martedì, Maggio 18

Migranti, UE pronta a rivoluzionare Dublino? La riforma non piace a Londra, che potrebbe accelerare i tempi del referendum sulla 'Brexit'

0
1 2 3


Secondo il Financial Times, l’Europa si prepara a rivoluzionare il Trattato di Dublino, cancellando la regola che impone ai profughi di chiedere rifugio nel primo Paese europeo raggiunto: vittoria per l’Italia ma disappunto del Regno Unito, che potrebbe accelerare il referendum sull’uscita dall’Ue. Quasi un milione i richiedenti asilo in Europa nel 2015, secondo un rapporto del Fmi. Attentati in Pakistan (assalto in un’università, 21 morti) e Afghanistan (autobomba all’ambasciata russa, quattro morti). L’Is rilascia 270 prigionieri ma distrugge il più antico monastero cristiano in Iraq. Crimini di guerra da parte dei Peshmerga curdi in Iraq, secondo Amnesty International. Siria, colloqui di pace il 25 gennaio a Ginevra. Calenda nuovo ambasciatore italiano all’Ue.

Migranti – L’Europa si prepara a rivoluzionare la normativa sull’asilo contenuta nel Trattato di Dublino, cancellando la regola che impone ai profughi di chiedere rifugio nel primo Paese europeo raggiunto. L’Italia ha sempre definito quest’obbligo una ingiustizia nei confronti dei paesi che si affacciano al Mediterraneo, i primi a dover accogliere e identificare i richiedenti asilo. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la Commissione europea proporrà a marzo una bozza di cambiamento radicale che stravolgerà per sempre la politica europea sull’asilo, consegnando l’onere maggiore ai paesi più ricchi dell’Europa settentrionale. Per Bruxelles si tratta di una corsa contro il tempo, anche per salvare Schengen. Martedì il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha dichiarato in allarme che l’Europa «ha solo due mesi di tempo per riprendere il controllo» della situazione altrimenti si manifesteranno ‘conseguenze gravi’. A rischio ci sono infatti le frontiere e la libera circolazione. Nei giorni scorsi anche l’Austria ha sospeso Schengen e il litigio sui controlli ai confini è ormai infinito.

Il superamento delle regole di Dublino è visto come un punto a favore di Roma, ma non piace certo al Regno Unito, che in base all’attuale obbligo per i migranti di chiedere l’asilo nel Paese di approdo può respingere almeno 1.000 profughi l’anno. Così, alle indiscrezioni del Financial Times che annunciano la decisione della Commissione di cestinare Dublino al vertice Ue di marzo, Londra replica facendo sapere che accellererà con i tempi del referendum sulla Brexit, la possibilità di uscire dall’Unione europea. L’annuncio della fine di Dublino, dato per decisione effettivamente presa a livello di Commissione, mette David Cameron in difficoltà. Così, scrive il Telegraph, il premier britannico lancerà un ‘round finale’ di trattative sulla Brexit a margine del meeting annuale del World Economic Forum a Davos. Il suo obiettivo è di assicurare un patto di rinegoziazione delle regole di adesione all’Ue per il suo Paese già entro febbraio: traguardo che ora diventa più urgente, proprio alla luce dei piani di archiviazione di Dublino.

In una lettera dello scorso novembre al presidente del consiglio Ue Donald Tusk, Cameron ha chiesto garanzie vincolanti sul piano legale che i 19 membri dell’Eurozona non prendano decisioni che possano influire sull’economia del Regno Unito e soprattutto un rafforzamento dei poteri dei Parlamenti nazionali per bloccare le normative Ue, la sospensione della libertà di circolazione per i cittadini dei nuovi Stati membri dell’Ue la sospensione per i primi quattro anni di residenza dei migranti Ue della possibilità di ottenere sussidi in Gran Bretagna. Richieste che in parte starebbero facendo proseliti in Europa, dopo le iniziali critiche, soprattutto sulla questione dei migranti, che prevederebbe anche la possibilità di chiudere le porte a nuovi arrivi in caso di particolare difficoltà. Una volta incassate le concessioni a cui punta, Cameron lancerà il referendum, che richiede per legge una campagna di 16 settimane, in modo da indirlo già a giugno.

I richiedenti asilo hanno raggiunto quota 995.000. In Italia pari a 77.970 Il numero di persone che, arrivate ai confini con l’Europa, hanno fatto richiesta di asilo «è senza precedenti nell’epoca recente» e il trend è destinato a continuare. Lo sostiene il Fondo monetario internazionale in un rapporto pubblicato oggi e intitolato «The Refugee Surge in Europe: Economic Challenges» (L’aumento dei rifugiati in Europa: le sfide economiche). Nel documento si legge che dal gennaio all’ottobre del 2015 sono stati 995.000 gli individui che hanno chiesto asilo in un Paese Ue per la prima volta, oltre il doppio di quanto registrato nello stesso periodo nel 2014. In una tabella l’Fmi calcola che in Italia le domande di asilo siano state 77.970 (dato calcolato includendo novembre), più delle 32.090 del Regno Unito (dato calcolato fino allo scorso ottobre) ma meno delle 476.649 della Germania e delle 162.877 della Svezia.

«L’incremento è stato più rapido in Germania, Ungheria e Svezia, in parte per ragioni geografiche (Ungheria) e in parte per il desiderio dei rifugiati di raggiungere Stati membri dell’Ue più prosperi e propensi ad accettare» migranti (Germania a Svezia). Anche la presenza consolidata di reti etniche ha giocato un ruolo nella scelta della destinazione, fa notare l’Fmi stimando che «il forte flusso di persone in cerca di asilo potrà persistere per un po’». Si stima che ci siano 8 milioni di persone che hanno dovuto abbandonare le loro case in Siria. Ad esse si aggiungono altri 4 milioni di siriani finiti in Paesi vicini. La Turchia, dice il Fondo, «gioca un ruolo chiave come primo Paese di transizione. Nell’Europa, Grecia e Italia spesso fungono da primo punto di arrivo per i rifugiati in arrivo via mare».  Nei primi 10 mesi dello scorso anno, siriani e persone dai Balcani hanno rappresentato rispettivamente un quarto e il 15% dei richiedenti asilo. Il 13% delle richieste è arrivato da afgani, il 9% da iracheni e il 4% da pachistani. L’Fmi sottolinea che la gran parte delle domande di asilo giunte da abitanti dei Balcani – calate vistosamente in autunno – è stato bocciato mentre oltre l’85% delle richieste da parte di iracheni e siriani è stato accettato.Il numero di richieste di asilo nel 2015, continua l’Fmi, ha superato il picco precedente raggiunto dopo la caduta del muro di Berlino e durante il conflitto nella ex Jugoslavia. Il massimo fu raggiunto nell’Ue nel 1992, quando le domande furono 670.000 e rimasero su quei livelli tra il 1990 e il 1993. Il numero di rifugiati dalla ex Jugoslavia raggiunse quota 1,4 milioni nel 1996 e calò successivamente con il ritorno di molti nelle loro nazioni di origine. Durante la crisi nel Kosovo nel 1999 le domande di asilo superarono le 400.000 annue. Prima della crisi attuale, il numero di rifugiati che vivevano in Europa era ben al di sotto dei livelli degli anni ’90 ed era pari «soltanto all’11% dei rifugiati nel mondo».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->