domenica, Maggio 16

Migranti, Ungheria si tira fuori dal Patto dell’Onu Moavero Milanesi: 'L'italia non riconosce l'annessione russa della Crimea'. Siria, attentati Isis

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L’Ungheria ha abbandonato il Patto sull’immigrazione delle Nazioni unite. Ad annunciarlo il ministro degli esteri Peter Szijjarto: «La nostra posizione è incompatibile con il pensiero dell’Onu sulla questione. L’Onu pensa che la migrazione sia una cosa da incoraggiare in vari modi, ed è un diritto fondamentale, mentre secondo l’Ungheria è una minaccia per il mondo e per l’Europa in speciale. E’ una cosa innaturale di aiutare il ricambio delle popolazioni fra continenti, l’Onu dovrebbe invece favorire la cessazione delle migrazioni, e non concentrarsi solo sui diritti dei migranti».

Intanto la Commissione europea ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti del valore di 400 milioni di euro per l’istruzione ai rifugiati siriani in Turchia. Si tratta della prima azione adottata dopo l’accordo fra gli Stati membri dell’Ue per finanziare ulteriori 3 miliardi di euro per i rifugiati nel Paese. I 400 milioni di euro verranno dati sotto forma di sovvenzione diretta al ministero della pubblica istruzione turco e serviranno a completare il progetto in corso sull’assistenza educativa che terminerà ad ottobre 2018.

Mentre dalla Bosnia arrivano conferme sul fatto che il governo intende schierare i militari ai confini per bloccare il flusso di migranti in marcia lungo la rotta balcanica: lo ha dichiarato il ministro dell’Interno bosniaco, Dragan Mektic, che ha detto anche che per schierare le truppe occorre una modifica alle leggi sulla difesa di Sarajevo e ha dichiarato che «l’Europa ha fallito il suo test sulla sicurezza», perché i movimenti dei migranti sono in larga parte controllati dalla criminalità organizzata e non dalle istituzioni ufficiali.

«Ho un’idea per l’Unione Europea: gli Stati Uniti e l’Ue dovrebbero abbattere tutti i dazi, le barriere e i sussidi!. Questo finalmente sarebbe il libero mercato e un commercio equo. Mi auguro che lo facciano, noi siamo pronti, ma non lo faranno». Con questo tweet il presidente americano Donald Trump torna a parlare di dazi. Ma dall’Europa stavolta sono pronti a tutto. Infatti si dice pronta a introdurre dazi, per un valore di 20 miliardi di dollari, sulle merci degli Stati Uniti nel caso in cui il presidente facesse scattare i dazi sulle auto prodotte in Europa. Lo ha affermato la Commissaria Ue al Commercio Cecilia Malmstroem.

Rimanendo in Europa, la Macedonia ha avviato i colloqui di adesione alla Nato. Una delegazione dell’Alleanza atlantica guidata dal direttore degli Affari europei e globali James McKee è arrivata oggi a Skopje per discutere con le istituzioni macedoni di diverse questioni. Entro un anno e mezzo ci sarà l’adesione ufficiale, che è comunque condizionata dalla piena attuazione del trattato con la Grecia, con la quale è previsto che si debba organizzare un referendum e attuare un cambiamento costituzionale in modo che entro la fine dell’anno lo Stato cambi il suo nome in Macedonia settentrionale.

«Il governo ritiene che vadano sempre rispettate le regole del diritto internazionale e l’Italia non ha riconosciuto le autorità regionali designate nel marzo 2014», aderendo alle sanzioni in accordo con quanto stabilito dall’Ue. Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi rispondendo al question time alla Camera sulla posizione del ministro Matteo Salvini che ha difeso la legittimità del discusso referendum sull’annessione russa della Crimea.

In Siria è di almeno 150 morti il bilancio provvisorio degli attacchi terroristici rivendicati dall’Isis e delle conseguenti sparatorie della città di Sweida di alcuni villaggi dell’omonima provincia del sud, dove i terroristi avrebbero preso dei civili in ostaggio. Isis che ha anche rivendicato l’attacco di Toronto avvenuto domenica sera, quando un uomo ha sparato in strada uccidendo una bambina di 10 anni e una ragazza di 18 per poi essere a sua volta ucciso in uno scambio a fuoco con la polizia.

Alti funzionari russi hanno protestato con i loro omologhi israeliani per l’abbattimento sopra al Golan di un Sukhoi dell’aviazione militare siriana. Secondo Mosca, l’aereo non aveva compiuto ‘provocazioni’ e dunque occorreva consentirgli di proseguire il volo. Il giornale precisa che da parte israeliana sono stati inoltrati a Mosca dettagli visivi che confermavano che era penetrato nello spazio aereo di Israele.

E di Siria parleranno domani Recep Erdogan e Vladimir Putin a margine del summit dei Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) a Johannesburg, dove il presidente turco sarà presente per un primo contatto di alto livello. «La situazione in Siria, che sia a Tal Rifat o a Manbij, non sta andando come speravamo. Gli unici posti dove le cose stanno andando nella direzione auspicata sono Afrin, Jarablus e Al Bab», ha detto Erdogan, che ha anche ribadito in no alle sanzioni all’Iran richieste dagli Usa. Sarebbe contro gli interessi nazionali di Ankara tagliare i rapporti con un vicino e partner strategico, fa sapere il presidente turco.

Chiudiamo con il Congo, dove l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato finita l’epidemia del virus Ebola. Il Commissario europeo agli Aiuti umanitari Christos Stylianides ha reso noto che «nuovi vaccini, usati nella Rdc contro l’Ebola, sono stati sviluppati con l’aiuto di borse di ricerca dell’Ue» e ha invitato poi a restare vigili.

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