domenica, Novembre 28

Migranti, UE apre infrazione contro l'Italia

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Riguardo la questione terrorismo, è tornato a parlarne anche Renzi: «La distruzione di Daesh (Isis) è l’assoluta priorità. La collaborazione internazionale va ulteriormente sviluppata: Europa e Usa condividono con Mosca l’esigenza di combattere Daesh ma serve una soluzione di respiro strategico e non last minute. La cultura non è l’unica arma ma è dialogo, confronto, sistema immunitario delle nostre società contro la deriva del fanatismo». Poi Renzi ha affermato che la «collaborazione internazionale va ulteriormente sviluppata: Europa e Usa condividono con Mosca l’esigenza di combattere Daesh ma serve una soluzione di respiro strategico e non last minute. Il Mediterraneo è un’area straordinaria che può aiutare a costruire un nuovo ordine e una nuova idea di prosperità tra i popoli. Non c’è alternativa alla cooperazione di tutti i popoli del Mediterraneo e del Medio Oriente e di tutte le fedi religiose e le estrazioni culturali».

Intanto a Ginevra è caccia a quattro-sei presunti terroristi. Secondo la stampa elvetica, la polizia di Ginevra ha alzato il livello di allerta ed è alla ricerca di alcune persone segnalate dalla Cia, che nel suo report ha segnalato possibili minacce anche per Toronto e Chicago. «Le indagini sono condotte in stretta collaborazione con i servizi nazionali e internazionali al fine di individuare e mettere in discussione questi individui», si legge nel comunicato del Dipartimento di Sicurezza del Cantone. In un primo momento si era parlato di un collegamento dei sospettati con la strage di Parigi, ma la polizia federale elvetica ha poi smentito. Comunque confermato per domani l’incontro in programma tra le delegazioni di Usa e Russia per discutere del conflitto in Siria. Allarme anche in Finlandia, dove la polizia ha arrestato due fratelli iracheni sospettati di far parte dello Stato Islamico e di aver sparato contro undici prigionieri nel giugno del 2014. In Francia invece fa discutere il progetto di legge presentato al Consiglio di Stato riguardante l’apertura dei centri di internamento per sospetti jihadisti. In teoria persone ritenute dall’intelligence come potenziali minacce potrebbero essere arrestate e condotte in un centro di detenzione senza passare dalla normale giurisdizione. Una sorta di Guantanamo all’europea, anche se con numerosi distinguo. Allarme anche in Australia, dove la polizia ha arrestato cinque persone sospettate di legami con il terrorismo. «Hanno partecipato a un complotto per attaccare un edificio governativo in Australia», il commento di Michael Phelan, vicecapo della polizia australiana per la sicurezza nazionale, secondo cui gli arresti sono collegati ad un’operazione dello scorso anno, denominata Operation Appleby.

Notizie non molto confortanti arrivano anche dalla Corea del Nord, dove il presidente Kim Jong-un ha annunciato che il Paese è in possesso anche di una bomba a idrogeno e sarebbe pronto a farla esplodere. «La Corea del Nord è già un potente stato dotato dell’arma nucleare, che è pronto a far esplodere una bomba A e una bomba H in modo da difendere la sua sovranità in modo affidabile», il suo inquietante commento durante un’ispezione a un sito militare. Già in passato Pyongyang aveva detto di possedere armi più potenti, ma per la prima volta è arrivato un riferimento chiaro. Ma l’intelligence sudcoreana frena: «Non abbiamo alcuna informazione sullo sviluppo della bomba all’idrogeno da parte della Corea del Nord. Non crediamo che la Corea del Nord, che non ha avuto successo nel miniaturizzare le bombe nucleari, abbia la tecnologia per produrre una bomba-H». Secondo alcuni esperti è solo il tentativo di fare pressione sugli Stati Uniti per firmare un trattato di pace.

Usa dove invece si parla ancora delle frasi contro i musulmani pronunciate dal candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump. Ad intervenire un grande come l’ex pugile Muhammad Ali: «Come musulmani dobbiamo schierarci contro chi usa l’Islam per portare avanti scopi personali», il commento del campione che aderì nel 1964 al movimento afroamericano Nation of Islam e poi si convertì all’islam sunnita. «Sono musulmano e non c’è nulla di islamico nell’uccidere persone innocenti a Parigi, San Bernardino, o dovunque nel mondo. I veri musulmani sanno che la violenza spietata dei cosiddetti jihadisti islamici va contro i pilastri della nostra religione. I leader politici dovrebbero usare la loro posizione per portare comprensione sulla religione dell’Islam e chiarire che questi assassini hanno deviato la visione della gente su che cosa l’Islam sia». Intanto Trump ha rinviato il suo previsto viaggio in Israele (28 dicembre): «Ho deciso di posticipare il mio viaggio in Israele e di programmare il mio incontro con Netanyahu in una data successiva, dopo che divento presidente degli Usa» il suo commento in un tweet.

Infine in Argentina è stato il giorno di Mauricio Macri, che ha prestato giuramento come presidente della Repubblica nella sede del Parlamento di Buenos Aires. nel suo discorso di insediamento tanti i temi, ma in generale le richieste sono state di superare lo ‘spirito di scontro’ tra le parti e soprattutto promuovere l’unione degli argentini per affrontare le sfide di ‘un tempo nuovo’. Ambiziosi gli altri obiettivi: povertà zero, lotta alla corruzione e guerra dura al narcotraffico «come nessun governo ha fatto finora». Nessun riferimento ai governi precedenti di Nestor e Cristina Kirchner, ma la stoccata non è mancata: «La politica non è un concorso per vedere chi ha l’ego più grande. Mentire e nascondere la verità sono cose che hanno fatto molto molto male al nostro Paese».

 

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