mercoledì, Ottobre 20

Militari suprematisti, il pericolo nel ventre USA In vista del giuramento di Biden, il Pentagono tenta di identificare i suprematisti bianchi e altri estremisti di destra nei ranghi militari e della Guardia Nazionale. Un fenomeno ignorato per decenni

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Gli USA stanno trattenendo il fiato, in attesa di quanto accadrà domani, nel giorno del giuramento del 46esimo Presidente Usa, Joe Biden. Le immagini dei fatti accaduti il 6 gennaio al Campidoglio ancora sono negli occhi di tutti. Negli ultimi 10 giorni gli allarmi si sono intensificati, sotto attacco potrebbe essere Washington ma non solo, anche tutti gli altri 50 Stati del Paese. I supermatisti bianchi fedeli a Donald Trump potrebbero tentare altri attacchi. Ma la paura vera -i suprematisti tipo Jake Angeli lo ‘sciamano’sono il folclore o quasi- è per la fragilità della struttura portante della democrazia americana.Militari, politici, media, ovvero tre dei corpi essenziali del sistema, sono infiltrati, corrotti,malati di suprematismo. Il problema è capire fino a che punto. Un quesito che probabilmente richiederà anni per essere risolto.

Il Pentagono intensifica i propri sforzi per identificare eventuali suprematisti bianchi e altri estremisti di destra nei ranghi militari e della Guardia Nazionale alla vigilia dell’inaugurazione di Joe Biden, mentre gli agenti dell’Fbi stanno cercando di determinare quanti militari e veterani si sono uniti al violento assalto al Campidoglio del 6 gennaio. A riferirlo, in queste ore, è il ‘New York Times’.
L’obiettivo è evitare un eventuale attacco ‘dall’interno’ durante la cerimonia di domani a Washington per l’avvio ufficiale del mandato di Biden. Il segretario ad interim della Difesa, Christopher Miller, ha spiegato che, al momento, non sono state ricevute informazioni che indichino una ‘minaccia interna’, confermando che l’Fbi sta aiutando l’Esercito a monitorare gli oltre 25.000 membri della Guardia Nazionale dispiegati per la sicurezza dell’evento.

Le minacce interne sono state una priorità persistente delle forze dell’ordine americane negli anni successivi agli attacchi dell’11 settembre 2001. Ma nella maggior parte dei casi, i rischi maggiori per gli Usa sono sempre stati legati ad attività di insorti -anche locali- radicalizzati da al-Qaeda, dal gruppo dello Stato islamico o da movimenti simili.
Al contrario, le minacce contro l’inaugurazione di Biden sono state alimentate dai sostenitori del Presidente Donald Trump, militanti di estrema destra, suprematisti bianchi e altre organizzazioni radicali. Molti degli appartenenti a questi gruppi credono alle accuse infondate di Trump secondo cui le elezioni sono state vinte da Biden grazie a brogli, un’affermazione che è stata confutata da molti tribunali, dal Dipartimento di Giustizia e da funzionari repubblicani in molti Stati chiave. Ma che ugualmente è stata sostenuta e ripetuta in continuazione sia da politici vicini al Presidente, sia da media e social media.

Secondo il Segretario per l’Esercito, Ryan McCarthy, numerosi membri dell’Esercito erano presenti a quell’evento, ma non è chiaro quanti fossero numericamente, o chi possa aver partecipato all’irruzione in Campidoglio. L’inchiesta sull’assedio, ancora nelle sue primissime fasi, ha identificato almeno sei sospetti con legami militari tra le oltre 100 persone che sono state prese in custodia federale. Tra loro, figurano un tenente colonnello dell’Aeronautica in pensione, originario del Texas, un ufficiale dell’Esercito della Carolina del Nord e un riservista dell’Esercito del New Jersey.

