lunedì, Giugno 21

Milano: scompaiono i cinema

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Assessore, una petizione firmata da molti milanesi è stata inviata anche a lei chiedendo di fare qualcosa per evitare la chiusura del cinema Apollo. Come risponde?

Penso che quella petizione, di cui peraltro condivido alcuni elementi, sia stata mandata all’indirizzo sbagliato. Va mandata soltanto a Immobiliare Cinematografica, la società proprietaria dell’immobile che ha deciso questo cambio di destinazione, pur essendo al 50% socia della gestione dell’Apollo con Anteo S.p.A. Trattandosi di una transazione tra soggetti privati, i cittadini che giustamente lamentano la deprivazione che questo può causare nel tessuto culturale della città devono rivolgersi a chi l’ha deciso, che spero possa rifletterci sopra.

Ci sono politiche praticabili per evitare la sparizione dei cinema dal centro?

Per quanto riguarda il Comune di Milano, disponiamo di due leve. La prima è quella di natura fiscale, che abbiamo già usato nel 2014 con un emendamento al bilancio che abbassava al livello minimo consentito la tassazione locale che gli esercenti cinematografici devono al Comune, per garantire loro un maggiore margine di utile. L’altra leva è quella delle convenzioni: chiediamo agli operatori privati che compiono trasformazioni urbanistiche importanti sulla città interventi di restituzione di funzione pubblica: scuole, teatri, parchi e anche cinema. Sta poi all’intelligenza dei soggetti privati in grado di gestire una sala approfittare di questa opportunità.

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C’è chi sostiene che la visione dei film ormai si compie su DVD o in streaming, e che le sale cinematografiche sono irreversibilmente condannate alla sparizione…

No, la sala cinematografica ha una funzione importantissima, connessa alla ritualità sociale della condivisione del film. La sala consente alle persone di fare un’esperienza culturale importante, e di farla insieme. Quindi anche di scambiarsi opinioni, discutere del film che si è appena visto o del prossimo che si andrà a vedere. Bisogna però riconoscere che è cambiata moltissimo la natura delle sale: ci sono stati grandi cicli di trasformazione, come quello alla fine degli anni Ottanta, che modificò progressivamente i cinema da monosala a multisala. Oggi i multisala sono dati per scontati, ma allora erano rivoluzionari.

Quindi, come cambierà il cinema nel futuro?

Non sono un tecnico, però posso fare qualche osservazione su come li immagino trasformarsi. In primo luogo cambierà la programmazione. Oggi hanno successo quei cinema che dialogano col pubblico proponendo una programmazione estremamente diversificata, anche ne l corso della giornata: non si basano più sulla proiezione massiva dello stesso titolo, ma articolano la programmazione diventando un po’ “canale” e non più “cinema”. In secondo luogo, la visione del film diventerà il centro di una serie di attività che le staranno intorno. In questo senso i festival cinematografici radicati nella nostra città, quelli che il comune può sostenere attraverso forme di contribuzione economica diretta, sono importanti perché creano una relazione sempre più consapevole e responsabile col fatto cinematografico, che passa attraverso l’organizzazione di eventi che permettono ulteriori modi di approfondimento rispetto alla visione cinematografica. È preziosissima l’attività della Fondazione Cineteca, che in collaborazione con il Comune gestisce due sale importanti. Infine, immagino le sale sempre più spesso collocate in centri polivalenti. Quando la Fondazione Prada ha aperto la sua nuova, bellissima sede in convenzione col Comune, un elemento centrale della sua proposta è una sala cinematografica, che entra in dialogo con le mostre, le conferenze, l’esposizione permanente. Il progressivo meticciamento dei diversi linguaggi evidentemente genera anche una relazione diversa tra il luogo e le funzioni culturali ad esso parallele. Ritengo che da questo punto di vista sia molto interessante il nostro esperimento di via Novara, che tra due anni finalmente aprirà e potrà essere valutato: un centro culturale polivalente dotato di teatro, sale prova, e anche di un cinema.

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