sabato, Ottobre 23

Migranti, nuova tragedia in Spagna field_506ffbaa4a8d4

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Dal Medio Oriente all’Oriente, dove la situazione si scalda anche in Afghanistan. Dopo il primo messaggio audio del Mullah Mansur, nuovo leader dei talebani dopo la morte del Mullah Omar, che ha esortato il suo gruppo del gruppo all’unità, la famiglia del Mullah Omar ha rifiutato di giurargli fedeltà. «Non abbiamo stretto alleanza con alcuno in quanto ci sono differenze», ha detto il fratello del Mullah Omar, il Mullah Abdul Manan in un messaggio audio. «Vogliamo che gli Ulema risolvano le differenze invece di dichiarare alleanze», ha aggiunto. Mansur e i suoi due vice, Haibatullah Akhundzada e Sirajuddin Haqqani, sono considerati vicini all’establishment militare pakistano. Intanto, il governo di Kabul ha detto che non «accetta nessuna struttura politica parallela che si oppone alla propria autorità» in riferimento al cosiddetto Emirato Islamico Islamico dei talebani. Riferendosi alla spaccatura dei talebani, poi il governo ha precisato di riconoscere «gli oppositori armati» e che soltanto con questi ultimi è disposto a dialogare. Ma in un comunicato apparso sul loro sito internet proprio dopo la controversa nomina del mullah Akhtar Mansur, i talebani hanno preso le distanze dai negoziati.

Dopo anni di guerra sotto gli occhi del mondo, forse qualcosa si muove e rompe uno schema, un equilibrio. Gli Usa, infatti, hanno deciso di dare copertura aerea ai ribelli siriani addestrati dal Pentagono. Secondo alcuni media americani, il presidente, Barack Obama avrebbe firmato l’atto che autorizza a compiere appositi raid a sostegno degli insorti, pur consapevole di raffreddare ancora di più i rapporti con la Russia, fedele alleata del presidente siriano Bashar al-Assad. «Mosca ha sottolineato diverse volte che aiutare l’opposizione siriana significherebbe causare un’ulteriore destabilizzazione del Paese», ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. La decisione di Obama rientra nella strategia di lotta contro l’Isis, ma la guerra diffusa e il caos del Paese rischiano di sovrapporre le battaglie e gli aerei americani potrebbero contrastare le forze governative. E’ questo il pericolo e la prima obiezione mossa da Putin in questi lunghi mesi. «Per noi le forze siriane addestrate ed equipaggiate dal Dipartimento della Difesa sono dei partner negli sforzi contro l’Isis. A queste forze verrà fornito un vasto supporto nella loro missione di contrasto all’Isis, tra cui fuoco difensivo di supporto per proteggerli», ha spiegato il portavoce del Consiglio Nazionale di Sicurezza, Alistair Baskey proprio per chiarire la posizione degli Stati Uniti nei confronti di Assad.

Il premier Matteo Renzi è arrivato stamattina al Kentai, la residenza presidenziale, per l’incontro con il primo ministro Giapponese Shinzo Abe. Dopo il picchetto d’onore e l’inno di Mameli, è iniziato il bilaterale tra i due capi di governo dopo l’incontro con  l’imperatore Akihito. «Il Giappone sta tornando a crescere» ha detto il premier giapponese Shinzo Abe «e dai discorsi di Matteo ho capito che lo stesso sta facendo l’Italia. Per questo puntiamo ad una collaborazione sempre maggiore». Una collaborazione che pare farsi molto forte soprattutto sulla politica internazionale e in particolare sulla sicurezza.«Ho spiegato a Renzi il mio pensiero sul pacifismo pro-attivo» ha precisato Abe «e abbiamo siglato un accordo sulla protezione infrazione dei dati, una solida base di partenza per lo scambio di informazioni».

Non si placa la guerra in Ucraina. Nelle ultime 24 ore sono morti quattro militari e altri 15 sono rimasti feriti nel Donbass, nonostante la tregua prevista dagli accordi di Minsk. Lo ha reso noto il portavoce dell’amministrazione presidenziale Andrei Lisenko stamattina, poche ore prima che Mosca presentasse un ‘libro bianco’ sui crimini di guerra commessi nel sud-est ucraino “basato sulle testimonianze raccolte” dal Comitato investigativo russo. «La gente deve sapere la verità di un’orribile guerra fratricida scatenata dal regime nazionalista dell’Ucraina», ha detto il direttore del Comitato investigativo russo Aleksandr Bastrikin. Ma è già polemica, poiché molti analisti hanno già detto di nutrire dubbi sull’imparzialità della pubblicazione, visto che il Cremlino è ai ferri corti con il governo filo-occidentale di Kiev ed è accusato di sostenere militarmente i separatisti del Donbass. Dal canto suo, la procura generale ucraina fa sapere che il tribunale Pecerski di Kiev ha accolto la sua richiesta di chiedere alle autorità italiane il sequestro di un conto bancario e di due abitazioni a Olbia di Alexiei Azarov, figlio di Mikola Azarov, premier ucraino ai tempi della presidenza del filorusso Viktor Ianukovich, ricercato da Kiev per appropriazione indebita e malversazione e sanzionato dall’Occidente per la crisi ucraina. Intanto, nel pomeriggio a Kharkiv, nel nord-est del Paese, si registrano scontri tra i simpatizzanti del Blocco d’opposizione – che raccoglie persone avverse all’attuale governo filo-occidentale – e gruppi di nazionalisti, tra cui membri dell’organizzazione paramilitare di estrema destra Pravi Sektor. Secondo alcuni media, nazionalisti ucraini con il volto coperto da passamontagna avrebbero cercato di prendere d’assalto la sede locale del Blocco d’opposizione e sfasciato un furgoncino blu del deputato ‘filorusso’ ed ex governatore regionale, Mikhail Dobkin.

Ad Aden, in Yemen, sono entrate centinaia di truppe saudite dopo che le forze fedeli al governo yemenita in esilio hanno lasciato la città portuale. Secondo quanto riferito da una fonte militare, carri armati e veicoli blindati, parte della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, hanno fatto irruzione per le strade posizionandosi in punti strategici, così da favorire l’insediamento del governo riconosciuto yemenita che porrà proprio lì la sua capitale. Gli Houti, intanto si stanno spingendo verso nord per attaccare Riad, mentre i ribelli sciiti hanno assunto anche il controllo delle colline vicine alla struttura, in modo da avere il controllo strategico di tutta l’area. Intanto, le forze fedeli al presidente yemenita in esilio in Arabia Saudita, Abde Rabbo Mansour Hadi, hanno ripreso il controllo della base aerea di Al-Anad, la principale nel  Paese, a nord della città portuale di Aden.  Lo ha annunciato il generale lealista Fadel Hassan, che ha coordinato le operazioni, secondo cui l’Esercito nazionale e le forze della resistenza popolare hanno ormai assunto il controllo completo della struttura. Decine i ribelli sciiti uccisi o catturati durante la battaglia e centinaia quelli che avrebbero abbandonato le armi e si sarebbero dati alla fuga. 

 

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