I fatti del 6 gennaio, o meglio le inchieste che su quei fatti si stanno conducendo, stanno minando la fiducia degli americani nelle forze armate (nel 2018, l’80% degli americani aveva dichiarato di avere fiducia nei militari). La maggior parte degli americani, infatti, non è consapevole dei collegamenti che i gruppi nazionalisti bianchi, che costituiscono alcune delle più gravi minacce terroristiche nel Paese, hanno con i militari. La maggior parte degli americani non sa molto del livello di nazionalismo bianco nell’Esercito. Le ricerche dimostrano, invece, che questi gruppi terroristici trovano nuovi membri e sostegno nelle forze armate statunitensi, affermano i ricercatori. Secondo un sondaggio del 2019 condotto da ‘The Military Times, il 36% dei membri in servizio attivo che sono stati intervistati ha riferito di aver visto segni di nazionalismo bianco o ideologia razzista nelle forze armate statunitensi – un aumento significativo rispetto all’anno precedente, quando il 22% ha riferito di aver assistito a questi opinioni estremiste.

Dal 2018, i suprematisti bianchi hanno condotto più attacchi letali negli Stati Uniti di qualsiasi altro movimento estremista interno.
Lo scorso anno il Department of Homeland Security (DHS) ha riconosciuto la crescente minaccia rappresentata dal terrorismo suprematista bianco negli Stati Uniti. In un documento del 19 settembre 2019 (‘Department of Homeland Security Strategic Framework for Targeting Terrorism and Targeted Violence), pubblicato circa due mesi dopo che un uomo in Texas ha ucciso 22 persone a El Paso per fermare la ‘sostituzione culturale ed etnica’ dei bianchi gli Stati Uniti, il DHS riconosce che «l’estremismo violento suprematista, un tipo di estremismo violento di matrice razziale ed etnica, è una delle forze più potenti che guidano il terrorismo interno».
Il gruppo
Proud Boys, ad esempio, a cui si è rivolto il Presidente Donald Trump nel primo dibattito presidenziale del 2020, include veterani e membri del servizio in servizio attivo. I membri del gruppo, sono tenuti a praticare violenza fisica prima di unirsi al gruppo medesimo.

I legami attuali tra le forze armate statunitensi e i nazionalisti bianchi risalgono agli anni ’90.

Gli estremisti di destra che avvelenano i ranghi dei militari, o gli estremisti che usano la loro formazione militare per promuovere le loro ambizioni razziste e spesso violente, non sono un problema nuovo, né dei soli anni ‘90. Storicamente, molti dei leader più famigerati del movimento del potere bianco hanno prestato servizio nell’Esercito.

Frazier Glenn Miller ha prestato servizio per 20 anni nell’esercito degli Stati Uniti, inclusi due turni di servizio in Vietnam e 13 anni come berretto verde. In seguito, ha fondato i Carolina Knights del Ku Klux Klan e, con l’aiuto di soldati in servizio attivo, ha iniziato ad accumulare armi illegali e condurre addestramento militare. Miller, che ha anche fondato il White Patriot Party, aveva legami con The Order, l’organizzazione terroristica suprematista bianca i cui membri si occupavano di rapine di auto blindate e hanno commesso omicidi. Durante un processo per oltraggio criminale nel 1986, un testimone ha testimoniato di aver procurato armi ed esplosivi per Miller, tra cui 13 razzi anticarro perforanti, da personale militare. Miller in seguito ha scontato tre anni di prigione per il suo coinvolgimento in un complotto per uccidere il fondatore della SPLC Morris Dees. Nel novembre 2015, Miller è stato condannato a morte con l’accusa di omicidio dopo aver ucciso tre persone durante un attacco del 13 aprile 2014 contro strutture ebraiche a Overland Park, Kansas.

Un altro noto suprematista bianco, Louis Beam, che ha reso popolare il modello di ‘resistenza senza leader’ del terrorismo suprematista bianco che sta vivendo una rinascita in gran parte del movimento, ha prestato servizio come mitragliere di elicotteri nell’esercito durante la guerra del Vietnam. Poco dopo il suo ritorno, è entrato a far parte degli United Klans of America ed è diventato uno dei leader più influenti nel movimento del potere bianco negli anni ’80 e ’90. Ha mantenuto uno stretto rapporto con Richard Butler, il capo delle Nazioni Ariane che era lui stesso un veterano dell’esercito.
Il Northwest Front, un gruppo di odio nazionalista bianco che mira a costruire una patria bianca nel Pacifico nord-occidentale, è stato fondato dal veterano dell’esercito Harold Covington. E gli esempi potrebbero continuare.

