giovedì, ottobre 18

Migranti: Seehofer contro Salvini, ovvero dalla Germania escalation contro l’Italia Fino ad oggi quei migranti venivano tranquillamente riportati in Italia, sulla base di un accordo che Salvini non vuole che venga conosciuto, pare. La scelta di ‘accelerare’ ha una chiara motivazione politica, è una minaccia, una volontà di tagliare i ponti o di minacciare di farlo; se preferite, è un ricatto

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C’è un proverbio italiano che dice: «a brigante, brigante e mezzo». Non credo sia solo italiano, ma certo, nel caso di cui parlo oggi, si potrebbe parafrasare in: ‘a furbastro, furbastro e mezzo’. Mi riferisco alla decisione tedesca di cominciare a rispedire il Italia dei migranti, al ritmo di 40 alla settimana, tutti migranti di provenienza italiana e … emigrati in Germania.
Ciò accade ad opera della odiata, da Matteo Salvini e Luigi Di Maio, signora Angela Merkel, odiata perché ne accoglie troppi e critica chi ne accoglie pochi. E odiata anche dal suo Ministro dell’interno, tal Horst Seehofer, grande amico di Salvini, amicissimo anti-migranti, e non solo, anti-tutto in sostanza e fortemente sospetto di simpatie nonché razziste principalmente naziste. Perfetto amico, insomma, del duo italiano.

Di che si tratta, perché ciò accade lo sappiamo certo tutti, ma forse vale la pena non solo di spiegarlo bene, ma anche di commentarlo un po’, per le sue implicazioni.

Ebbene, come è ben noto, e come ho anche scritto più volte, uno dei principali modi italiani di liberarsidei migranti (troppi, ma infinitamente di meno di quelli, ad esempio, accolti in Germania) era ed è quello di non registrarli. Perché le convenzioni e gli accodi internazionali, tra cui la famosa convenzione di Dublino, stabiliscono che i migranti, richiedenti asilo in particolare, devono essere accolti e registrati nel Paese in cui arrivano: per primo. I migranti, in particolare quelli provenienti con le barche via mare, ovviamente arrivano in Italia, oltre che in Grecia e Spagna. Registrarli, sia chiaro, se significa che lo Stato che li registra poi se li deve tenere, significa anche che sai chi sono, da dove vengono (in generale, almeno) e quindi … dove puoi, se del caso, rimandarli.
Noi italiani, in particolare, un po’ per la ben nota e perdurante inefficienza e degrado dei nostri centri di accoglienza e in genere della nostra burocrazia, un po’ per furberia, un po’, lasciatemelo dire e diciamocelo, un po’ per il nostro essere alla fine (individualmente presi, almeno) ‘italiani brava gente’, insomma di cuore tenero, noi, dico, per anni abbiamo praticato una specie ditrucco’. I migranti arrivavano, noi li accoglievamo in centri di prima accoglienza (e magari nemmeno) e poi … ci dimenticavamo di registrarli e di schedarli, per cui, trattandosi in fondo di persone libere le lasciavamo, appunto, libere di girovagare per l’ltalia senza documento alcuno: in fondo si trattava e si tratta e di persone non suscettibili di essere legittimamente detenute, specie in quei veri e propri lager che sono molti dei nostri ‘centri di accoglienza’, per cui giustamente hanno fatto quelli della Conferenza Episcopale italiana quando li abbiamo ‘scaricati’ a loro per salvare la faccia a Salvini, una cosa assurda!
Ebbene la conseguenza della furbataera ed è che a quelle persone non veniva dato un documento qualsiasi, per cui erano sì libere di girovagare, ma erano incapaci ad esempio di lavorare regolarmente, di avere assistenza sanitaria ufficiale, ecc. A una parte di quei migranti andava anche bene, perché così potevano tentare di raggiungere parenti e amici in altri Paesi europei.
La ‘furbata’, però, ha avuto, come è noto, per effetto quello di riempire le nostre città di gente senza lavoro, senza nulla, e occupati solo a chiedere la carità o a rubare, anche perché impossibilitati a fare altro.
Risultato, abbiamo oltre 500.000 migranti vaganti per l’Italia e senza arte né parte, e molti sonopassatiattraverso l’Italia per andare altrove, magari a raggiungere propri familiari.
È ovvio che questo è un bucodel sistema degli accordi internazionali, che non consentono che un migrante lasci il Paese di primo arrivo, o, almeno, rende molto difficile a chi sia regolarmente registrato di trasferirsi altrove per, magari, raggiungere i propri familiari.

Ho già avuto modo di spiegare in passato, quanto ciò sia non soltanto inumano e crudele, ma specialmente quanto ciò, da un lato metta effettivamente in pericolo la sicurezza nel nostro Paese, e dall’altro trasformi queste persone in delinquenti potenziali, se non altro per il reato di giungere in altri Paesi senza autorizzazione, di giungervi, insomma, da clandestini. Per di più in Paesi, come la Germania, dove le cose sono fatte bene, e quindi questi migranti vengono identificati regolarmente.
Il pericolo per il nostro Paese è più che ovvio: queste persone prive di documenti, cioè ‘invisibili’ anche per le nostre autorità, oltre ad essere propense a delinquere se non altro per procurarsi da mangiare e oltre ad essere facile preda della criminalità organizzata, non solo non possono essere espulse, dato che non si sa dove siano e da dove vengano, ma spesso sono andate all’estero, dove, di nuovo, prive di documenti vivono da clandestini fincjè non sono scoperti e identificati.

