Imbonerakure all’interno dell’esercito e della polizia. Smentisco categoricamente che il FNL stia subendo diserzioni di massa» afferma Isidore Nibizi.

A sostegno della dichiarazione di Nibizi giunge la notizia del riavvicinamento delle due fazioni del FNL, quella di Jacques Bigirimana (fautore della guerra ad oltranza) e quella di Agathon Rwasa (fautore della de-mobilizzazione del FNL e della sua partecipazione alla vita democratica del paese come partito politico). Secondo quanto dichiarato dal portavoce del FNL, Aimé Magera, le due correnti si starebbero riavvicinando adottando un compromesso politico che prevede il mantenimento dell’ala armata del FNL, operante al est del Congo ma un congelo delle attività militari per permettere al FNL di partecipare alle elezioni elettorali del 2015.

La denuncia del leader del FNL ha scatenato una violenta reazione del Governo Burundese principalmente rivolta contro l’Ufficio delle Nazioni Unite in Burundi.

«Questi sono i primi effetti del rapporto del responsabile della sicurezza dell’ufficio delle Nazioni Unite in Burundi. Isidore Nibizi ha solo approfittato dell’occasione per portare discredito al movimento giovanile del CNDD-FDD e nascondere le diserzioni di massa che si stanno verificando all’interno del FNL» dichiara Philippe Nzobonariba, portavoce del Segretario Generale del Governo Burundese.

La dichiarazione di Nzobonariba è stata rafforzata da un comunicato governativo, che colpevolizza l’Ufficio ONU in Burundi. «Il Governo vuole attirare l’attenzione del Segretario Generale delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza, loro richiedendo di prendere tutte le misure necessarie affinché questi gruppi di banditi non possano prendere come pretesto il rapporto del Rappresentante dell’Ufficio delle Nazioni Unite in Burundi, per destabilizzare il paese e farsi passare come dei Imbonerakure», recita il comunicato.

Come ultimo colpo di grazia arriva la notizia pubblicata Agence Bujumbura News che 900 genocidari ruandesi appartenenti alle milizie Interawame che attuarono il genocidio nel 1994 hanno ottenuto la cittadinanza burundese. Questi genocidari, ricercati dal governo di Kigali, si starebbero integrando all’interno delle Imbonerakure assicurando  l’addestramento alle tattiche genocidarie. Da notare che in Burundi, come in vari paesi del mondo, la cittadinanza è un processo individuale che non può essere trasformato in un processo collettivo. Il Governo Burundese ha scelto di non commentare la notizia.

Il rapporto consegnato al Segretario delle Nazioni Unite e la denuncia del leader FNL Isidore Nibizi rivelano una precisa tattica del Governo Burundese e del Presidente Nkurunziza di confidare alle milizie genocidarie Imbonerakure la difesa del paese con l’obiettivo di contrastare l’ancora nutrita presenza di soldati tutsi all’interno del esercito e il rafforzamento della collaborazione tra le Imbonerakure, il Governo di Kinshasa e il gruppo terroristico ruandese FDLR. Infiltrare gli Imbonerakure all’interno dei contingenti di pace ONU sarebbe in realtà un deliberato scambio di favori tra il governo e i leader di questa milizia che sono tutti regolarmente iscritti al CNDD-FDD.

Ora la parola spetta alle Nazioni Unite che hanno l’obbligo di attivare un’inchiesta internazionale e prendere severe misure qualora le accuse rivolte al Governo Burundese si rivelassero fondate. La presenza di milizie genocidarie all’interno della missione ONU in Centroafrica che dovrebbe impedire le pulizie etniche compiute dalle milizie cristiane contro la comunità mussulmana e all’interno del AMISOM che ha il compito di distruggere il pericolo terroristico regionale rappresentato da Al-Shabaab è intollerabile e in netto contrasto con i principi delle Nazioni Unite.

