mercoledì, Agosto 4

Migrazioni: universi umani in movimento La risposta non può che essere militare per un verso, culturale per l’altro

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La storia degli insediamenti umani è storia di migrazioni. Dettate dalla necessità della ricerca di spazi, che presentassero condizioni di prospettiva buone, per potere vivere al meglio nei luoghi prescelti. Alcuni dei parametri fondamentali, per addivenire all’identificazione del luogo, erano quelli della sicurezza e delle potenzialità espresse dal territorio di poter dare frutti nella misura sufficiente a sfamare i componenti del gruppo di coloro i quali avevano scelto il luogo in oggetto per insediarvisi. Per quanto riguarda la sicurezza, per fondare future città, si sceglievano posti collinari, o comunque che potessero consentire ampia visibilità, tale da consentire l’azionarsi di tempestivi meccanismi difensivi, contro potenziali aggressori. Tutto questo venne a verificarsi, grazie a una delle rivoluzioni più importanti della storia dell’uomo. La nascita, e l’affermarsi dell’agricoltura. Le fonti storiche la individuano in un periodo databile circa 11.400 anni fa nel Mar Mediterraneo e per essere più precisi in Egitto.
Dall’uomo nomade all’uomo coltivatore. Passaggio di enorme rilievo, gravido di evoluzioni in ogni settore delle relazioni umane. I primi fenomeni di urbanizzazione prendono corpo da questo fenomeno, con tutti i fenomeni giuridici che ne derivano, tanto per dirne una. Da questa vera e propria elaborazione di civiltà che ben presto diventerà un modello di vita. Quello della stanzialità, rispetto al nomadismo diventerà assolutamente preponderante.

A dispetto di ciò, è sotto gli occhi di tutti, il drammatico sradicamento che stanno subendo milioni di persone, a causa di fame, sete, guerre, o semplicemente per la ricerca di un futuro migliore. Antiche motivazioni che si ripropongono oggi.

Il mondo occidentale, è rimasto semplicemente attonito, intorpidito nell’operare le reazioni più adeguate di fronte alla grandezza delle proporzioni che il fenomeno sta assumendo. Esodi dal sapore biblico stanno attraversando il Vecchio Continente, lasciando dietro di se, divisioni e incomprensioni accese, tra i Paesi stessi componenti dell’Unione Europea. Le immagini riportate dai media, sono quasi sempre da ‘girone dantesco’.
E’ sicuramente un emergenza, che ha preso completamente in contropiede gli Stati dell’Unione Europea. A nulla sono valsi i segnali d’allarme rappresentati dalle dolorosissime vicende inerenti alla vera e propria ‘tratta dei disperati’ operata dalle mafie degli scafisti sulle coste del Mediterraneo. Con tutti i luridi interessi economici che ruotano intorno ad essi.

Ritengo che la situazione vada analizzata freddamente, con la spietata determinazione che deve avere necessariamente un chirurgo nell’adempimento dei doveri connaturati alla sua professione.

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