Con l’avvento di questo Governo ‘amorevole verso gli stranieri e verso l’Europa’, l’Italia ha iniziato una politica di restrizioni degli accessi degli stranieri, condotta con metodi violenti e inumani, e una vera e propria lotta quotidiana contro l’Europa, sia per la questione migrazioni, nell’illusione di potere ottenere una certa redistribuzione dei migranti che giungono in Italia, sia per le questioni di bilancio e organizzative.
Questa battaglia insulsa, è stata condotta in particolare avvicinando l’Italia ai regimi e alle posizioni politiche più antieuropee e più para-fasciste e xenofobe in Europa. E quindi, grande amicizia con la signora Marine Le Pen, con Viktor Orban, con i partiti di destra estrema europea come la AFD tedesca e con lo stesso Seehofer, ecc.

Ma, sebbene questa politica abbia potuto (ben poco) servire a rendere meno difficile la pretesa italiana di smantellare le istituzioni e i principi europei si ritorce ovviamente contro l’Italia, proprio contro di noi: i furbi. Tanto più che, la nostra politica di bilanci allegri, ci rende ostili anche i Paesi che, almeno in materia di migrazioni, erano i meno lontano dagli interessi italiani: come la Germania appunto.
Risultato: l’amicaAustria è stata la prima e la più severa nel condannare le facilonerie italiane in materia di sforamento del deficit e a ‘chiudere’ le frontiere per evitare l’ingresso illegale di stranieri, mentre gli altri Paesi europei sono molto e sempre più diffidenti verso l’Italia, che prima ha sottoscritto (a Luglio) accordi per ridurre il deficit e poi li straccia, e a maggior ragione non ha alcuna intenzione di accedere alle richieste italiane in materia di migrazioni, anche perché non si fida dell’Italia, sia in materia di migranti, per quanto ho detto sopra, sia in materia di bilanci.
Ora l’amico’ di Salvini, Seehofer, decide (d’accordo con la Merkel) di dare qualche calcio in faccia all’Italia, pretendendo che, nel rispetto delle norme e degli accordi, l’Italia si riprenda a 40 alla volta i migranti che sono arrivati in Italia e che noi, distrattamente, non abbiamo registrato e abbiamo lasciati andare all’estero, tra l’altro approfittando degli accordi di Schengen, che implicano l’assenza di controlli alle frontiere, ma che, visto l’atteggiamento italiano, vengono di nuovo controllate se non chiuse, ulteriore danno per il nostro Paese.
Ora Salvini ha le spalle al muro non sa fare di meglio che fare il gradasso anche con la Germania, con la quale, anzi con l’amico Seehofer, dal quale è andato a darsi grandi pacche sulle spalle per parlare male dell’Europa, ma con il quale non è riuscito a mettersi d’accordo sui migranti. Il che è ovvio: Salvini odia i migranti, Seehofer anche, come può sperare Salvini che Seehofer si prenda (o si tenga) dei migranti che ‘spettano’ all’Italia? Se uno fa una politica idiota, poi ne paga le conseguenze.

Che si farà, dunque? Salvini dice che chiude gli aeroporti. Che poi è l’ennesima sciocchezza, perché Seehofer ce li manda con voli charter e dunque basta non farli scendere dall’aereo … in teoria. Quei migranti che faranno? vagheranno negli aeroporti italiani in attesa che qualcuno decida che fare di loro? Certo, visti i precedenti (la Diciotti, ricordate?) si potrebbe anche fare la pazzia di non farli nemmeno scendere dall’aereo, e quindi sequestrarli lì, insieme all’aereo e al suo equipaggio … ma attenzione, qui si rischia grosso: che facciamo sequestriamo aerei ed equipaggi stranieri? O magari non li facciamo atterrare? … e se cadono? Qui si rischia grosso, questa è roba da guerra! Ma, al di là della totale assurdità di tutto ciò, e al di là del fatto che abbiamo torto marcio, e quindi se chiudiamo gli aeroporti saremo sanzionati sicuramente, non da parte dell’UE ma direttamente dalla Germania, che certamente farà di tutto per costringerci a onorare i nostri obblighi, ma al di là di ciò, il momento per fare tutto ciò non potrebbe essere peggio scelto: così, infatti, avremo ancora maggiori difficoltà a fare accettare i nostri fantasiosi bilanci.

Ma non dimentichiamo la, realtà, che, al solito, viene taciuta. Fino ad oggi quei migranti venivano tranquillamente riportati in Italia, non con voli charter, ma di linea, e consegnati alla nostra Polizia, sulla base di un accordo che Salvini non vuole che venga conosciuto, pare. E allora, la scelta diaccelerareha dunque una chiara motivazione politica, è una minaccia, una volontà di tagliare i ponti o di minacciare di farlo; se preferite, è un ricatto, forse, per dire ‘non rispettate i patti? e allora noi vi sbugiardiamo pubblicamente’.
Attenti: siamo ad una vera e propria escalation contro di noi. Un capolavoro politico. Ma forse davvero un capolavoro: isolati come ci troveremmo, potrebbe essere davvero la volta buona per decidere di fare l’Europa senza l’Italia. Salvini e Di Maio sarebbero contenti (vedasi quanto scrive proprio oggi Valter Vecellio), ma l’Italia fallirebbe.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.