domenica, Settembre 19

Migrazioni, Renzi: approccio globale europeo

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A Firenze il Presidente del Consiglio Matteo Renzi riceve il Premier maltese Joseph Muscat, l’incontro verte sulle migrazioni e le politiche europee da tenere in merito. L’appuntamento per un summit euro-africano è a novembre, nel frattempo l’Unione non si deve solo «commuovere ma muovere», dice Renzi riferendosi alla foto shock del corpo del piccolo Aylan riverso in spiaggia senza vita. A Palermo commemorazioni per il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa in occasione del trentatreesimo anniversario della sua uccisione per mano della mafia, il ricordo delle istituzioni. E a Roma, in serata, manifestazione contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nella Capitale, ma disertano Lega e MoVimento 5 Stelle. Polemica a distanza fra Massimo D’Alema e Renzi, accusato di aver danneggiato l’immagine del Partito Democratico.

«Malta e Italia pensano che non ci sia alternativa a salvare tutti quelli che rischiano di morire e questo lo stiamo facendo insieme, con tutte le difficoltà del caso». Così il Primo Ministro Matteo Renzi in conferenza stampa congiunta con il pari grado maltese Joseph Muscat. «Questa non è solo un’emergenza, continuerà a lungo e richiede un approccio globale ed europeo». Il discorso non può non virare sulla foto shock proposta in prima pagina dal Manifesto, con il cadavere di Aylan, tre anni, annegato vicino la costa turca nel tentativo di fuggire da Kobane. «Le immagini stringono il cuore, l’Europa non può perdere la faccia, deve dare una risposta unitaria che parta dal diritto d’asilo europeo, iniziative sull’accoglienza e gestione dell’emergenza. L’Europa non si può solo commuovere, si deve muovere». Proprio a Malta, l’11 e 12 novembre, si terrà un vertice euro-africano «dedicato al tema della gestione dei migranti ma anche della strategia di sviluppo per il Mediterraneo e l’Africa», anticipa Renzi, che poi rassicura sulle cifre di richiedenti asilo: «in Italia è lo stesso numero dell’anno scorso. Se si smette di rincorrere la demagogia l’emergenza si può gestire».

Intanto su ‘RaiNews24‘ il Ministro dell’Interno Angelino Alfano si dichiara soddisfatto che «finalmente Germania e Francia si sono associate a noi nella richiesta di un’equa distribuzione di tutti i profughi a livello europeo. Non ci si può chiedere ancor oggi di ritirare la mano se qualcuno sta per annegare in mare, è una violenza contro le nostre coscienze di uomini e non di politici o uomini delle istituzioni». Immancabile la frecciata al leader della Lega Nord Matteo Salvini, «dovrebbe innanzitutto dire che il Cara di Mineo lo ha aperto la Lega, questa è una verità storica. Dopo di che, crediamo che speculi sui morti, che sia l’espressione di un razzismo che oggi è il germe e il seme più pericoloso per tutta l’Europa». Dall’Expo, ospite del National Day della Somalia, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti continua la difesa dell’accordo di Schengen sulla libera circolazione, «tornare indietro e costruire muri e fili spinati ci riporta ad anni che l’Europa aveva dimenticato e non possiamo in nessun modo rievocare».

Anche Forza Italia corregge la sua posizione a riguardo, il vicepresidente dell’Europarlamento Antonio Tajani ha consegnato al Presidente del Partito Popolare Europeo Joseph Daul un documento che riassume l’idea degli azzurri sull’immigrazione. «L’Europa cristiana non può voltare le spalle alla tragedia in atto. Bisogna mettere in campo investimenti importanti, azioni mirate efficaci e soprattutto occorre un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i Paesi interessati per dare necessaria accoglienza a chi ne ha bisogno e diritto», si legge. Nessuna marcia indietro su Schengen, «sarebbe un grave errore», e «revisione di Dublino III anche attraverso regole comuni per un asilo europeo e la definizione di parametri condivisi per calcolare come devono essere ripartiti i rifugiati tra i vari Stati».

