venerdì, Ottobre 22

Migranti, modifiche al Trattato di Dublino Grecia, nominata donna-Presidente per formare nuovo governo

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Nonostante l’immigrazione resti nell’occhio del ciclone per gli Stati balcanici la Grecia si trova ancora una volta a lottare per una soluzione alla più grande crisi politica dalla Seconda Guerra Mondiale. In seguito al fallimento del mandato esplorativo del leader di Unità Popolare, Panagiotis Lafazanis per formare un nuovo governo,il presidente greco, Prokopis Pavlopoulos dopo aver consultato telefonicamente i partiti presenti in Parlamento ha affidato l’incarico di primo ministro ad interim, fino alla celebrazione di elezioni anticipate, alla presidente della Corte Suprema greca, Vasiliki Thanou. Nell’attesa dell’annuncio dell’elezioni – che potrebbero già svolgersi il 20 settembre – il primo presidente donna della storia moderna greca, 65 anni, presterà giuramento questa sera, mentre domani toccherà al suo governo.

Dopo l’arrivo dei dati sull’immigrazione nel Regno Unito, che vedono un aumento del 37% di italiani che varcano il confine britannico in cerca di fortuna, la Gran Bretagna di David Cameron, sulla falsa riga del modello Thatcher privatizzerà il servizio di espulsione e rimpatrio – con la neonata Escorting and Travel Services – per rispedire al mittente quanti saranno sorpresi a non avere i titoli necessari per restare. La società dei mercenari avrà un appalto di 5 anni e un budget di 500 milioni di sterline (682 milioni di euro) per riportare a casa le migliaia di richiedenti asilo la cui domanda è stata respinta. Oltre ovviamente ai clandestini. Gli italiani sbarcati a Londra e dintorni in cerca di lavoro tra il 2014 ed il 2015 sono stati 57.600 contro i 42.000 dei 12 mesi precedenti. Il Regno di Elisabetta dovrà fare i conti anche con le modifiche alle ripercussioni economiche che un’operazione di rimpatrio potrebbe apportare al Prodotto Interno Lordo inglese. La sua economia è infatti cresciuta del 2,6% su base annua, e questo sicuramente grazie anche alle migliaia di lavoratori stranieri.

E’ parzialmente fallito invece il tentativo di unità nazionale libico. Un nuovo round del dialogo tra le fazioni libiche sotto l’egida della Missione delle Nazioni Unite di Supporto in Libia ha comunque preso il via a Skhirat, in Marocco, nonostante l’assenza ingiustificata del capo delegazione del governo di Tripoli (non riconosciuto dall’Occidente), Saleh al-Makhzoum. Non si conoscono le motivazioni reali che hanno spinto Tripoli ad abbandonare i colloqui di pace ma secondo Tobruk si tratta di un tentativo di «ostacolare il dialogo negoziale perché vuole che tutte le sue richieste siano soddisfatte».

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