mercoledì, Ottobre 20

Migranti, Renzi all'Austria: 'Se viola regole, ci faremo sentire' field_506ffbaa4a8d4

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Continua a farsi incandescente il rapporto tra Austria e Italia sulla questione migranti. Il governo italiano ha inviato un ‘migration compact’ ai presidenti della Commissione e del Consiglio Ue, Jean Claude Juncker e Donald Tusk, una sorta di programma per limitare i flussi. E’ previsto uno schema di accordo con i Paesi di origine e di transito, che richiede anche un forte impegno finanziario da parte dell’Ue, che potrebbe avvenire grazie ad una redistribuzione delle risorse del budget europeo ma anche con Eurobond. Il premier Matteo Renzi ha affermato: «La gestione dei flussi dei migranti non è più sostenibile senza una cooperazione mirata e rafforzata con i Paesi Terzi di provenienza e di transito. Molto è stato fatto, ma molto di più dobbiamo rapidamente fare se vogliamo scongiurare l’aggravarsi di una crisi sistemica». E sulla questione migranti ha continuato: «C’è un problema che riguarda il nostro Paese ma non c’è un’invasione in corso. Sono in corso iniziative ma non siamo in presenza di una invasione. E’ un grande problema, abbiamo idee chiare su come affrontarlo. L’Ue si faccia portatrice di una strategia a partire dagli aiuti ai paesi africani e bloccare i viaggi della morte. Io non voglio minimizzare ma voglio dare un messaggio di serietà. I numeri degli sbarchi sono appena qualcuno in più rispetto allo scorso anno. Dico a italiani: buonsenso e ragionevolezza».

Ma Renzi ha anche avvisato l’Austria: «Il Brennero non è solo il tunnel per collegare i nostri Paesi, il Brennero è un luogo di lavoro per molte aziende, ed è un simbolo. Non faremo finta di nulla se qualcuno viola le regole. L’amicizia è un grande valore il rispetto del regole è alla base dell’amicizia. Il Brennero non può diventare oggetto di competizione, le regole vanno rispettate, non faremo finta di nulla se si violano regole ma sono fiducioso che non si farà».

Mentre il commissario Ue all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos è irritato per non aver ancora ricevuto da parte del ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner la promessa lettera su quanto si intende fare al Brennero. Per questo nelle prossime ore partirà una richiesta formale proprio da parte dell’Ue. «La mia linea è chiara: non abbiamo bisogno di politiche che portino alla chiusura delle frontiere, perché così si mette a rischio Schengen», il commento di Avramopoulos in un’intervista a ‘La Stampa’. «Iniziative unilaterali come questa finiscono per attentare alla libera circolazione. Non è la giusta risposta ai problemi. Spero che la decisione non sia attuata e che il dialogo prevalga. Dobbiamo fare tutti il possibile perché Schengen torni alla normalità entro fine anno. I Ventotto devono mantenere gli impegni. Nel momento in cui lo faranno, quando ogni decisione presa verrà attuata non avremo problemi fra gli Stati». E ammette: «Al momento non ci sono prove che il flusso dei migranti si sposti dalla Grecia all’Italia, anche se gli arrivi dalla Libia aumentano. L’Italia ha il nostro sostegno e continuerà ad averlo. Siamo pronti ad aumentare la presenza di Frontex sulle coste, se necessario». A muoversi però è anche l’alto rappresentante Ue Federica Mogherini«Proporrò lunedì a Lussemburgo ai ministri di Esteri e Difesa dell’Ue di allargare la missione Eunavfor Med alle acque libiche, se il governo libico ce lo chiede. Ne ho già parlato con il premier Fayez Al Sarraj».

Mentre intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Meeting nazionale delle scuole per la pace torna sul caso di Giulio Regeni«Non dimenticare la sua passione e la sua vita orribilmente spezzata. Fare memoria è un atto di pace che, sono convinto, aiuterà queste giornate di Assisi a produrre nuovi frutti». E a spingere sul sostegno della battaglia italiana è anche il ‘New York Times’: «Gli abusi dei diritti umani in Egitto sotto il presidente Abdel Fattah al-Sisi hanno raggiunto nuovi picchi, e nonostante ciò i governi occidentali che commerciano con l’Egitto e lo armano hanno continuato a fare affari come se niente fosse sostenendo che sono in ballo la sicurezza regionale e gli interessi economici», si legge nell’editoriale, che chiede agli altri Paesi che hanno relazioni diplomatiche e commerciali con l’Egitto di ritirare i propri ambasciatori. Ma ad andare avanti sulla questione è anche il Parlamento Europeo, con un incontro oggi tra una delegazione di parlamentari europei ed egiziani a Strasburgo, mentre la presidenza della Commissione Diritti umani ha deciso di convocare in all’Eurocamera i genitori di Giulio.

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