A Palermo è stato celebrato il trentatreesimo anniversario dell’omicidio di Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei Carabinieri ucciso dalla mafia insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Presenti le istituzioni dal ministro dell’Interno Angelino Alfano al sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando, messaggi arrivano anche dalle più alte cariche dello Stato. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda «l’inflessibile battaglia contro l’opera di organizzazioni terroristiche e criminali, per le nuove generazioni un grande esempio. Il sacrificio di uomini e donne impegnati nella lotta alla violenza mafiosa e nella strenua difesa dei principi democratici costituisce un costante e severo richiamo, per le istituzioni e i cittadini, a una comune offensiva contro ogni forma di criminalità organizzata e le sue ramificazioni nel tessuto sociale». «Dalla Chiesa può insegnare ancora molto», aggiunge il Presidente del Senato Pietro Grasso, «il tempo non potrà mai cancellare il ricordo del turbamento unanime suscitato da quell’evento», continua il Presidente della Camera Laura Boldrini, «Dalla Chiesa fu uno dei primi a comprendere pienamente la necessità di combattere la mafia in modo globale, affiancando all’azione investigativa e repressiva una capillare azione culturale».

Invece a Roma, in quella piazza San Giovanni Bosco teatro del funerale del boss Vittorio Casamonica, si terrà in serata una fiaccolata contro le mafie indetta dal presidente nazionale e commissario straordinario romano del Partito Democratico Matteo Orfini. Nonostante la volontà di fare una manifestazione senza colori, al di là degli schieramenti politici, Lega Nord e MoVimento 5 Stelle confermano la loro opposizione ed assenza. «Non partecipiamo perché ho paura che camminiamo accanto a qualcuno del Pd che il giorno dopo viene arrestato. Con loro non si sa mai chi sarà il prossimo ad essere preso, bisogna dargli poca confidenza», attacca Roberta Lombardi. «La manifestazione è una pagliacciata, il massimo del grottesco. Manifestano contro la mafia a Roma quando la mafia a Roma ha come referente politico, in questo momento, proprio il Pd». Dal Carroccio critiche tramite la deputata Barbara Saltamartini, «piazza allestita per dare protagonismo al sindaco commissariato di ritorno dalle vacanze. È un’iniziativa episodica e tardiva, una toppa per rifarsi bella l’anima. La battaglia per la lotta e il contrasto alla mafia e al malaffare non si fa con una manifestazione, con le parole, tantomeno con le passerelle come quella di Ignazio Marino», appena rientrato dalle vacanze negli Stati Uniti e ai Caraibi.

E all’interno del Pd duro affondo di Massimo D’Alema contro il Segretario e Premier Matteo Renzi, «non ho mai svilito la nostra storia comune come sta facendo Renzi», dichiara D’Alema a ‘Il Corriere della Sera‘. «Vero che in passato il centrosinistra ha conosciuto divisioni, ma oggi si rischiano lacerazioni ben più drammatiche». Più grave della «rottura politica» c’è quella con l’elettorato, «difficilmente il Pd potrà recuperare. Non lo dice un gufo, lo dice uno che resta nel Pd seppur maltrattato». Una questione di toni, «c’è qualcosa in Renzi che va al di là delle scelte politiche, è proprio questo tono sprezzante e arrogante verso le persone del nostro stesso mondo, verso la nostra stessa storia. Renzi dovrebbe riconoscere quel che ha avuto in eredità, come l’Expo, avuto in eredità dal Governo Prodi senza avere il buon gusto di dire almeno grazie. Il Pd sta abbandonando molti valori della sinistra ma non i metodi dello stalinismo», sostiene D’Alema riferendosi agli «insulti ricevuti per aver fornito in un dibattito qualche dato oggettivo: nei sondaggi siamo precipitati dal 41 al 32% e le regionali hanno confermato la tendenza. Per ordine dall’alto è iniziato un linciaggio».

 

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