Occorre comunque specificare che fino al momento del dettagliato rapporto di denuncia qualsiasi tentativo di colpevolizzare le Nazioni Unite presterebbe il fianco a politiche strumentali e di parte. Le Nazioni Unite non possono essere ritenute responsabili della composizione dei vari contingenti offerti dai Stati membri. La responsabilità ricade unicamente sui singoli Governi. Un giudizio sarà possibile solo a seguito delle azioni che le Nazioni Unite decideranno di attuare o meno dopo l’avvenuta conoscenza della presenza di genocidari all’interno dei caschi blu.

Le Nazioni Unite hanno anche il dovere di aprire una seria inchiesta sui campi di addestramento in Congo gestiti dal esercito regolare e dal gruppo terroristico ruandese FDLR e di verificare chiaramente la posizione della MONUSCO e del suo capo Martin Kobler per comprendere come questa missione di pace in Congo possa tollerare l’alleanza sancita dal Governo di Kinshasa e il gruppo terroristico ruandese che ha evidenti ripercussioni sulla sicurezza regionale: dai tentativi di invasione del Rwanda agli addestramenti militari dei Imbonerakure, la milizia su cui si baserebbero i preparativi di genocidio in Burundi.  

Durante la visita nella Repubblica Democratica del Congo, avvenuta il 03 maggio scorso,  Segretario di Stato Americano John Kerry ha chiesto al Governo di Kinshasa e alla MONUSCO di prendere serie azioni per la distruzione del gruppo terroristico ruandese  FDLR manus militaris, aggiungendo che Washington è pronta a finanziare le operazioni di demobilizzazione dei ribelli con 100 milioni di dollari. Il Segretario di Stato americano ha inoltre espressivamente richiesto al Presidente Joseph Kabila di rispettare la Costituzione e di non presentarsi alle prossime elezioni. Gli Stati Uniti intendono  impedire una invasione delle FDLR in Rwanda,  una terza guerra panfricana in Congo ed attuare un cambiamento democratico di regime. La posizione adottata dall’amministrazione Obama va contro le logiche geo-strategiche francesi che mirano a riprendere il controllo della France Afrique nella regione. A seguito della visita di John Kerry a Kinshasa il Presidente Francois Hollande ha richiesto al Presidente Kabila un incontro a Parigi, previsto per il 21 maggio 2014.

Riguardo le Imbonerakure le Nazioni Unite devono seguire l’esempio del Governo americano che sta decidendo di inserirle nella lista dei gruppi terroristici internazionali a seguito di approfonditi studi effettuati dal The Beacham Group Terrorism Research & Analysis Consortium comunemente noto come Tracking Terrorism Org (Organizzazione di individuazione del terrorismo). Composto da 2.800 esperti internazionali questo organismo americano provvede le migliori informazioni ed analisi riguardanti attività terroristiche dirette ai Governi e ai Ministeri della Difesa internazionali. Parte di queste informazioni sono rese note al pubblico.

Il Traking Terrorism Org, riferendosi agli Imbonerakure (teoricamente l’ala giovanile del partito al potere CNDD-FDD) le definisce un gruppo terroristico presente su tutto il territorio del Burundi e operante in stretta collaborazione con il Governo Burundese. Secondo le informazioni fornite dal Traking Terrorism Org questa milizia è composta da ex ribelli CNDD-FDD attualmente disoccupati ed analfabeti. Gli Imbonerakure sono stati creai nel 2010.

Le relazioni tra Nazioni Unite e il Governo Burundese sono sempre più tese a seguito del “Fax del Genocidio” inviato dal Ufficio delle Nazioni Unite in Burundi e l’espulsione decisa dal governo burundese del Responsabile della Sicurezza Paul Dobbie avvenuta il 16 aprile 2014.

Sulla sua pagina Facebook l’Ufficio ONU in Burundi il Portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric riporta la preoccupazione del Segretario Generale sulla situazione in Burundi richiedendo al Governo Nkurunziza di prendere immediate azioni per fermare le violenze politiche e ristabilire il rispetto dei diritti umani. La dichiarazione di Dujarric è stata ufficializzata dal comunicato stampa del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite riguardante la situazione in Burundi.

 

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