domenica, Novembre 28

Migranti, l'Ue deve muoversi compatta Libia, autobomba contro uffici Eni a Mellitah. L'Isis rivendica

0
1 2 3


L’Occidente è allarmato da un altro pericolo che potrebbe destabilizzare gli equilibri. Diversi Paesi hanno deciso in quest’ultimo periodo di monitorare con attenzione gli sviluppi del programma missilistico nordcoreano Kn-08, sistema d’arma a lunga gittata in grado di colpire obiettivi in un raggio di 12mila km. Nei giorni scorsi, poi, si sarebbe svolta nella capitale di un Paese asiatico una riunione riservata, aperta alla partecipazione di rappresentanti intelligence di diverse nazioni occidentali, per fare il punto su una situazione sempre più allarmante e discutere della minaccia. Le preoccupazioni riguardanti il programma missilistico della Corea del Nord risalgono al 2012, quando durante una parata militare Pyongyang sfoggiò un missile di 20 metri montato su una piattaforma mobile. Nel maggio scorso, è circolato un video che mostra quello che appare come il lancio di un missile direttamente da un sommergibile. Restano gli interrogativi su come abbia fatto la Corea del Nord, un Paese sottoposto a pesanti sanzioni internazionali, a finanziare, sviluppare e realizzare un sistema d’arma così complesso. Molti esperti d’intelligence sono convinti che il regime di Pyongyang faccia ricorso a importazioni illecite di materiali dall’estero, acquisizioni di un Servizio asiatico suggeriscono anche una possibile pista cinese e sia riuscito in questi anni a mettere a punto un programma che rappresenterebbe ormai una minaccia concreta. Lo sviluppo del progetto getta una luce sinistra sull’ormai prossima celebrazione del 70mo anniversario del Partito Coreano dei Lavoratori, in programma il 10 ottobre. Tra gli analisti che la settimana scorsa si sono dati appuntamento al vertice segreto nella capitale asiatica, aumentano i timori sulla possibilità che la ricorrenza sia sfruttata dal regime nordcoreano per effettuare dei test missilistici, con il rischio di un nuovo aumento della tensione nell’area.

Alta tensione in Ucraina. Dopo che i deputati hanno approvato in prima lettura una riforma costituzionale che conferisce una maggiore autonomia ai territori orientali russofoni in mano ai ribelli è esplosa la protesta davanti al parlamento. A scontrarsi sono stati i nazionalisti e le forze dell’ordine e davanti al Parlamento dove la situazione è degenerata quando un manifestante ha lanciato verso le forse di sicurezza una granata. Nella guerriglia un membro della Guardia civile è rimasto ucciso e oltre 90 membri della Guardia Nazionale (composta da volontari che hanno fatto parte delle milizie di autodifesa di Maidan nel febbraio 2014) sono rimaste feriti, alcuni in modo grave. La vittima è Igor Debrin, una recluta della guardia nazionale, morto per una scheggia che l’ha ferito mortalmente al cuore. Secondo il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, i morti sarebbero tre, ma non ci sono conferme ufficiali. Sicuramente tra i feriti ci sono anche due giornalisti, uno dei quali francese, come riferito da Oleksiy Honcharenko, numero 2 del Blocco del presidente Petro Poroshenko. Inoltre, secondo un reporter di Canale 5, Oleksandr Argat, il cameraman Dima Bolshakov di Tsn è seriamente ferito a una gamba. Nel corso del pomeriggio, dunque, è salito il bilancio degli scontri scoppiati dopo il nuovo disegno che concede maggiore autonomia ai territori orientali russofoni in mano ai ribelli. Si tratta di una misura fortemente voluta dall’Occidente e contenuta negli accordi di Minsk firmati a febbraio, dove era richiesta a Kiev l’attuazione di una decentralizzazione entro la fine dell’anno. Il ministro dell’Interno Arsen Avakov ha riferito su Facebook che i manifestanti appartenenti al partito nazionalista Svoboda hanno fatto detonare diversi ordigni.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->