venerdì, Ottobre 22

Migranti, Italia rischia sanzioni per impronte non prese field_506ffb1d3dbe2

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Siria/3 – È iniziata la riunione a Riad delle forze dell’opposizione siriana. L’obiettivo della conferenza – annunciata per ieri, ma alla fine iniziata stamani – è presentare un fronte unico dell’opposizione ai prossimi colloqui internazionali sulla Siria e in eventuali negoziati con il regime di Bashar al-Assad per porre fine al sanguinoso conflitto che si trascina dal 2011. «L’incontro vede un’ampia partecipazione di gruppi dell’opposizione siriana all’interno della Siria e all’estero», scrive l’agenzia Spa, precisando che la riunione si tiene a porte chiuse in un albergo di Riad. I partecipanti – circa un centinaio – sono stati accolti dal capo della diplomazia saudita, Adel al-Jubeir. Tra le delegazioni presenti, quelle della Coalizione nazionale siriana (principale gruppo dell’opposizione all’estero) e il Comitato di coordinamento delle forze del cambiamento democratico (opposizione interna e quindi tollerata dal regime di Damasco) così come quelle del gruppo ribelle Jaish al-Islam e dell’Esercito libero siriano. I curdi, esclusi dalla conferenza, si sono riuniti ieri per iniziativa del partito dell’Unione democratica curda nella provincia di Hasaka, nel nordest della Siria, per una conferenza parallela a quella delle forze di opposizione a Riad.

Turchia – Il consolato generale degli Stati Uniti a Istanbul è rimasto chiuso oggi per «possibili minacce alla sicurezza». Lo ha annunciato lo stesso consolato con un comunicato. «I servizi al pubblico – si legge – compresi gli appuntamenti per i visti e per i servizi non di emergenza per i cittadini americani, sono cancellati per il 9 dicembre 2015 e saranno riprogrammati per un’altra data». La nota consiglia inoltre cautela ai cittadini americani in Turchia. Resta invece inalterata l’operatività dell’ambasciata degli Stati Uniti ad Ankara e dei consolati ad Adana e Izmir.
L’aviazione turca ha compiuto ieri sera nuovi raid contro sospette postazioni del Pkk in nord Iraq. Lo riferiscono le forze armate di Ankara. I bombardamenti hanno colpito obiettivi in quattro diverse aree, tra cui le montagne di Qandil, roccaforti della guerriglia curda. Si tratta dei primi raid noti dopo le tensioni con Baghdad seguite al dispiegamento la scorsa settimana di nuove truppe turche nella base di Bashiqa in nord Iraq, a 32 km dalla roccaforte dell’Isis di Mosul.

Parigi, attentati del 13 novembre – È stato identificato dagli investigatori francesi il terzo kamikaze che il 13 novembre scorso assaltò il teatro Bataclan a Parigi, provocando la morte di 90 persone. Secondo i media locali si tratterebbe di un giovane jihadista di Strasburgo che era andato in Siria nel 2013 ed è ritenuto vicino a Fares Mourad, uno dei principali reclutatori jihadisti in Francia. Secondo ‘Le Parisien’, l’uomo si chiamava Mohamed Fouad-Aggad ed aveva 23 anni. «Suo fratello maggiore Karim, 25 anni, è attualmente detenuto dopo esser tornato dalla Siria», ha scritto il quotidiano francese. I fratelli farebbero parte di una famiglia di quattro figli proveniente da una piccola cittadina vicino a Strasburgo. Il giovane, scrive ancora Le Parisien, faceva parte di un gruppo di dieci persone che nel 2013 hanno lasciato il quartiere di Meinau a Strasburgo per raggiungere la Siria. Due di loro, fratelli, sono morti in combattimento, mentre altri sette sono rientrati all’inizio del 2014 e sono stati fermati. L’ultimo, Mohamed Fouad-Aggad, sarebbe rimasto in Siria prima di tornare in Europa per partecipare agli attentati di Parigi, facendosi esplodere nel Bataclan. Sua madre lo contattava regolarmente per avere notizie di lui e gli avrebbe anche inviato anche dei soldi per lasciare la Siria. Il lavoro della polizia scientifica francese per riconoscere il terzo kamikaze della sala da concerto non è stato facile a causa dello stato in cui era ridotto il corpo. Gli altri due attaccanti del Bataclan erano Omar Ismail Mostefai, identificato attraverso un dito mozzato, e Samy Amimour.

