domenica, Agosto 1

Migranti: Libia, navi UE pronte ad entrare per addestramento field_506ffbaa4a8d4

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Navi dell’Ue che partecipano all’operazione Eunavfor Med sono pronte ad entrare nelle acque della Libia su specifica richiesta delle autorità locali per condurre attività di addestramento della Guardia costiera. Ad annunciarlo l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini, che ha confermato inoltre il prolungamento di un anno della missione Sophia e l’estensione del suo mandato ad attività di formazione e addestramento della Guardia costiera e la marina. Ma intanto i numeri della crisi dei migranti si fanno sempre più grandi e soprattutto preoccupano l’Italia: secondo Frontex per la prima volta dal giugno del 2015, gli arrivi nel nostro Paese hanno superato quello degli arrivi in Grecia. Si parla di 8370 contro i 2700. Una inversione che, secondo Frontex, si è verificata nonostante il fatto che gli arrivi nel Mediterraneo centrale siano in calo del 13% rispetto a marzo e del 50% rispetto al 2015. Ma si precisa che «non ci sono segnali di un significato spostamento di migranti dalla rotta del Mediterraneo orientale». Mentre ad incidere sul calo in Grecia scalo sono stati l’accordo Ue-Turchia ma anche i maggiori controlli messi in atto dalla Macedonia lungo le sue frontiere. Nel frattempo propri oggi circa mille migranti sono arrivati in Sicilia e Calabria.

Intanto arrivano notizie dal Brennero«Grazie all’impegno dimostrato in queste settimane dall’Italia per intensificare i controlli sui treni diretti in Austria, per il momento non si rende necessaria la costruzione di una barriera al Brennero», hanno annunciato i ministri degli interni Angelino Alfano e Wolfgang Sobotka dopo un incontro al valico italo-austriaco. Alfano ha ringraziato l’Austria per il sostegno al migration compact presentato dall’Italia e ha aggiunto che i controlli intensificati in territorio italiano verso l’Austria «stanno portando buoni frutti». Sobotka invece ha elogiato «l’ottimo impegno svolto dall’Italia» per limitare i flussi dei migranti: «Se ognuno svolge il suo lavoro nessuno resterà lasciato solo. L’Italia appunto sta infatti svolgendo i suoi impegni e lo continueremo a fare anche assieme con le pattuglie trilaterali sui treni». Mentre il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble in un’intervista all’Handelsblatt a proposito della crisi dei migranti ha detto: «I trafficanti troveranno nuove rotte. E noi dovremo mostrare solidarietà all’Italia. L’Austria dovrebbe sostenere l’Italia, invece di stabilire al Brennero – una delle frontiere più intrise di significato emotivo d’Europa – nuovi controlli».

Emergono nuovi particolari degli attacchi di Bruxelles del 22 marzo scorso, che colpirono l’aeroporto di Zavantem e poi la stazione del metrò Maelbeek. Nell’assalto alla metropolitana morirono 16 persone e ora una commissione parlamentare ha portato a galla le inefficienze della polizia. Infatti dopo un’ora dal primo attacco, l’unità di crisi lancia sì l’allarme che dovrebbe portare alla chiusura delle stazioni ferroviarie e della metropolitana. La polizia invia una mail a Jo Decuyper, a capo della polizia ferroviaria della città, con l’ordine è di evacuare la metropolitana e bloccarla fino a mezzogiorno, ma questo non vede il messaggio se non dopo l’esplosione a Maelbeek. Perché? Semplice, era stata spedita al suo indirizzo privato. Ma il poliziotto non ha dubbi: se anche quel messaggio fosse stato letto, sarebbero intercorsi solo quattro minuti tra l’arrivo della mail e l’esplosione in metropolitana, e quei minuti non sarebbero bastati per evacuare la stazione. Ma intanto in Belgio monta la polemica.

Inaugurato tra le polemiche in Romania lo scudo antimissile della Nato, fabbricato dagli Usa. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha negato che possa essere uno strumento contro Mosca, ma questa parla comunque di ‘minaccia alla sicurezza internazionale e regionale, e promette di agire di conseguenza. «Lo abbiamo detto sin dall’inizio di questa storia: è innegabile che l’attivazione di un sistema di difesa missilistico in Europa rappresenti un pericolo per la sicurezza della Russia», il commento del portavoce di Vladimir Putin Dmitri Peskov. Mentre proprio in serata le agenzie hanno riportato le parole del presidente, secondo cui non si tratta un sistema difensivo ma «parte del potenziale nucleare americano in Europa». E ha inoltre sottolineato come Mosca abbia proposto agli Stati Uniti di ‘collaborare’ sulla potenziale minaccia iraniana ma che gli Usa hanno respinto l’offerta. «Qui non si tratta dell’Iran, ma dell’arsenale nucleare della Russia, ne siamo sicuri non al 100% ma al 1000%», ha detto invece l’ammiraglio Vladimir Komoyedov, presidente della commissione Difesa della Duma.

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