mercoledì, Ottobre 20

Migranti, l'Ungheria procede con i primi arresti

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Dalla parte opposta, in Asia, torna a far parlare di sè la Corea del Nord, che ha annunciato che il suo principale sito nucleare, Yongbyon, il cui reattore era stato spento nel 2007 dopo un accordo con altri 5 Paesi (tra cui Cina e Stati Uniti), è tornato operativo e che sul posto sono stati eseguiti lavori per migliorare la qualità e quantità di armi che potrebbero essere usate ‘in qualunque momento’ contro gli Usa. «Se gli Stati Uniti o altre forze ostili proseguiranno le loro politiche spregiudicate nei confronti della Repubblica Popolare della Corea del Nord e si comporteranno maliziosamente, la Repubblica Popolare della Corea del Nord è pronta ad affrontarli con armi nucleari in qualunque momento», ha detto il direttore dell’agenzia atomica di Pyongyang.

Annuncio oggi a sorpresa del Vaticano, che ha confermato che Papa Francesco nel suo prossimo viaggio a Cuba incontrerà anche Fidel Castro. Il Pontefice sarà prima nellisola e poi negli Usa nel periodo che va dal 18 al 28 settembre, ma al momento non è stato ancora stato ‘messo in un momento preciso dell’agenda’ l’incontro con l’ex Lider Maximo. Di sicuro però Bergoglio non incontrerà i guerriglieri delle Farc. Il gesuita lo ha escluso, nonostante le Farc siano presenti proprio all’Havana, impegnati nelle trattative per la pace Colombia che si sono sempre svolte a Cuba. Anche se per padre Federico Lombardi «il Papa è ovviamente libero di decidere diversamente». Sull’allarme sicurezza negli Stati Uniti non c’è alcuna preoccupazione da parte del Vaticano, nonostante l’intelligence americana abbia sventato un attentato contro il pontefice. «A noi non risulta nulla di particolare», ha detto padre Lombardi, «anche io ho sentito di un attentato sventato, non abbiamo notizia e non c’è nessuna preoccupazione particolare e il papa intende muoversi come fa abitualmente, ci sono diversi momenti in cui si muove con il papamobile aperto».

La questione degli omosessuali in Russia rimane davvero delicata. Oggi però forse il primo segnale di apertura con il presidente Vladimir Putin che ha telefonato a Elton John dopo le critiche che la rockstar gli aveva rivolto proprio riguardo all’atteggiamento del governo di Mosca contro i gay. A rivelarlo sul suo profilo Instagram lo stesso cantante: «Grazie presidente Vladimir Putin per avermi cercato e parlato al telefono oggi. Non vedo l’ora di incontrarla faccia a faccia per discutere dell’uguaglianza Lgbt in Russia». Occhio però a parlare di aperture epocali, perché al contempo Putin ha insignito di una importante onorificenza per servizi resi alla patria il politico più omofobo del Paese, Vitaly Milonov, autore della legge che vieta la propaganda dell’omosessualità in Russia. La motivazione? «Per un’attività legislativa proficua e molti anni di lavoro coscienzioso». Un segnale più che chiaro e fatto non a caso.

Brasile alle prese ancora con la crisi economica. Il governo, dopo aver venduto i titoli del suo debito pubblico trattati come spazzatura da Standard and Poor’s, ha annunciato un piano di rientro del deficit davvero pesante. In totale, tra tasse e tagli alle spese, la manovra sarà di 65 miliardi di real, pari a 15 miliardi di euro. Ad essere colpito dalla mannaia in particolare il programma sociale ‘Minha Casa Minha Vida’, che garantiva alloggi popolari alle fasce meno abbienti della popolazione. Il ministro delle Finanze Joaquim Levy ha annunciato anche tagli ai sussidi all’agricoltura, l’introduzione di un tetto agli stipendi pubblici, il blocco dei concorsi per la pubblica amministrazione e una tassa sulle operazioni finanziarie.

Infine voliamo in Inghilterra, dove è andato in scena il primo scontro tra il premier britannico, David Cameron, e il neoeletto leader laburista Jeremy Corbyn. Al centro del dibattito il diritto di sciopero e in particolare la Trade Union Bill, proposta di legge voluta dai Tory che introduce diverse restrizioni, oltre ad un quorum di partecipazione affinchè sia legale. Corbyn parla di ‘attacco ai lavoratori’: «La Gran Bretagna ha già le leggi sui sindacati più restrittive nell’Europa occidentale, e fra i conservatori c’è chi ha paragonato questa nuova legge a qualcosa tipico di una dittatura fascista», ha detto alla stampa. «Si può scegliere e questo governo fa ancora una volta le scelte sbagliate». E ora la palla passa a Cameron. E saranno di sicuro scintille.

 

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