lunedì, Giugno 21

Milano: scompaiono i cinema

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Le sale cinematografiche spariscono dal centro, ma in periferia i multisala forniscono solo una programmazione appiattita sul cinema più commerciale…

In realtà a Milano si stanno muovendo molte cose. Penso all’esperienza del cinema Beltrade, per esempio, che non è collocato in zona centrale e sta proponendo film di grandissima qualità. Penso all’istituto Martinitt, che sta affiancando all’esperienza teatrale della propria sala anche un’esperienza cinematografica non spietatamente commerciale. Penso all’eroica resistenza, anche premiata alla scorsa edizione di Venezia, di Antonio Sancassani e del cinema Mexico, che svolge una funzione molto importante in un luogo periferico. E poi mi ricollego a quanto dicevo prima: il fatto che la Fondazione Prada e il Mudec abbiano delle sale ci deve far riflettere sul fatto che la promozione di una cultura cinematografica ‘alta’ passerà sempre più spesso da luoghi alternativi al cinema di vecchio stampo. Tra l’altro dobbiamo fare i conti su un evento in costruzione: l’ampliamento dell’Anteo, che sta lavorando in collaborazione con il Comune a ingrandire la sua attuale sede, e potrà realizzare un forte aumento dell’offerta, nel cuore di quello che oggi è il quartiere più importante di Milano, pur nella prospettiva di uno sviluppo policentrico che la nostra città sta conoscendo. Anche le arene estive hanno trovato una dislocazione sempre meno centralizzata, per esempio presso il Mercato Metropolitano. È un fenomeno in espansione, bisognerà cercare di accompagnarlo virtuosamente, per fare in modo che nei tanti centri di Milano (preferisco non chiamarli più periferie) ci sia la possibilità di accedere a cinema di qualità.

macao

Che ne sarà delle tante sale milanesi chiuse da tempo, come il glorioso cinema De Amicis?

Il De Amicis è di proprietà di un soggetto privato, cui ritornò in possesso quando il contratto di affitto fu concluso. La situazione è intricata perché l’attuale proprietà, per quanto ne sappiamo, non ha alcuna intenzione di svolgere attività cinematografica. L’unica sala in mano al Comune di Milano è l’Orchidea, che ci è stata consegnata in condizioni di abbandono. Nel piano triennale delle opere abbiamo inserito la ristrutturazione dell’Orchidea, abbiamo terminato il progetto definitivo e siamo vicini alla fase di appalto dei lavori. Quando saranno partiti ci sarà anche un appalto per decidere chi dovrà gestire quella sala. Il percorso è stato allungato perché l’intervento di ristrutturazione si è dimostrato molto più complesso el previsto, anche a causa dello stato di abbandono in cui versava la struttura.

Il suo collega Pierfrancesco Maran, assessore alla viabilità, ha dichiarato: “Sicuramente il Cinema Apollo mancherà a molti di noi, però credo anche che l’apertura di Apple sia una notizia molto positiva per Milano”. Dovendo scegliere tra Apple e il cinema, da che parte sta?

Penso che una città come Milano debba garantire tutte le funzioni. Consentire a un operatore commerciale di rilevanza planetaria di aprire un punto vendita importante in città, ma nel contempo garantire l’esistenza di un cinema di qualità come Apollo. Il problema è che molte di queste decisioni rimangono in mano all’autonomia e alle scelte di soggetti privati. Peraltro il fatto che Apple abbia deciso di aprire un suo punto vendita è un ulteriore elemento di reputazione per Milano, e fa percepire chiaramente come a livello internazionale anche per un operatore di importanza mondiale come Apple sia impossibile prescindere dalla città.

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