San Bernardino, California – Il giuramento di fedeltà al leader dell’Is, Abu Bakr al-Baghdadi, postato su Facebook da Tashfeen Malik è stato fatto a nome di entrambi gli attentatori della strage di San Bernardino. A questa conclusione sono giunte le autorità federali americane, impegnate nell’inchiesta sull’attacco che ha provocato 14 morti. Un elemento che conferma l’avvenuta radicalizzazione di entrambi gli assalitori, si legge sul ‘Washington Post’. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire in quale momento e sotto influenza di chi i due attentatori possano essersi lasciati convincere a sposare l’idelologia del radicalismo islamico. «Sembra come se si fossero trovati a percorrere la stessa strada nello stesso momento», ha dichiarato una fonte citata dal quotidiano. L’Fbi resta per il momento estremamente interessato ad un ex vicino della coppia, Enrique Marquez, che ha fornito ai due i fucili militari usati durante la sparatoria dopo averli regolarmente acquistati in California. Al momento si cerca di stabilire se le armi fossero o meno state vendute alla coppia dall’ex vicino e se questi abbia frequentato i due indipendentemente da questa circostanza, come sembrerebbe, stando a testimoni secondo cui Marquez frequentava regolarmente la moschea dove andava il fratello di Farook, Raheel.

Germania – Tre islamisti sono stati arrestati ieri con l’accusa di aver pianificato attentati in Germania: il primo attacco avrebbe dovuto colpire Berlino. Lo riporta la Bild, secondo la quale uno dei tre sospetti avrebbe fra l’altro svolto attività di reclutamento per Isis. Forze speciali della polizia federale del Bundeskriminalamt hanno proceduto a perquisizioni in diversi appartamenti della capitale e nel quartiere di Neukoelln in particolare. I tre fermati sono sospettati di aver fondato un’associazione terroristica, e di aver preparato «pesanti azioni violente contro lo Stato». La Procura generale indaga inoltre su altri tre giovani, rispettivamente di 17, 25 e 35 anni: anche in questo caso il sospetto è di preparazione di atti terroristici. I più anziani avrebbero fra l’altro aiutato il minorenne, che oggi si ritiene sia in Turchia, a partire per la Siria, per militare fra le fila di Isis. Diverse perquisizioni sono state eseguite anche relativamente a questo caso, ma non sono stati effettuati fermi.

Intanto è in ascesa il partito di destra xenofobo Alternative fuer Deutschland, che questa settimana conquista due punti di consenso, toccando l’8%. Lo rileva il sondaggio dell’istituto Forsa, (con dati raccolti fra il 30 novembre e il 4 dicembre, e dunque prima delle elezioni francesi che hanno visto vincere il Fn di Marine Le Pen) secondo il quale nelle regioni dell’est del Paese, il partito, che ha mostrato chiare simpatie per gli anti-islam di Pegida, raggiungerebbe fino al 16%. Secondo il Forsa, l’Unione di Angela Merkel perde un punto rispetto alla settimana scorsa, raccogliendo il 38%, mentre l’SPD è fermo al 24%, i Verdi al 10% e la Linke al 9%. Perde un punto e resta sotto la soglia di sbarramento il partito liberale, al 4%. Le preferenze personali per i leader di partito vedono in calo (di un punto) sia la cancelliera, che ha il 48% dei consensi, sia il socialdemocratico Sigmar Gabriel, al 15%.

Proprio oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel è stata definita la persona dell’anno da Time che le ha dedicato la copertina. La Procura generale indaga inoltre su altri tre giovani, rispettivamente di «Angela Merkel, cancelliera di un mondo libero», è il titolo sul magazine accanto a un ritratto della leader tedesca. Il riconoscimento è andato alla cancelliera tedesca per «la sua leadership nell’aver promosso e mantenuto un’Europa aperta e senza confini di fronte alla crisi economica e a quella dei profughi». Il califfo Abu Bakr Al-Baghdadi, leader dell’Isis, è al secondo posto dietro la cancelliera Angela Merkel nella classifica di Time sulle persone più influenti del 2015. Al terzo posto Donald Trump, finito nella bufera in questi giorni per le sue esternazioni shock sui musulmani.

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