Molti di questi leader hanno parlato apertamente del valore che l’addestramento militare statunitense aggiunge alle loro organizzazioni razziste.

I ricercatori non hanno dati affidabili su quanti membri in servizio attivo o veterani appartengono a gruppi nazionalisti bianchi. Ma i militari attuali sono sempre più consapevoli dell’influenza dei gruppi di estrema destra nei ranghi.
Nell’ultimo sondaggio di ‘
Military Times’, circa un quinto dei membri del servizio ha riferito di aver visto segni di nazionalismo bianco o ideologia razzista nella comunità militare. Questi includono l’uso casuale di insulti razziali e linguaggio antisemita, e persino esplosivi disposti deliberatamente a forma di svastica. Più di un terzo dei membri del servizio intervistati nel 2018 ha affermato che il nazionalismo bianco è una minaccia significativa per il Paese, che è più di quanto fosse seriamente preoccupato per le minacce provenienti dalla Siria, dall’Afghanistan o dall’immigrazione.

I nazionalisti bianchi con esperienza militare hanno commesso atti di violenza di solito dopo aver lasciato il servizio, come l’attentato di Oklahoma City del 1994 e la sparatoria di massa del2012 in un tempio sikh del Wisconsin.

Ma anche il personale in servizio attivo è stato coinvolto nell’attività nazionalista bianca. Nel luglio 2018, un nazionalista bianco è stato licenziato dal Corpo dei Marines per il suo coinvolgimento in gruppi di odio, inclusa la partecipazione alla protesta del 2017 ‘Unite the Right’ a Charlottesville, Virginia.

Nel febbraio 2019, un ufficiale della guardia costiera di stanza presso la sede dell’agenzia è stato arrestato e accusato di accumulare armi come parte di un piano per iniziare una guerra razziale.

Nell’aprile 2019, un’indagine di ‘Huffington Post’ ha rivelato che almeno 11 membri di vari rami militari erano sotto inchiesta per coinvolgimento in un gruppo nazionalista bianco.

Nel settembre 2019, un soldato dell’Esercito che aveva espresso sostegno per l’estremismo di destra è stato arrestato dopo aver condiviso istruzioni sulla fabbricazione di bombe con agenti sotto copertura. Quello stesso mese, un sergente capo dell’aeronautica militare che era stato coinvolto in un gruppo di suprematisti bianchi è stato retrocesso, ma gli è stato permesso di continuare a servire .

Nel giugno 2020, un soldato dell’Esercito è stato accusato di reati di terrorismo dopo aver divulgato informazioni sensibili sulla sua unità a due gruppi suprematisti bianchi, incluso uno che promuove lo stupro e l’omicidio come parte della sua ricerca di una guerra razziale.

Il pubblico americano è rispettoso dei militari e si fida come istituzione. I gruppi e le ideologie nazionaliste bianche ottengono una spinta di credibilità e legittimità attraverso i loro legami con le forze armate. I civili spesso prendono spunto dalle dichiarazioni e dalle azioni di coloro che hanno prestato servizio militare.

Se è vero che i vertici militari sono accusati di sottovalutare il problema e in alcuni casi, non rari, di ignorarlo volutamente, la politica nel corso degli anni non ha fatto di meglio, come spiega un rapporto di SPLC.

In ultimo, nel 2019, la Camera dei Rappresentanti ha approvato l’obbligo di sottoporre a screening potenziali arruolati militari per segni di nazionalismo bianco, come parte della dotazione di bilancio annuale del Pentagono. Ma il Senato ha rimosso tale disposizione prima di inviare il disegno di legge alla Casa Bianca per la firma del Presidente.

Tra i problemi che Biden si troverà a dover affrontare per riuscire davvero a riunificare e riappacificare il Paese, tornando a farlo grande e credibile sullo scenario internazionale, ci sarà quello di sradicare dalle forze armate questo cancro. 

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